Non sono davvero un critico letterario, però di pesca ne capisco abbastanza.
E da sempre ho pensato che la pesca fosse di più, molto di più che prendere solamente pesci.
E quando lo scorso Lunedì sono stato invitato, presso la libreria “il Libraccio” a Roma, alla presentazione del nuovo libro di Carlo Conti, “A Pesca con il Babbo” ne ho trovato la conferma.
Denominato modestamente “manuale di complicità tra padre e figlio” questo gran bel libro è molto di più di un manuale, è un racconto che, se nell’intento dell’autore nasce per i giovani, in realtà è un manuale di vita utile a tutti.
Una storia vera in cui non solo scopriamo un Carlo Conti ben diverso da quello che potremmo immaginarci, pensando ad un uomo di spettacolo del suo calibro, ma nella quale la passione per la pesca rappresenta qualcosa di più e diventa uno strumento che riesce a trasmettere comunicazione, valori e sentimenti tra generazioni diverse, di nonno in nipote, di padre in figlio.

Carlo Conti è realmente un appassionatissimo pescatore ed è anche un pescatore bravissimo perché consapevole che la bravura non sta nel prendere tanti pesci ma nella semplice accettazione di quello che la pesca può essere e di quello che pesca può dare, divertimento, emozioni, molti cappotti, insegnamenti ed anche un bell’ allenamento alla vita.
Nulla di meglio per sperimentarla quindi, come canale di comunicazione con i propri figli e trasmettere loro, tramite la condivisione di una passione, tutte quelle peculiarità indispensabili per essere un buon pescatore che poi sono altrettanto importanti nella vita.

E così tra racconti, consigli di pesca, riflessioni ed aneddoti le duecento pagine di questo libro volano.
Non voglio raccontare di più, di questa avventura di un padre, anzi di un “babbo” e di un figlio perché spero che la curiosità sia lo sprone a leggerlo.
Posso dire però che è molto di più di un racconto, ma un grande spunto di riflessione per pensare alla vita di oggi, fermarsi un attimo e riflettere su alcuni valori che stiamo scordando soprattutto nell’educazione dei nostri figli dove la comunicazione è sempre più complessa.
E in “A Pesca con il Babbo” forse c’è la soluzione.
Anzi direi che è un libro che renderei obbligatorio per andare a pesca.
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