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Surf casting. Le grandi prede, cronaca di una cattura

dentice a surf
di Domenico Craveli

 

Aspetti che accada per anni, senza perdere la determinazione. Spesso non è accaduto davvero per poco così, e poi … quanto tutto sembra andare storto, quando proprio non riesci ad allineare questi maledetti pianeti… arriva la piegata della vita, quella che ci blocca il cuore in gola, quella che ricorderemo per sempre.

Le nostra postazione è allestita come sempre, con la meticolosità di sempre, ogni cosa a suo posto , a portata di mano; ma oggi l’aria è diversa e succederà …. succederà qualcosa.

Siamo sempre in attesa del grande incontro e, spesso, il grande incontro viene rimandato.

Ma oggi, stanotte, tutto tace… e nel silenzio si controllano gli inneschi e si rinnovano le insidie, come da sempre si è fatto, ma non accade nulla e la calma è assoluta: sarà un altro cappotto, un altro sogno rinviato ?

La mente vaga, la noia prende il sopravvento e magari ci si allontana… quando improvvisamente la canna si flette paurosamente, attimi di panico e di smarrimento, mentre a difficoltà la si leva dal picchetto; una decisa ferrata e le poderose testate che si materializzano dall’altro lato della lenza… è lei… una grossa e scalpitante preda che fa slittare la frizione e cantare il cicalino.

Si avvertono i colpi della coda possente che lotta per guadagnare il mare.

orata

Una grande orata catturata in Sardegna. Una preda cercata giorno e notte, nelle splendide acque dell’isola. Arrivata dopo una sessione impegnativa di pesca e di attesa, dal tramonto all’alba, che ha regalato al surfcaster un combattimento al cardiopalma. Un ricordo indelebile che ha marchiato a fuoco per la vita del pescatore

Incominciano le danze

Superata l’incredulità iniziale, e se l’amo è penetrato in maniera efficace nelle fauci del pesce, si incomincia a valutare in frazioni di secondo cosa fare e soprattutto cosa non fare.

Anni di esperienza e di attesa che si sintetizzano in azioni che sembrano essere automatiche.

surf

Il mare… in quello stato che… sa regalare il pesce della vita

Su un fondale piatto e sabbioso si potrebbero assecondare le potenti sfuriate iniziali con la frizione, ma non sempre è così, perché specie nelle pocket beach, qualche ostacolo sul fondo c’è e concedere troppi metri potrebbe essere molto pericoloso.

In queste concitate fasi si rivela utilissimo l’antiritorno del mulinello, in quanto ci permetterà di controllare la fuga con maggiore precisione e, non appena il pesce si fermerà, lo si potrà forzare senza “slittamenti” che potrebbero farci perdere quell’istante che potrebbe significare inesorabilmente slamata.

Ma occhio, non è cosa da tutti.  Sicuramente non è semplicissimo ruotare la manovella in senso opposto a quello usuale, calibrando il movimento con quello del pesce (attenti alle parrucche), ma con un po’ di pratica tutto dovrebbe diventare automatico.

Provare magari ad utilizzare questo particolare metodo anche con prede minori, in modo da acquisire maggiore dimestichezza e confidenza nella gestione dell’attrezzatura, può essere un utile palestra.

Tornando a noi…

Antonio Addotta

Una grande spigola… in un mare bello, ed in un periodo inaspettato. Nella foto  una preda da trofeo, arrivata nella stagione di mezzo, mentre si insidiavano sparidi su fili sottili

Con pompate brevi ma rapide e, se ce ne la possibilità, anche indietreggiando, si recupererà senza interruzioni fino a portare la preda nell’acqua bassa, dove darà sfogo alle ultime energie nel tentativo di liberarsi dall’amo.

A questo punto continueremo e gestire le testate a canna leggermente inclinata per avere maggiore raggio di azione, camminando parallelamente alla battigia cercheremo di fiaccare le ultime forze residue.

Attenderemo con pazienza il momento di portare la preda in secca, abbassando la canna stessa e magari facendoci aiutare da una provvidenziale onda.

Se la conformazione della spiaggia non lo permette,un bel raffio sarà la nostra soluzione, ma se saremo soli… la sfida sarà afferrarla con decisione a mani nude, possibilmente dalle branchie, facendo attenzione agli opercoli se è una spigola.

E’ bene considerare, sempre e comunque, che la nostra sicurezza non ha prezzo e muoversi con attenzione nei pressi della battigia è un obbligo. “Accecati” dall’emozione della cattura, si può abbassare la soglia della prudenza e ritrovarsi in un bel guaio; la premura può giocare brutti scherzi, anche a chi è particolarmente esperto.

Ma alla fine, la preda è lì! Vinta ma non umiliata. Siamo senza fiato, con le gambe che ci tremano… in fondo era ciò che cercavamo !

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