Testo e foto di Gimmy Fulvi
Quando la pesca in verticale incontra le esche vive o naturali quel che ne viene fuori è un mix micidiale.
E’ la tecnica di pesca dalla barca, di ultima generazione, che sta riscuotendo davvero un consenso impensabile, oltre ad essere incredibilmente catturante.
Signori stiamo parlando della pesca con il “pallino” o “palluccella” come molti la chiamano nella sua “denominazione partenopea” , conosciuta anche come Vertical Ball, Fire Ball ed altro.
E’ una pesca decisamente interessante, molto incisiva e che può regalare soddisfazioni impensabili e soprattutto imprevedibili.
Ma come tutte le pesche non cattura pesci che non ci sono e ha bisogno di una discreta conoscenza della tecnica ma alla fine si tratta di una attività poco complicata e forse anche piuttosto essenziale.
E qui di seguito, racconteremo la pesca con il pallino condividendo le nostre esperienze.

Come funziona
Per chi fosse alle prime armi e volesse affrontare questa avventura è bene sapere che nella sostanza la logica di pesca è la seguente.
Il pallino o palluccella, individuato commercialmente con altri mille nomi a seconda delle varie case costruttrici, “trascina” letteralmente sul fondo, un’esca viva o morta, generalmente un cefalopode, connesso al sistema con un cortissimo terminale o addirittura da un amo fisso che fuoriesce dalla sfera e da un assist a cui è delegata l’azione ferrante.

Il sistema è studiato per raggiungere con la massima precisione il target sul fondo rappresentato da una marcatura o da quei segnali che fanno intuire la presenza dei predatori.
Quindi l’obbiettivo di base dell’azione è quello di far “danzare” l’esca proprio davanti al pesce che abbiamo visto esattamente sotto la barca.
O almeno cercare di provocarne l’attacco se si trova nelle vicinanze.

Cosa si pesca
Le prede di elezione sono i dentici che meglio rispondono a questo tipo di inganno, ma anche le cernie e talvolta le ricciole possono diventare una possibilità molto concreta.
Aspetti fondamentali
Prima di entrare nel merito delle attrezzature e delle varie tecniche di pesca c’è da fare una premessa importante.
Questa pesca è soprattutto una pesca a vista, dove la ricerca del pesce è preventiva, come nella migliore tradizione delle tecniche verticali e quindi entrano in gioco due elementi fondamentali, la barca e soprattutto lo scandaglio.

Lo scandaglio è il nostro occhio sul fondo ed è solo attraverso una sua accurata analisi oltre che nell’individuare la preda, che si svilupperà l’azione.
La barca dovrà consentire grande manovrabilità, ottima stabilità ed essere poco influenzabile da deriva e scarroccio.
A tutto ciò va aggiunta una buona conoscenza dei fondali e dei ritmi che scandiscono l’attività dei pesci.
Solo dopo potremo parlare di attrezzature e tecniche.
Ma procediamo un passo alla volta



















