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Flap : stabilizzatori di assetto, tutto quello che c’è da sapere

Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica

 

Di Umberto Simonelli

Fino ad un po’ di tempo fa era diffusa l’idea che l’applicazione dei “flap” su uno scafo fosse un rimedio ad una carena mal costruita.

Niente di più falso.

I flap sono dei semplici correttori di assetto studiati per riuscire a migliorare la navigazione in caso di situazioni specifiche che ne compromettono l’assetto.

In sostanza è un meccanismo, ad azionamento elettrico o elettroidraulico, che modificando le line d’acqua di carena riesce a variare l’assetto della barca sia sul piano orizzontale che longitudinale.

Sembrerebbe un discorso complesso ma in realtà è un concetto di semplice comprensione.

Diciamo che i flap sono “un accessorio” che completa l’allestimento di uno scafo planante.

Cosa sono

I flap, in genere, sono due piastre di acciaio inox fissate sugli spigoli di poppa della carena. Il montaggio è realizzato con delle cerniere che danno modo alla piastra di muoversi esattamente come i flap degli areoplani.

Il movimento è ottenuto tramite la spinta o la trazione di un pistone oleodinamico o elettrico.

Come funzionano

In pratica le due piastre sono come un prolungamento della carena.

Nella posizione di riposo non generano nessun effetto idrodinamico; quando invece viene azionato il comando e cambia l’inclinazione, si genera progressivamente una portanza sempre maggiore che tende a sollevare la poppa con la conseguenza di abbassare la prua.

Se il comando è di entrambe i flap lo scafo tende, in planata, a schiacciare la prua, se invece se ne aziona una per volta, si ottiene un movimento”rotatorio”sull’asse.

La corretta gestione dell’escursione consente così di controllare l’assetto.

Quando si aziona il flap di sinistra la barca ruota sul suo asse, alzando la poppa e schiacciando la parte prodiera di dritta

 

Come usarli e perchè

L’installazione dei flap è consigliata su scafi da 6 metri in poi, soprattutto con carena a V profonda, plananti e capaci di buona velocità.

Lo scopo dei flap è quello di correggere e controllare le variazioni di assetto che lo scafo può subire, per uno spostamento della distribuzione dei pesi interni o molto più comunemente per controllare quelli causati dal mare.

Ad esempio in una navigazione con mare al traverso può succedere che la barca si “appoggi” su una murata generando uno scomodo sbandamento.

Aumentando progressivamente l’inclinazione del flap, posizionato dalla parte dello sbandamento, questo aumenterà la sua portanza, sollevando così la relativa zona poppiera, riportando la barca in piano.

Pescare show
Quando si aziona il flap di dritta la barca ruota sul suo asse, alzando la poppa e schiacciando la parte prodiera di sinistra

 

Con mare di prua, in navigazione veloce, lo scafo potrà tendere ad impattare sull’onda rendendo la navigazione tutt’altro che confortevole, a causa delle forti accelerazioni.

Inclinando progressivamente entrambi i flap, la portanza generata alzerà la poppa con la conseguenza di contrastare il beccheggio e consentire una navigazione più confortevole e sicura.

Con la pratica, poi si imparerà non solo a modularne l’uso, ma ad apprezzarne la capacità di ottimizzazione della navigazione, resa complessa dal mare.

Quando si azionano entrambi i flap si solleva la poppa e si schiaccia la prua, diminuendo il beccheggio

I flap sono non solo uno strumento dinamico di bilanciamento per riportare lo scafo a navigare in piano ma anche un valido ausilio al controllo stesso della barca, ad esempio durante le virate.

I modelli  

In commercio possiamo trovare varie tipologie di flap che si differenziano tra loro per meccanismi di azionamento.

I primi modelli comparsi in commercio e tutt’ora attuali, sfruttavano un metodo oleodinamico per il controllo dei pistoni; attualmente però si stanno sempre di più affermando quelli elettrici che garantiscono una maggior facilità di installazione e semplicità di funzionamento.

Le dimensioni delle piastre e dei relativi pistoni si scelgono in base a tabelle specifiche che ogni costruttore mette a disposizione in funzione delle dimensioni dello scafo.

L’azionamento

Il comando, siano essi idraulici o meno, avviene sempre attraverso un sistema elettrico che può essere costituito da due semplici pulsanti “up&down” o da un più comodo joistick. 

L’importante è che il sistema sia corredato di un indicatore dell’inclinazione per poter capire il punto di lavoro dei flap e dosarne l’uso.

Un’altra importante funzione caldamente consigliata è il ri-posizionamento automatico a zero dei flap quando si disinserisce il quadro e si spengono i motori.

Questo evita che i pistoni rimangano estroflessi con la conseguenza di essere aggrediti dal bio fouling che poi ne pregiudicherebbe il funzionamento.

E’ importante far rientrare sempre i flap quando non si adoperano per evitare che si formino incrostazioni sul pistone, rischiando di danneggiarlo

Regolatori di ultima generazione

La tecnologia è sempre in continua evoluzione e da qualche anno sono comparsi sul mercato una nuova generazione di regolatori di assetto, che non funzionano più come i flap che conosciamo.

Bensì si tratta di sistemi, applicati sempre negli stessi punti poppieri, ma con funzionamento a ghigliottina, che sono costituiti da vere e proprie lame che scendono sotto il bordo di uscita della carena, generando variazioni dinamiche del flusso d’acqua  in grado di raddrizzare lo scafo.

I modernissimi ZIPWAKE, stabilizzatori molto performanti di ultima generazione, ma anche più economicamente impegnativi

Questi sistemi si prestano anche ad essere controllati da centraline automatiche capaci di autoregolarsi ed integrabili nei sistemi di guida.

Forse ancora più semplici da installare, presentano costi maggiori e sono consigliati per scafi importanti. 

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