di U.Simonelli
Nelle tecniche di pesca con esche vive o naturali ed anche nelle pesche verticali il pesce target più pescato è il dentice.
Uno degli sparidi più grandi dei nostri mari e sicuramente anche una delle prede più belle ed emozionanti da catturare, oltre che essere più che eccellente in cucina.
E’ un pesce insidiabile tutto l’anno e che può raggiungere anche il ragguardevole peso di 13/14 kg ed oltre, significativo di una vita lunga che può arrivare anche a trent’anni e di tantissimi anni di riproduzione.
I dentici, come tutti oramai sanno si riproducono, nei mesi primaverili, tra marzo e giugno e, come per tutti i grandi sparidi, le pratiche nuziali si svolgono con il formarsi di branchi isolati composti da moltissimi individui.

Le femmine espellono le uova, che vengono fecondate dai maschi e che vengono affidate così alle correnti.
Le uova fecondate, grandi circa un millimetro, si schiudono in pochi giorni dando vita a minuscole larve che si nutriranno di plancton fino a svilupparsi ed iniziare la loro esistenza di predatori.
Le femmine diventano mature sessualmente dopo aver raggiunto una lunghezza approssimativamente compresa tra i 40 e 55 cm, mentre il maschio acquisisce la sua capacità riproduttiva quando raggiunge i 35 cm.
L’accrescimento del dentice è lento e per superare i 10kg ci possono volere anche 30 anni.
Una femmina adulta, di buona taglia, in una stagione riproduttiva può produrre anche “UN MILIONE DI UOVA” che sicuramente non arriveranno tutte a fine del loro ciclo di crescita e dopo anche i “microdentici” che ne nasceranno saranno a loro volta preda di altri pesci.
Durante il periodo riproduttivo , una volta individuato “il montone” ovvero il grande branco in riproduzione, pescarli è un gioco da ragazzi, perché (lo diciamo ogni anno) i dentici in questo periodo sviluppano una aggressività molto alta e attaccano qualsiasi esca.

Prelevarli in questo periodo è una grande idiozia, perché il danno biologico è notevole soprattutto perché il prelievo, soprattutto reiterato, spesso fa disperdere gli animali compromettendo il buon fine totale della fecondazione.
Non è etico e forse non è neanche leale, in considerazione che la nostra pesca non è una pesca a cui è legata la sopravvivenza o il reddito.
E non è neanche biologicamente conveniente.
Se mangiamo la gallina prima che siano nati i pulcini, a breve non mangeremo più pollo …
E quindi i pescatori consapevoli e responsabili sarà bene che, per un po’, si dedichino ad altre tecniche.
E gli irriducibili ? … beh ci auguriamo che siano sempre meno.



















