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Traina con il vivo : Leader di nome e di fatto … non solo una connessione

Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica
di Domenico Craveli

 

Nella traina con il vivo, ogni particolare contribuisce attivamente alla buona riuscita della pescata.

Un elemento troppo spesso trascurato, che invece ricopre un ruolo di fondamentale importanza, è il leader, o preterminale come molti lo chiamano.

Confinato a torto al ruolo di semplice connessione tra lenza e terminale, con poca attenzione alla sua lunghezza,  trova proprio nella la variabilità dimensionale una importante incidenza sul risultato finale.



Il leader è l’elemento del complesso pescante, che influenza la condotta di traina e l’efficacia in pesca, in modo più importante di quanto lo faccia il  terminale stesso.

Avere la capacità di dimensionarlo nel modo più opportuno, ci permette, in relazione allo spot o alla potenziale preda , di effettuare un’azione di pesca ottimale; perché l’andamento dell’esca e quindi la sua capacità pescante è più legata ad esso che ad altri fattori.


Variabili

Per pescare i grandi predoni spesso sono necessarie valutazioni che vanno oltre il diametro del terminale o la dimensione dell’amo. Proporre correttamente un’esca, che non sia il classico calamaro o la seppia, è prerogativa di grandi conoscenze.  Saper dimensionare il leader è alla base dei risultati più straordinari


Mentre la nostra attenzione è rivolta maggiormente a decidere se sia meglio un terminale del 54 o del 55, se usare un amo del 5/0 o del 4/0, altre variabili più importanti posso determinare la riuscita della nostra pescata, oppure essere responsabili di un bel cappotto.

Una di questa è appunto l’impostazione dell’assetto di traina, che deve essere ottimizzata, valutando la profondità dove intendiamo calare le esche, la loro dimensione  e la direzione e intensità della corrente.

Accorciare o allungare il leader, diventa quindi importantissimo per controllare la risultante di queste fattori ambientali, esclusivi di quel preciso momento e di quel preciso spot.

 

Schemi funzionali

Per le cernie sono necessari passaggi radenti e precisi. Un leader corto è un aiuto determinante.


Se intendiamo affrontare le batimetriche oltre i 60 metri, utilizzando come esca i cefalopodi, il nostro leader, specie in presenza di bocconi voluminosi e corrente intensa, può essere accorciato anche fino a 5 metri dal piombo, permettendo così dei passaggi molto più precisi rispetto a complessi pescanti più lunghi.

Non sarà certo la vicinanza del guardiano a scoraggiare un dentice o una grossa cernia in caccia, anzi, spesso, a quelle quote lo sbattere del piombo è motivo di attrazione. Per i diametri, il 57 è il compromesso ideale.

Le piccole esche necessitano di terminali sottili, ma se il leader è sproporzionato queste navigheranno male e potranno risultare inefficaci, comunque.

Diversamente, una traina generica, praticata tra i 30 ed i 50 metri, rivolta a dentici e ricciole, richiamerebbe lo schema classico del leader lungo 15/18 metri e un buon 50 come diametro.

Se le grandi ricciole sono il nostro unico target, e quindi pescheremo a mezz’acqua con esche giganti, il nostro leader si allungherà fino ai 25/30 metri, sempre con diametri del 55/57.

In acqua bassa, ossia 20/25 metri, le cose si complicano un po’, e si arriva ad utilizzare spezzoni di lenza lunghi anche 50 metri.

Però attenzione perché l’idea di allungare il tutto lasciando i 25 metri di leader e darne altrettanti di trecciato per poi collegare il guardiano 25 metri prima, non garantisce lo stesso risultato.

Nylon o Fluorocarbon?


Questo è un bel dilemma e si entra molto nel soggettivo.

Noi preferiamo usare un nylon di buona qualità , morbido e possibilmente dicroico, anche appena  colorato di azzurro o fume’.

Abbiamo la percezione personale, che il nylon, rispetto al fluorocarbon, mantenga le caratteristiche iniziali più a lungo.

Per anni abbiamo usato FC  di ultima generazione, ma nell’ultimo periodo siamo tornati al “passato”, con il vecchio buon nylon, ottenendo risultati  che confermano la validità della scelta.

Poi c’è da considerare che ognuno nella pesca ha il proprio “credo”, ed è giusto che sia così.

L’importante è rendersi conto quando una soluzione vale l’altra, quando è valida o  quando la strada percorsa invece è totalmente controproducente.

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