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Il fascino del nero: la cozza, un’esca micidiale

Il fascino del nero: la cozza, un’esca micidiale

Di Michele Prezioso

 

Chiamatela come volete, cozza, mitilo, muscolo…. ma rimane sempre uno dei bivalvi più graditi quasi a tutti i pesci: un’esca versatile, economica, reperibile ovunque e, soprattutto, micidiale.

 

Però, per essere particolarmente catturante e, soprattutto, funzionale, la cozza deve essere innescata in modo adeguato; non solo nella realizzazione pratica dell’innesco stesso, ma anche nel modo di presentazione in cui le astuzie giocano un ruolo fondamentale.

Piace a tutti, ma proprio a tutti

Le cozze hanno tanti estimatori tra i pinnuti: tutti gli sparidi, sia di scoglio che grufolatori, vanno a caccia del sapore intenso e unico del mitilo. Non esistono pesci che resistano al richiamo olfattivo e visivo del nero bivalve, gradito soprattutto per il suo importante apporto nutritivo. Potremo insidiare con successo orate, saraghi, tanute, pagelli, paraghi, spigole, mormore, fino ai dentici di piccola taglia, proponendola sia con il guscio che senza. L’importante è presentare l’esca in entrambi i casi nel modo più leggero e naturale possibile, replicando quello che può succedere in natura.

saraghi ed orate a bolentino

Saraghi ed orate: le prede principe della cozza

 

Aprire con metodo

bolentino, apertura cozza

Un piccolo coltello a lama corta e un po’ di manualità sono indispensabili per aprire le cozze a regola d’arte

Prima di entrare nel merito delle varie soluzioni di innesco, è bene porre l’accento sull’apertura della cozza. Infatti, poiché aprire la cozza significa ucciderla, dovremo effettuare tale operazione stressando l’animale il meno possibile, senza forzarlo smodatamente per non lacerarlo e fargli perdere tonicità. Le carni sono tenere per natura ma, se le si maltratta, la consistenza ne viene penalizzata ulteriormente, pregiudicando la già complessa tenuta all’amo. La tecnica di apertura consiste nel far slittare le due valve su se stesse, agendo con pollice e indice, e poi, con un piccolo coltello, bisogna incidere il nervo in modo tale che si aprano naturalmente.

Senza guscio

innesco cozza senza guscio

L’interno della cozza è un boccone delicato ed è necessaria la massima attenzione durante il momento dell’approccio del pesce

Quando la inneschiamo senza guscio, dovremo usare la piombatura più leggera possibile. L’azione di pesca deve sempre svolgersi con il boccone poggiato a terra e, situazione determinante, senza il filo in tensione. Il piombo andrà montato quasi a battuta sull’amo e, comunque, non oltre i 5 cm dall’innesco. In questa modalità l’inganno sarà rivolto ai paraghi, ai pagelli, ai saraghi e, ovviamente, alle orate.

Con una sola valva

cozza innescata

Innescando la cozza con la polpa attaccata ad una sola valva, avremo l’opportunità di farla scendere più lentamente verso il fondo, con un andamento sfarfallante, che così attirerà l’attenzione dei pesci, sempre molto pronti all’osservazione di tutto ciò che cade dall’alto. Se le condizioni di corrente e profondità lo consentiranno, sarà consigliabile evitare l’uso di piombature ulteriori, sfruttando solo il peso della cozza stessa.

A farfalla

innesco cozza

Un originalissimo modo di innescare la cozza: con la polpa completamente esterna e le due valve aperte. La perfetta simulazione di ciò che succede quando la cozza viene aperta da altri animali come i polpi e che, quindi, stimola la predazione da parte degli sparidi presenti che, grazie alla naturalezza dell’innesco, non sanno resistere ed entrano in frenesia .

 

La cozza intera

innesco cozza

Innescando, invece, il mitilo lasciando intatte le valve, avremo la possibilità di scendere più velocemente verso il fondo ed entrare, quindi, in pesca più rapidamente, attirando quei pesci che sono più abituati a reperire la cozza perché presente in zona. Sebbene il peso dell’innesco già fronteggi da solo al meglio le correnti moderate, se queste dovessero essere più sostenute si può aggiungere un piombo a pera dai 5 a 20 gr, sempre non oltre i 5 cm dall’innesco.

innesco cozza

 

Quando i pesci diffideranno del mitilo già aperto o di un peso innaturale dovuto alla zavorra, potremo richiudere la cozza innescata in un’altra cozza appena aperta. Il raddoppio del peso consentirà un affondamento più veloce e quello della parte mangiabile aumenterà la foga del pesce. Anche in caso di corrente può essere un’alternativa da provare che evita l’azione di disturbo che può generare il piombo.

Gli ami

Un buon innesco prevede anche degli ami adatti. Intanto cominciamo dal colore, preferendo quelli bronzati che meglio si mimetizzano nella polpa del mollusco. Le grandezze consigliate vanno dal numero 8 al 2, sempre gambo corto ed a becco d’aquila; vanno bene indistintamente sia quelli a paletta che a occhiello. L’importante è che sia leggero e di buona tenuta, super affilato per riuscire ad avere ragione di bocche tutt’altro che delicate.

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