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La memoria dei pesci, tra istinto e ……. intelligenza

La memoria dei pesci, tra istinto e ……. intelligenza

Di Umberto Simonelli

E’ convinzione comune attribuire ai pesci una capacità cognitiva modesta. Anzi, molti pescatori hanno in scarsa considerazione la loro intelligenza, relegandoli nella fascia degli animali meno furbi. In realtà, il nostro rapporto con i pesci è reso complicato dal fatto che il loro mondo è poco conosciuto e, soprattutto, dal fatto che il loro aspetto è profondamente diverso da qualsiasi altra specie terrestre, eccezion fatta per i rettili e gli insetti verso i quali siamo piuttosto diffidenti, per la medesima ragione. Il fatto, poi, di essere muti, freddi, inespressivi e coperti di squame non ha fatto crescere il loro gradimento. Eppure, per noi che di pesci andiamo a pesca, se ne valutassimo anche altri aspetti che non siano solo esche preferite, profondità,  posti migliori dove insidiarli o attrezzi adatti, ne ricaveremmo di certo qualche vantaggio.

lampuga

Le lampughe sono animali in cui la memoria è più apprezzabile. Imparano la pericolosità di un artificiale in pochissimo tempo e poi non lo curano più

I pesci ricordano?

Fino a qualche tempo si pensava che la memoria dei pesci durasse pochi secondi e che il ricordo dell’accaduto svanisse quasi subito senza lasciare traccia. Studi successivi hanno dimostrato, invece, che la permanenza dei ricordi dura anche qualche settimana. Le nostre esperienze di assidui pescatori ci fanno pensare che la memoria dei pesci sia molto più performante e durevole. Sicuramente, per alcuni pesci più di altri, le facoltà cognitive sono più importanti che per altri, ma la pratica ci ha fatto considerare delle situazioni che certificano che i pesci non solo ricordano ma che imparano anche. Il che vuol dire che il ricordo viene elaborato e trasformato in vissuto e successivamente in esperienza.

mangianza

I pesci ricordano eccome …  come potrebbero altrimenti ritornare metodicamente negli stessi punti di predazione di anno in anno?

Gli artificiali

Quella con gli artificiali è la pesca più praticata in assoluto e nella collezione di artificiali di ognuno di noi ce ne sono alcuni che sicuramente hanno catturato più di altri per poi smettere improvvisamente e non destare più interesse. Mentre, invece, un nuovo “pesce finto” saliva alla ribalta di micidiale mattatore, per poi diventare di nuovo privo di attrattiva.

artificiali

Nell’altura c’è sempre la ricerca dell’artificiale di ultima generazione, quello che fa la differenza: una durata che spesso non va oltre la stagione

I pesci, inspiegabilmente per noi, imparano a riconoscere l’inganno e a non cadervi vittime. Ma basta cambiare colore e misura per avere nuove chances. La prova provata di quanto detto la offrono le lampughe; e se per i tunnidi o le palamite magari ci vuole una stagione, per queste ultime basta il tempo di qualche strike. Basta che un paio di esemplari venga salpato a bordo che i coloratissimi pesci seguiranno le esche senza più attaccare. Sarà necessario trovare un altro inganno. Quel che è bello è che gli artificiali perderanno attrattiva per sempre, neanche i pesci comunicassero tra loro.

artificiali

Per rendere gli artificiali sempre nuovi, si ricorre anche a contaminazioni e invenzioni; ecco l’accoppiata di due tipologie diverse già di per sè catturanti

Col vivo

Con le esche vive, che dovrebbero sollecitare l’appetito dei predatori, avviene la medesima cosa. Le aguglie, esche micidiali agli albori della tecnica, ora non vanno più di moda e si pesca poco o nulla, se parliamo di dentici e ricciole. I barracuda, e un po’ i serra, ne rimangono ancora degli estimatori, anche se non sempre convintissimi.

dentice col vivo

Nei predatori di fondo la capacità di imparare è oramai un fatto assodato. Ed è per questo che le solite seppie, trasportate avanti e indietro, non sempre funzionano, soprattutto con gli esemplari più grandi e smaliziati

Poi è stato il turno dei sugheri, anch’essi oramai quasi invisibili per i pesci più pregiati. Seppie e calamari, dal valore nutritivo elevato, ancora tengono banco, ma le seppie vengono attaccate molto meno dai dentici e per lo più da quelli di piccola e media taglia, meno esperti e voraci.

La pesca subacquea

subacqueo

Una volta la pesca subacquea era una pesca che si svolgeva cercando il pesce nelle spaccature degli scogli. Oggi i pesci hanno imparato che intanarsi è pericoloso ..in presenza di esseri “pinnuti” armati di fucile ….

Se vogliamo citare un esempio di memoria e intelligenza, il sarago è il migliore. Capace di riconoscere un pescatore subacqueo da un sub disarmato, o, meglio, capace di riconoscere un fucile da un bastone: segno evidente che i saraghi percepiscono il pericolo, lo analizzano e lo associano all’attrezzo. E, secondo noi, viene quasi da pensare che si contino per valutare i superstiti … Segno evidente che le specie più insidiate percepiscono il fatto e elaborano strategie difensive.

Esche di ferro

corraziere

Il vertical appena apparso è sembrato un sistema di pesca miracoloso, tanto da essere demonizzato come un’arma di distruzione di massa: timore infondato perché i pesci hanno imparato ben presto, evitando quindi il pericolo

Altro esempio di memoria, analisi e sintesi? Il vertical è l’ennesima prova delle capacità dei pinnuti. In poco tempo l’apparente infallibilità dei jig è svanita; il metodo che sembrava fosse imbattibile e semplice, che colpiva sfruttando territorialità e aggressività dei predatori, compresi i più insospettabili, in pochi anni ha perso ogni pericolosità grazie alla memoria.

dentice

In alcuni periodi dell’anno, con la traina profonda con i minnow, è possibile effettuare catture interessanti, ma spesso questo periodo corrisponde con quello di frega, quando gli animali sono nervosi e attaccano ogni cosa. Allora anche i classici delle esche artificiali ritornano in auge

La memoria genetica

Accade negli uomini, nei cani ed in altri mammiferi che le abilità acquisite si trasmettano per linea di sangue, o, forse, sarebbe meglio dire per via genetica. Questo nei pesci è sicuro avvenga in una generazione e si trasmetta alle seguenti, con le dovute eccezioni, per esempio con i tonni che si fanno ripescare un sacco di volte nella loro vita. Altri pesci, forse più evoluti, non si fanno più ingannare dall’ennesima seppietta trainata su e giù per la stessa rotta. Segno che se i pesci son furbi e di memoria lunga, noi dobbiamo adeguarci.

 

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