Acqua a volontà: gli impianti per le vasche del vivo

Acqua a volontà: gli impianti per le vasche del vivo

Di Umberto Simonelli

La pesca cambia e si evolve e la tecnica della traina col vivo non è da meno. Cambiano anche le esche e  le esigenze per il loro mantenimento.

Oggi si traina per insidiare i grandi pelagici con pesci di notevoli dimensioni e che fino a qualche anno fa non avremmo mai pensato di adoperare. Parliamo di tunnidi, palamite e grandi sgombri. Nasce, quindi, la necessità di avere a bordo importanti flussi di acqua.

Esche difficili

Abbiamo appurato che per tenere estremamente vitali e per il tempo necessario esche importanti  è indispensabile disporre di molta acqua. Questi pesci infatti riescono ad ossigenarsi in modo corretto solo quando nuotano; e, oltretutto, il loro nuoto è molto veloce, situazione che quindi aggrava le difficoltà di mantenimento. È indispensabile perciò avere tanta portata, ovvero molti litri al minuto, e una discreta pressione, cose che consentono oltre che una soddisfacente velocità del flusso idrico, anche i giusti ricambi orari: ovvero acqua sempre ossigenata quanto più possibile vicina, come temperatura, a quella del mare. Mantenere la temperatura più bassa possibile garantisce la massima quantità di ossigeno disciolto nell’acqua e un ricambio veloce permette anche di eliminare i cataboliti …. ovvero tutte le scorie che i pesci rilasciano, dalle deiezioni al frutto della respirazione.

presa a mare

Questa è la presa a mare ideale per il prelievo d’acqua per le vasche del vivo. La parte filettata consente di passare lo scafo previa realizzazione di un foro. Le fessure, invece, evitano che possano essere aspirati corpi estranei. Il verso di montaggio deve essere con la parte chiusa verso prua

Come fare

Tutte le vasche del vivo sono alimentate da una pompa che pesca acqua da una presa a mare e la convoglia all’interno. La quantità di acqua, quindi, dipende dalle caratteristiche della pompa. Nei fishermans l’impianto generalmente è predisposto, mentre nelle altre imbarcazioni va realizzato ex novo. Se si decide di realizzare un impianto fisso, la soluzione migliore è la scelta di una pompa tipo autoclave, che aspiri l’acqua da una presa a mare posizionata passante la carena. Questa è la soluzione migliore in assoluto e la sua “messa in opera” è semplice. Nello schema riportato di seguito è ben chiaro come fare.

vasca del vivo impianto

Il rubinetto di sicurezza subito dopo la presa a mare è obbligatorio oltre che necessario in termini di sicurezza e operatività

Dimensionamenti

È evidente che quanto più grande sarà la vasca, tanto maggiore dovrà essere la portata della pompa. Se poi si usano i tuna tube, soluzione di importazione americana oggi  molto in voga anche sulle nostre barche, le quantità aumentano considerevolmente, perche’ bisogna garantire all’interno dei tubi un flusso che ossigeni correttamente il pesce. Di fatto, nei tuna tubes le esche stanno in una sorta “di galleria del vento” dove, pur non muovendosi, si simula l’effetto del nuoto.

pompa vasca del vivo

Queste pompe hanno la prerogativa di avere consumi moderati e di essere autoadescanti, ovvero capaci di aspirare l’acqua anche se montate sopra la linea di galleggiamento.

Quindi, orienteremo la scelta su pompe dotate di pressostato, con portate dai 7 ai 10 è più litri/min. Preferiamo pompe con il pressostato perché così possono prestarsi pure all’uso di lavaggio ponte, applicando una manichetta con una pistola. O, anche,  grazie alla tecnologia di funzionamento, il flusso può essere strozzato per ridurne la portata. Importante è acquistare pompe predisposte per funzionare con acqua salata. Ne esistono molti modelli in grado di soddisfare tutte le esigenze.

