Dalle 8 del 4 Agosto si è chiusa la stagione 2021 di pesca ricreativa al tonno rosso nelle acque italiane.
Con comunicato direttoriale viene disposta “l’interruzione immediata e definitiva delle catture di tonno rosso riconducibili al settore della pesca sportiva/ricreativa“.
Vale a dire che il prelievo complessivo del pescato ricreativo ha raggiunto le 21,45 tonnellate, ovvero la quota parte catturabile assegnata alla nostra categoria.
D’ora in poi, sempre nel rispetto delle regole, sarà consentito solo il catch&release, ma fino alla “misteriosa data” del 31 dicembre.

Addio …. alla prossima stagione!
Misteriosa perchè non siamo riusciti a capire il motivo di questa scadenza, la ragione che ha indotto, chi scrive le regole, a scegliere quella data specifica, soprattutto, se si tratta di un’attività no kill
E probabilmente, salvo qualcuno non ci sveli “il mistero” crediamo che rimmarrà tale a lungo.
Ma torniamo a noi.
Se traduciamo le tonnellate in kg, ci accorgiamo che abbiamo pescato 21.450 kg di tonni che, stimando un peso medio a pesce di 40 kg ( e vogliamo esagerare), sempre se la matematica non è un opinione, si traducono in circa 536 tonni …
Se vogliamo divertirci ancora un pò possiamo provare a dividere i 536 tonni per i 7.900 km di costa che misura la la nostra penisola … e scopriamo che abbiamo pescato 0,0068 tonni a kilometro …
Continuo con i miei pensieri in libertà volutamente provocatori, sperando di attirare l’attenzione e condividere alcuni ragionamenti, sui quali riflettere.
Il primo è quello, per mera curiosità tecnica, di riuscire a capire come si possa arrivare a una valutazione del peso del pescato attendibile e veritiera quando ognuno di noi ha verificato personalmente chei pesi delle dichiarazioni di cattura sono tutti frutto di stima approssimata…
E un’altro pensiero è quello che ci porta maliziosamente a pensare che, in realtà, le quote siano state raggiunte da tempo, perchè se gli abilitati al tonno sono approssimativamente 5000 e ci volessimo lanciare in un’altra performance aritmetica potremo affermare che, ammessa la cattura di un solo tonno a testa, 4464 equipaggi siano rimasti a bocca asciutta ..

Quanto vale un pesce pescato da un pescatore ricreativo ?
Viene spontanea la considerazione, se volete provocatoria, che anche se il fatto ha giocato a nostro favore, evidenzia comunque che qualcosa non quadra.
Ma va bene così, i giochi oramai son fatti e se ne parlerà la prossima stagione.
Alla fine non è un diritto costituzionale quello di imbarcare per forza un tonno e d’ora in poi, ci dovremmo accontentare del brivido dello strike e della soddisfazione di un rilascio.
Certo che una stagione così corta è un peccato vero per l’economia di settore.
E a tal proposito, voglio racccontare un fatto di pochi giorni fa.
Neanche a farlo apposta, un caro amico, colpito dalla febbre del tonno, dopo l’acquisto della prima canna ed il brivido di una rottura che ne ha inaugurato l’uso, proprio il 4 agosto era partito con l’idea di comprarsi altre due attrezzature a completamento dell’artiglieria.
La chiusura, giunta come fulmine a ciel sereno, ha raffreddato i suoi “bollori” facendolo ritornare sui suoi passi rimandando l’acquisto alla prossima stagione …
Morale: un sogno azzerato e un micro pezzo di economia che si è dissolta in un attimo…
Ma varrà più l’economia della pesca ricreativa al tonno rosso e della pesca ricreativa in genere, o quella intensiva della pesca professionale ?
E’ evidente che probabilmente “vale” di più la seconda, o forse è più appropriato dire che “conta di più”, se la pesca ricreativa è trattata come “la cenerentola” di settore.
Ma ci siamo mai chiesti tutto il tonno pescato nei nostri mari quanto pil produce, in considerazione che , salvo quel poco che si trova nelle pescherie, davvero non finisce nelle scatolette?
Tutte le tonnellate di tonno pescate dai professionisti dove andranno a finire?
Perchè, e correggetemi se sbaglio, in commercio, salvo rare nicchie artigianali, di tonno rosso, non ce n’è neanche la puzza.

In fin dei conti un tonno a barca a stagione potrebbe anche andar bene .. o no ?
La pesca è un’attività “estrattiva” che preleva una materia prima, il nostro “oro rosso” come si fa in miniera, che prende ben altre strade piuttosto che quelle dell’economia nazionale.
E si sa, che in genere l’esportazione delle materie prime arriccihisce solo alcuni …
Forse è il caso di pensarci su e dare alla pesca ricreativa il suo reale valore ….
Umberto Simonelli



















