di Celeste Di Maio
Con l’arrivo della bella stagione gli appassionati della pesca in bolognese, e non solo, sono letteralmente ossessionati da un pesce.
Un pesce che predilige le temperature calde per avvicinarsi alla costa e che davvero toglie il sonno a molti di noi ..
Stiamo parlando dell’orata la regina degli sparidi, l’oro dei bassi fondi, uno dei pesci più ambiti dai pescatori di tutta la nostra penisola e non solo.
L’orata non è solo un pesce pregiato per la bontà delle sue carni, ma è un pesce che strega i pescatori per la sua forza spropositata e per la sua scaltrezza cose che ne fanno una preda particolarmente sportiva.

Quale è il calamento che meglio si addice ad insidiare questa preda con la tecnica della bolognese e che offra anche una facilità di realizzazione?
La paratura che illustriamo, come si evince dal disegno, è estremamente elementare e prevede un innesco classico con bigattino.
L’innesco della larva è sicuramente un fatto del tutto soggettivo, da valutare anche in funzione della corrente.
Spesso la soluzione più usata è quella di metterne uno a “calza” lungo il gambo dell’amo e 1 o 2 a penzoloni appena appuntati, per conferire al boccone l’attrattiva del movimento.

Nella sequenza di pallini centrale, da notare come le grammature sono differenziate, più pesanti all’esterno e più leggere all’interno, mentre le “spallinate” di inizio e fine sono omogenee.
Ma torniamo al terminale che, caratterizzato da un bulke centrale e due spallinate, una inferiore ed una superiore, è stato congegnato in questo modo per offrire massima stabilità ma anche la giusta leggerezza e quindi più vitalità alla nostra esca
Trovarsi di fronte ad un pesce affascinante come l’orata è sempre un’emozione unica, specie se il pesce all’amo è di buona taglia…
Però è un dovere etico e morale, per ogni pescatore, rispettare la misura minima delle prede e provvedere al corretto rilascio degli esemplari sotto misura.
Per il nostro domani e soprattutto per quello dei nostri figli!



