Soluzioni alternative

Chi non vuole forare lo scafo può ottenere risultati egualmente soddisfacenti, in grado di fare fronte a tutte le evenienze del caso, optando per soluzioni, diciamo così, a vista. Mantenendo lo stesso schema del sistema con la presa a mare passante, questa può essere applicata con semplici ponticelli in acciaio inox sullo specchio di poppa. Appena immersa, quel tanto che basta per prendere acqua anche in navigazione. Attenzione al verso di montaggio perché la parte con le feritoie deve essere rivolta verso la scia dello scafo, altrimenti la pressione che si potrebbe generare forzerebbe le valvole della pompa usurandole.

vasca del vivo presa a mare

Una soluzione molto elementare, ma allo stesso tempo funzionale. Semplice da realizzare, può essere una valida alternativa ad un montaggio in carena o una risorsa temporanea

In questo montaggio potremo omettere il rubinetto di intercettazione, che non ha più alcuna funzione di sicurezza, ma dovremo comunque installare il filtro, che intercetti sabbia e sporcizia. Ultimo consiglio è quello  di usare un tubo che non si schiacci; ne esiste un tipo per uso nautico, trasparente, rinforzato da un’anima in spirale di acciaio.

Un’altra idea

Un’altra possibile opzione è quella di ricorrere ad una semplice pompa di sentina, di quelle ad immersione, applicata sullo specchio di poppa come riportato nella figura che segue

 

pompa vasca del vivo

Schema di massima per montare una pompa ad immersione per alimentare la vasca del vivo

Anche in questo caso il montaggio dovrà essere effettuato appena sotto il filo del bordo di uscita dello specchio di poppa, ma la pompa dovrà essere applicata con un piccolo cugno che ne permetta una leggera inclinazione: un piccolo trucco per evitare che faccia attrito nell’acqua generando un baffo e che consenta di prendere acqua anche in planata. La Rule produce un sistema di applicazione fatto apposta, reperibile in internet, ma altrettanto facilmente realizzabile. Ovvio che la staffa deve consentire la rimozione della pompa perché, se la lasciassimo in acqua, in pochissimo tempo si bloccherebbe irrimediabilmente per la fioritura di alghe e quant’altro.

pompa vasca del vivo

La soluzione Rule, con staffa inclinata: la pompa quando non serve può essere smontata

Tubazione e collegamenti anche in questo caso saranno estremamente elementari. L’uso della pompa di sentina è ideale quando si usano i tuna tubes, perché la portata d’acqua di queste pompe è veramente tanta anche nei modelli più piccoli. Però, diversamente dalle autoclavi, non hanno una prevalenza esagerata e quindi possono portare l’acqua solo poco più in alto.

 Un sistema strutturato

Una soluzione che sfrutta le pompe di sentina in modo organizzato è il sistema riportato nell’immagine di seguito. Come si può vedere la pompa viene allagata in un contenitore ermetico, tramite una presa a mare, di grande portata e collocato sotto la linea di galleggiamento; la pompa quindi, senza turbolenze, è in grado di pompare acqua verso la vasca del vivo o, meglio ancora, i tuna tubes.

pompa vasca del vivo

Una realizzazione che sfrutta  due pompe

Infatti il sistema, grazie alla enorme portata che si può ottenere, è indicato per chi ha più di un tuna tube a bordo. Questa linea di acqua però non si presta ad essere strozzata perché se si intercetta il flusso, ovvero lo si chiude, la girante della pompa va in cavitazione e smette definitivamente di pompare, con il rischio di surriscaldarsi.

 

pompa vasca del vivo

 

Ecco come funziona il metodo con le pompe allagate: la vasca, che è a tenuta ermetica, si allaga autonomamente perché collocata sotto la linea di galleggiamento e la pompa centrifuga riesce quindi a pompare tantissima acqua. Lo sfogo d’aria del punto 4 è indispensabile, ma deve essere raccordato con un tubo che termini ben sopra la linea di galleggiamento  

Se non si hanno mezzi , tempo e capacità per auto costruirsi  sistemi del genere, sul mercato americano sono reperibili già pronti con portate veramente importanti, in grado di mantenere in vita, nei tubi, pesci esca che, per noi “pescatori mediterranei”, già sarebbero prede soddisfacenti.