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Traina con le esche vive : cinque segreti per l’estate

Di Domenico Craveli

Benvenuti in estate, il periodo più tosto dell’anno per gli appassionati di traina con il vivo!

Quello che troveremo in mare saranno solo gli irriducibili, perchè in questo periodo il gioco si fa veramente duro.

Quelli in crisi di astinenza per mancanza di calamari spesso faranno altro. Traina di superficie o meglio ancora si dedicheranno a gustarsi una bella anguria fresca sotto l’ombrellone.

Ma noi no… siamo lì a cercare comunque lo strike, perché, infondo, un bel cappotto nel caldo rovente di luglio ed agosto, non si nega a nessuno.

Ma non tutto è perduto perchè in primo luogo la determinazione paga sempre e perchè, poi , le soluzioni per avere qualche chance ci sono.

 Vediamo insieme in 5 punti, le cose da fare per essere incisivi in questo periodo.

Punto 1: Il Momento

Una bella ricciola catturata in una mattinata di bonaccia con il sole appena alto

Il momento migliore per trainare in questi mesi, nelle giornate di calma piatta, è l’alba seguita dal tramonto. I cambi di luce sono sempre i momenti migliori.

Inutile dirvi che per essere in pesca ai primi bagliori di luce, bisognerà fare esca al buio. Boghe e sugarelli saranno i bocconi che andranno per la maggiore, anche perché alle 4/5 di mattina, sono loro i pesci esca più facili da catturare.

Se invece capitano giorni ventosi, con un bel maestrale a spingere sul mare, le ore del primo pomeriggio possono portare le prime ricciole grandi di stagione. Farsi trovare con un’esca idonea, può essere determinante.

Punto 2: Lontano è meglio

Una cernia alessandrina catturata tra moto d’acqua e barche in navigazione. In questo specifico caso, l’esile boga, viaggiava ad almeno 50 metri da poppa

Con pesci sempre allerta, poiché disturbati dal caos vacanziero, è bene pescare molto lontano da poppa.

I 25 metri sono il limite minimo, meglio 50/70. Non è semplice gestire la trainata con questi assetti, ma spesso non si hanno altre possibilità, anche perché potremmo ritrovarci a portare le esche sul basso fondale, e lì, una grande distanza dell’esca da poppa è fondamentale.

Punto 3: alti dal fondo

Una grossa aguglia trainata a mezz’acqua è quanto di meglio si possa proporre per tentare il dentice o la ricciola

La maggior parte dei trainisti, vive la pescata come una sorta di sfida nel far viaggiare le esche attaccate al fondo, come se i pesci stiano solo e soltanto nei pressi del substrato.

In inverno questo assioma regala catture, in estate potrebbe essere il più grosso errore.

In questo periodo l’acqua è stratificata, e se non si mantiene il boccone in quota termoclino, le possibilità di un bel cappotto sono al massimo.

La mezz’acqua deve essere rivalutata. I dentici ci stanno volentieri se le condizioni termiche sono a loro consone.

Le ricciole e i pelagici non si spostano da quelle quote. Naturalmente parliamo dei 15/17 metri sui 25/30, e i 20/25 sui 35/40.

Punto 4: affondamento

La zavorra riveste un ruolo di primaria importanza nell’assetto di traina, specie con esche molto lontane da poppa

Per gli irriducibili del guardiano, considerando che non pescheremo mai profondissimi, passiamo dai canonici 500 gr ai 350. Un etto e mezzo può cambiare  il mondo.

Ottimo in questo periodo si rivela l’affondatore. Non a caso, molti esperti pescatori, appartenenti alla vecchia generazione, rispolverano questo arnese che sa essere micidiale in questi contesti.

Punto 5: Occhio alle correnti

In estate, la stratificazione delle acque, fa si che anche con mare calmissimo, si possono avere dei flussi che viaggiano uno sull’altro, anche in direzioni opposte, a grande velocità, tanto da rendere proibitivo pescare a traina in alcune condizioni di marea, come la risalita verso il culmine dell’alta.

In questa stagione, pescare invece quando i flussi si invertono al culmine della bassa, può essere più produttivo di quanto immaginiamo.

Si ha un momento di stanca che favorisce l’attività dei predatori, specie se questo coincide con il tardo pomeriggio.

Naturalmente, ogni zona ha le sue regole, ma queste, in generale, hanno un ampio spettro di riscontro.

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