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Emozioni in alto mare: la traina d’altura, una tecnica affascinante

Luigi Anastasia

 

Di Umberto Simonelli

La pesca in altura è uno degli aspetti della traina di superficie più esaltanti. La navigazione off shore, alla ricerca di pesci veloci e potenti, può regalare emozioni indimenticabili; il mare aperto, l’orizzonte libero e la possibilità di inseguire i sogni in libertà conferiscono ad una giornata di pesca un valore straordinario.

Ma la traina d’altura è, soprattutto, una pesca con tanta tecnica, in cui si sommano perizia marinara e perizia alieutica, dove la conoscenza delle batimetriche e quella di materiali e attrezzature fa la differenza.

Cosa serve

Per chi si vuole avvicinare a questa tecnica, il primo strumento è la barca. Le cui qualità di navigazione sono importanti, per l’impegno e le distanze che si devono affrontare. Un altro aspetto è l’allestimento, fattore altrettanto determinante dovendo mettere in pesca più canne. Per queste ultime, l’indicazione generica è quella di attrezzi che non superino le 30 libbre, meglio se a libbraggio differenziato, per gestire combattimenti anche con prede non particolarmente importanti.

canne in traina

Le barche dell’altura oltre ad essere sicure, marine e veloci, debbono essere attrezzate, per mettere in pesca più canne

 La qualità non può essere trascurata, così come non può esserla quella dei mulinelli e dei fili. La velocità a cui si traina è elevata e, allo strike, la potenza del pesce si somma all’attrito del movimento e questo mette alla prova tutto il sistema. Rassicuriamoci però: con un complesso pescante equilibrato e dimensionato sulle 30 lb si può avere ragione di pesci veramente importanti.

I pesci

lampuga

Le lampughe di grandi dimensioni, prede dell’altura più estiva, sono pesci capaci di evoluzioni spettacolari e estremamente combattivi che, se di taglia, possono dare filo da torcere, soprattutto se pescate con attrezzature leggere 

Se l’altura ci riconduce ai romantici ed epici scenari delle avventure di Hemingway, nelle nostre acque, sebbene con taglie più contenute, c’è da vivere delle belle avventure comunque; andremo alla ricerca delle alalunghe, che possono regalare strike multipli, dei tonni di branco, delle aguglie imperiali e dei più difficili pesci spada, per non dimenticare le lampughe: un panorama di tutto rispetto con catture che non si inventano e che non arrivano mai per caso. Perchè la scelta delle esche, la loro collocazione, l’assetto, la velocità di traina oltre che le zone di pesca, sono tutte componenti determinanti, conoscenze e tecnicismi che non si inventano.

Quando

alalonga

Le stagioni dell’altura, in Tirreno, sono la primavera e l’inizio dell’estate, sebbene negli ultimi tempi la presenza di prede sembra essersi protratta più a lungo. Lungo le coste ioniche, invece, le alalunghe, ad esempio, si insidiano in autunno

Sebbene anche in mare le stagioni non siano più quelle di una volta, la primavera e l’inizio dell’estate sono il periodo clou per la cattura delle alalunghe nelle acque tirreniche; è il momento in cui questi animali cambiano le loro abitudini ed iniziano a frequentare la superficie. Anche le aguglie imperiali sono in attività in primavera, sebbene da qualche tempo gli incontri siano divenuti più frequenti in una finestra temporale più ampia del passato. Per i tonni di branco la stagione è più lunga, protraendosi verso l’autunno con incontri anche a batimetriche molto più basse di quelle classiche dell’altura. Anche per i tonni rossi alcune regole sembrano essere cambiate e il rapido recupero numerico di questa specie ha modificato anche le loro di abitudini, trasformandoli da migratori ad erratici. La loro natura di forti predatori, molto adattabili, li mette in forte competizione alimentare con altri pelagici, con il rischio di trasformarli in temibili antagonisti. Difficilmente la traina con gli artificiali riuscirà ad attirare grandi esemplari e la taglia sarà medio-piccola, tipica degli esemplari con forte spirito gregario ed in competizione alimentare tra loro. Sarà quindi fondamentale, prima di trattenerne un esemplare, verificare le misure e soprattutto accertarsi che in quel periodo ne sia consentita la cattura e le quote tonno non si siano esaurite.

alalonga

L’alalunga è il pesce emblema della traina offshore; pur non essendo un combattente molto reattivo allo strike la filata veloce fa saltare il cuore in gola !

La scena

Il teatro delle avventure dell’altura sono i tratti di mare lontani dalla costa, dove le profondità raggiungono i mille e più metri, dove gli sbalzi di profondità sono importanti e nei punti in cui le caratteristiche del fondo variano rapidamente, o border line le linee di scaduta. La pesca, infatti, si svolge tracciando una rotta che cuce le linee di profondità tracciate sulla cartografia, sondando proprio i punti in cui il fondale cambia.

Aguglia imperiale

Le aguglie imperiali possono essere considerate i Marlin mediterranei; pesci fantastici da catturare, ma anche da prelevare con moderazione

I pesci si possono trovare anche a profondità più basse, ma sarà difficile realizzare catture su fondali inferiori ai 400 – 600 metri se parliamo di alalunghe, mentre tonni, spada e aguglie imperiali potranno frequentare anche batimetriche molto meno impegnative. C’è da considerare che tutti questi animali percorrono le loro rotte di caccia inseguendo le loro prede, principalmente rappresentate dai  pelagici minori, che a loro volta si spostano alla ricerca di fonti di cibo rappresentate da plancton e krill, che notoriamente si muovono sospinti dal vento e dalle correnti. Di fatto, questa rappresenta la motivazione della stagionalità dei pesci dell’altura e del fatto che ci siano zone di mare più vocate di altre, sebbene i mutamenti climatici degli ultimi anni abbiano sovvertito le regole classiche, scrivendone delle nuove.

 Le esche

minnow per l'altura

L’assortimento di esche deve essere ampio, per avere sempre  l’esca  giusta al momento giusto …

Se l’attrezzatura, tutto sommato, è limitata alle canne, il panorama esche richiede una varietà di colori, forme, assetti piuttosto ampia. perché non solo il gradimento delle esche varia per colore e assetto ma a volte la stessa livrea è più catturante nella versione di un costruttore piuttosto che di un altro.

artificiali per l'altura

Le esche di superficie sono indispensabili, poste lontano dalla barca, per insidiare i rostrati

Nella nostra bag, quindi, le esche saranno tantissime, dai minnow con palettone, affondanti, a quelli di forma particolare ma molto catturanti, come i tuna runner, fino a tutta la gamma infinita di esche tipiche di superficie come le esche jet, i bubble, i soft e gli hard head, tutte guarnite con variopinti gonnellini in vinile, fino alle grandi piume, anche loro armate di teste affondanti, per farle lavorare sotto il pelo dell’acqua. Se dovessimo poi parlare dei colori, non finiremo mai, sebbene l’arancio, il verde ed il blu, le livree imitative, siano sempre quelle che si confermano vincenti.

 

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