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Consumare meno è possibile ? Vediamo come …

di Umberto Simonelli

E’ fuori discussione che le imbarcazioni, diesel o benzina,  linea d’asse o fuoribordo, abbiano consumi superiori ad altri mezzi con cui ci si muove.

Non c’è niente da fare, ma spostarsi in acqua, soprattutto se a velocità sostenute è impegnativo.

Una logica conseguenza del lavoro che deve essere svolto per vincere gli attriti che uno scafo subisce avanzando in due fluidi, l’acqua sulla quale galleggia e l’aria.

Oltretutto l’aumentare della velocità fa crescere esponenzialmente la quantità di carburante che deve essere impiegata.

Questo fatto, con le debite proporzioni, grava su un piccolo scafo quanto su uno più grande senza differenza alcuna.

Infatti i motori a scoppio hanno un consumo specifico “di massima” uguale per tutti, per ogni cavallo di potenza erogato in un’ora.

Ad aggravare la situazione c’è il rendimento dell’elica che, per sua natura, non è in grado di trasferire tutta la potenza che eroghiamo.

Senza perdersi in calcoli complessi, dobbiamo rassegnarci al fatto che per navigare veloci, dovremo fare i conti con i consumi.

In questo momento storico oltretutto, per noi diportisti e pescatori, il costo del carburante rende il discorso consumi , un punto doloroso.

Come risparmiare?

Piuttosto che parlare di  risparmio, è più opportuno pensare a come non sprecare.

Ottimizzare al massimo le condizioni di navigazione può portare ad apprezzabili diminuzioni del carburante consumato ed in alcuni casi anche ad un miglioramento delle prestazioni.

I ragionamenti che seguiranno troveranno maggior riscontro per le motorizzazioni fuoribordo, ma saranno validi anche per le altre tipologie.

Avere l’elica giusta è il primo passo; se l’elica è inadeguata ci troveremo sempre a far funzionare il motore con un regime che non privilegerà consumi e penalizzerà, ovviamente, lo scafo.

 

Trovare l’elica migliore non è sempre facile ….

 

Spesso è difficile trovare l’elica giusta, ma in genere ci siamo quando in condizioni di medio carico e mare mediamente buono, riusciremo a raggiungere un numero di giri molto prossimo al regime massimo del motore, un tempo di entrata in planata rapido e avremo la capacità di mantenere la velocità di navigazione senza controllare il gas in continuazione.

Inoltre, tra i rimedi più banali, per consumare meno, anche se può far sorridere, c’è quello di evitare di tenere il motore in moto, quando magari non ce necessità ..

L’assetto

Questo è un aspetto che riguarda soprattutto i fuoribordo, che possono avere assemblaggi imperfetti o di cui si trascuri l’impostazione del trim.

L’immersione del piede in acqua rispetto alla carena e la sua inclinazione di base, possono essere non proprio a segno e anche questa situazione non aiuta a ottimizzare i consumi.

Se troppo immerso aumenta l’attrito del piede in acqua, se troppo poco la spinta viene penalizzata e quando il trim non è corretto lo scafo in navigazione assume inclinazioni dannose

Una prua troppo abbassata genera un attrito maggiore, così come se troppo alta non consente di sfruttare a pieno la spinta: si naviga male, le velocità sono più basse del dovuto e si consuma di più.

 

Il disegno, tratto da un manuale di uso di un fuoribordo, non ha bisogno di spiegazioni …

 

Distribuire i pesi

Ottimizzare la disposizione del carico, compreso l’equipaggio, è un altro piccolo segreto; cercando di evitare di posizionare il peso in maniera che tenda a variare anche l’assetto statico della barca.

Ad esempio un carico eccesivo a prua o a poppa renderà necessario dare motore per mantenere l’assetto, con un aumento dei consumi molto apprezzabile.

Un po’ di correzione

Correggere l’assetto in navigazione può essere un buon sistema per risparmiare.

Per i possessori di fuoribordo il primo passo è l’uso del trim che consente di variare l’angolazione del propulsore in modo da alzare la prua dello scafo, cosa che in acque calme o con mare di poppa alleggerisce l’andatura.

 

Flap tradizionali a riposo; dietro il motore perfettamente installato con la pinna anticavitazione in linea con la carena

 

Addirittura ci sono motori che hanno un software di gestione automatica capace di ottimizzare l’angolo per trovare l’assetto ottimale.

Anche l’uso dei “flap”, ovvero dei correttori di assetto esterni, è utile per aumentare la portanza della poppa per mantenere  lo scafo più parallelo alla superficie o correggere gli sbandamenti che aumentano gli attriti in acqua.

 

I flap di ultima generazione gli “ZIP WAKE”

 

Esistono correttori di assetto di ultima generazione, Zip Wake è il più noto, capaci, grazie ad una tecnologia evoluta, di contribuire seriamente ad un efficiente correzione dell’andatura e ad una ottimizzazione dei consumi molto apprezzabile, anche in modo automatico.

Carena pulita

Raccomandare di tenere pulita la carena sembrerebbe una osservazione banale, ma spesso noi non ne conosciamo le reali condizioni, soprattutto delle parti che non vediamo.

Capita che l’ultimo pezzo della poppa o le parti esterne della carena, più soggette alla luce, registrino una maggior presenza di biofouling: punti di attrito che iniziano a farsi sentire da certe velocità in su e che possono anche influenzare l’assetto.

Motore a punto

Tenere il propulsore in perfetto stato è essenziale; termostati ben funzionanti e circuiti di raffreddamento puliti, “rubano” meno potenza al motore, così come cinghie e trascinamenti senza attriti sono fonte di minor sforzo, senza scordare la messa a punto del gruppo termico.

Come capire

Ma come facciamo a capire se tutti i nostri sforzi ottengono un risultato apprezzabile?

In primo luogo basterà registrare il carburante e le miglia percorse e, sul medio periodo, le valutazioni saranno molto attendibili; in alternativa è bene affidarsi ai dati di consumo di cui molti motori dispongono e che possono dare riscontri immediati, anche durante le varie prove fattibili in navigazione.

 

Questo è un “consumometro” ovvero uno strumento capace di misurare consumo istantaneo e orario che può essere installato su tutti i motori fuoribordo

 

Per chi non avesse questa opportunità è possibile installare dei “fuel manager” capaci di misurare il carburante istantaneo consumato, calcolare il consumo orario e se interfacciabili ad un cartografico anche i consumi per miglio

 

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Strumenti multifunzione in dotazione a tutti i motori di ultima generazione capaci anche di valutare i consumi e elaborare molti parametri

Un ottimo sistema per tenere sotto controllo autonomia ed anche il portafoglio.