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Correnti galvaniche.. queste sconosciute

Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica

 

di Umberto Simonelli

Quando una barca è in acqua, le parti metalliche immerse (e non solo) sono soggette al rischio,  della corrosione galvanica, azione misteriosa e poco comprensibile a molti.

A volte, inconsapevolmente trascurata, può essere responsabile di danni molto gravi e costosi da riparare.

Sono molte le domande ricorrenti sul problema della corrosione galvanica e cercheremo, nel possibile di trattare l’argomento nel modo più semplice.

L’importante non sarà diventare degli esperti ma essere informati .

Acqua, sale & metallo

Sebbene, come al solito, si cerchi di non trasformare un articolo  in un trattato , qualche premessa tecnica  bisogna pur farla.

Per chi vuole capire fino in fondo perché si è ritrovato qualche pezzo del motore smangiucchiato come se  fosse rosicchiato i topi, ecco qualche spiegazione … .

Quando metalli di diversa natura entrano “in comunicazione” tra loro grazie all’acqua di mare, si attiva  un processo elettrochimico che come risultato ha quello di corrodere il metallo che, tra i due, è il meno nobile. 

Diciamo che è lo stesso principio  che portò alla scoperta della pila …

 

La corrosione dei metalli a contatto con l’acqua di mare è un fenomeno molto simile a quello che avviene nella famosa pila di volta …… in sostanza si genera una tensione elettrica a scapito della trasformazione chimica di un metallo

L’acqua di mare fa da conduttore e, per dirla in soldoni, si genera una debole corrente elettrica a spese del metallo che quindi si corrode.

Molto spesso l’origine della “coppia” elettrica non sono solo i metalli della nostra barca, ma anche quelli degli scafi adiacenti e delle masse metalliche sommerse.

Correnti vaganti

Quando non si genera “coppia galvanica” (ovvero il fenomeno illustrato nelle righe precedenti) ma ci troviamo sempre in presenza di misteriose corrosioni, le cause vanno ricercate  in un circuito dell’impianto di bordo in dispersione, vuoi di tensione proveniente dalle batterie, vuoi dall’impianto a 220 V proveniente dalla banchina.  

Sebbene il fenomeno sia indotto e non auto-generato, le conseguenze non sono  meno gravi.

Anche la dispersione di corrente delle altre barche, sugli impianti di terra delle prese di banchina ( se non perfettamente funzionati) possono essere origine di fenomeni di corrosione.

Da qui la necessità di controllarne l’efficienza .

 Ecco gli steli di un trim, il meccanismo che solleva il motore fuoribordo, corrosi in una maniera molto singolare detta “camolatura”: piccoli fori simili a quelli dei tarli

 

Fenomeni bizzarri

Di fatto, gli esiti delle corrosioni sono all’apparenza bizzarri, perché  sembrano manifestarsi senza motivo e soprattutto perché aggrediscono particolari diversi dei metalli di bordo; alcuni,  che apparentemente dovrebbero essere immuni dal fenomeno, vengono  aggrediti ed altri, a prima vista ad alto rischio, rimangono immuni.

La diversità delle caratteristiche chimico-fisiche dei metalli sono la risposta “inspiegabile” bizzarria.

 Molte le forme degli zinchi sacrificali studiate proprio per adattarsi alle parti da proteggere. Questi, in particolare, hanno svolto correttamente il loro lavoro “ sacrificandosi”: attenzione quindi ad uno zinco che rimane intatto!

Punti critici

I punti che generalmente cadono vittima della corrosione sono quelle a diretto contatto con l’acqua, quindi cavalletti, eliche e relative assi, prese a mare nelle barche in linea d’asse; mentre, nei fuoribordo, il cavalletto con il relativo meccanismo di regolazione di assetto e ribaltamento sono i punti più sensibili.

Pescare show

 

 

 Nei fuoribordo questi zinchi sono quelli più importanti, da tenere sempre sotto controllo. E’ importante usare tassativamente  zinchi originali, perché la lega con cui sono realizzati è studiata appositamente per proteggere il metallo a cui sono applicati. Sopra gli zinchi esterni, sotto quelli dello scambiatore

 

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 L’effetto devastante della corrosione non si ferma alle sole parti a vista ma può attaccare anche quelle  interne, ad esempio il gruppo termico là dove circola l’acqua di raffreddamento e quindi gli scambiatori o le zone interne del piede.

E non finisce qui, perché l’atmosfera umida salina, sebbene più lentamente, si comporta allo stesso modo dell’acqua e  si rende responsabile di molti guasti degli impianti elettrici, corrodendo e ossidando morsetti e giunzioni.

 

 Nei gruppi poppieri o nelle linee d’asse, la cui immersione è costante, la protezione deve essere molto capillare con l’applicazione di più zinchi
 
Strategia di difesa

Il protocollo più comune di protezione prevede il montaggio, a stretto contatto con i metalli da proteggere, di elementi in zinco, detti anodi sacrificali.

Lo zinco, per semplificare, possiamo dire che ha caratteristiche meno nobili rispetto ai metalli da proteggere e quindi sarà lui oggetto di corrosione.

L’applicazione di questi elementi, però, deve essere fatta a ragion veduta e ne deve essere garantita la perfetta connessione elettrica con i metalli da proteggere.

Ciò per quanto riguarda gli elementi accessori dello scafo, come i flap piuttosto che elementi di sostegno di spiaggette, bagno e scalette; invece, i motori sono già provvisti di zinchi sacrificali, alcuni a vista e altri interni, non visibili e di cui molti non conoscono neanche l’esistenza.

La mancata manutenzione provoca danni importanti, perché le parti protette sono quelle interne al gruppo termico e ai cinematismi del piede o dell’invertitore; e ritrovarsi un invertitore guasto, uno scambiatore bucato o la coppa dell’olio forata, oltre ad un fermo lunghissimo della barca  sono un salasso del portafoglio che non si dimentica presto.

Quindi è importante la sostituzione programmata di tutti gli zinchi sacrificali, a “prescindere”.

 

Per aumentare la protezione generale oltre agli zinchi standard è possibile avvalersi di altri “ volanti” da calare in acqua ogni volta che si ormeggia.

 

Porto che vai corrosione che trovi

E’ ovvio che questo fenomeno riguarda maggiormente chi tiene la barca in acqua per molto tempo; ma è anche vero che non in tutti i porti il fenomeno ha la stessa intensità.

Ciò dipende dalla quantità e collocazione delle catenarie di ormeggio, della salinità dell’acqua e degli impianti elettrici di banchina, che a volte generano subdole correnti disperse.

 

La formazioni di concrezioni, alghe e di tutte le formazioni di microorganismi oltre a rendere impossibile l’ispezione delle parti a rischio , possono essere un pericoloso accelerante della corrosione

Anche la presenza di biofouling, ovvero la proliferazione di microorganismi, alghe, “denti di cane” e tubicoli partecipano a creare condizioni particolari di conducibilità elettrica che possono amplificare le problematiche.

 

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