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Squid Fishing:TipRun, la nuova frontiera dell’eging

di Marco Rasicci

Dalle fucine alieutiche del paese del sol levante è nato un nuovo modo di pesca ai cefalopodi.

La genialità dei pescatori giapponesi ha creato una nuova declinazione dell’eging, riscrivendo letteralmente la logica degli artificiali con delle esche davvero rivoluzionarie.

Si chiama Tip Run la nuova famiglia di egi che ci consente di insidiare seppie e calamari dalla barca e non solo, perché si prestano egregiamente anche alla pesca dalla scogliera.

Yamashita ha realizzato le Tip Run proprio per ottenere un artificiale penetrante capace di “correre” in profondità e sul fondo marino, permettendoci azioni di pesca anche su fondali molto profondi.

Idea innovativa

La novità di questo nuovo egi sta in primo luogo in una zavorra specifica, dalla forma molto particolare che somiglia ad un bulbo di una nave, posta sul muso del gamberone e poi in una speciale deriva in prossimità del cestello.

Le nuove Tip Run sono disponibili nelle misure 3 con un peso di 23 gr lunghezza 10 cm e 3.5 con un peso di 30gr e lunghezza di 10.5 cm. Questa con l’accessorio TR sinker già montato

Assetti mobili

Per le totanare TR è prevista dalla Yamashita una dotazione di zavorre aggiuntive, le TR SINKER, con peso dai 10gr. ai 60gr. costruite appositamente per le teste degli artificiali.

Questi accessori sono disponibili  in 3 colorazioni  e sono previsti anche degli appositi moschettoni le TR Snap , creati per far sì che possiamo procedere alla sostituzione delle zavorre o degli artificiali in modo rapido senza però influenzare il nuoto dell’artificiale.

La montatura è estremamente semplice e potremmo utilizzare la stessa lenza che già usiamo per la pesca ad EGI dalla barca.

Una seppia pescata dall’autore a ben 25 mt di profondità  

A pesca

L’azione di pesca è veramente semplice.

La totanara dovrà scendere liberamente verso il fondo e, quando lo raggiunge, la si solleva anche di qualche metro, con delle jerkate molto generose.

L’azione si alternerà a pause anche lunghe e regolari di circa 10-15 secondi, in cui l’egi riscenderà sul fondo; attività che ripeteremo sondando il fondo marino e la colonna d’acqua.

 Sarà durante gli stop e le pause che generalmente avverrà l’attacco del cefalopode sull’artificiale.

Certamente con questa tecnica rivoluzionaria avremmo il vantaggio di pescare fino a batimetriche anche di 40 metri utilizzando solo gli accessori studiati per la totanara, senza l’aggiunta di ulteriori zavorre e modificarne così lazione di pesca.

L’uso dello snap specifico semplifica le operazioni di sostituzione degli accessori, ma soprattutto non interferisce con il nuoto dell’esca

Le canne

I Giapponesi non lasciano mai nulla al caso ed anche in questa occasione hanno messo a punto una canna dedicata che ottimizzi l’azione degli artificiali.

Canne lunghe, intorno dai 2,10 ai 2,20 mt, molto veloci e reattive, con il vettino in fibra di vetro, congegnate apposta per l’uso con trecciati sottilissimi, addirittura PE 0.6 – Pe 0.8, necessari sia per raggiungere velocemente il fondo che per non soffrire l’azione della corrente

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