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La bombarda una pesca per l’estate


di Umberto Simonelli – Foto Domenico Craveli e Umberto Simonelli

Il nome è tutto un programma e,chi non sa di cosa si tratta, chissà cosa si aspetta.

I pescatori navigati, invece, conoscono bene questo metodo di pesca che, se ben praticato, pur rimanendo nell’ambito delle pesche semplici e alla portata di tutti, può consentire un bel divertimento ed anche qualche bella cattura.

Una tecnica “all round” ottima da praticare l’estate, veloce e semplice in qualsiasi situazione, dalla barca come dalla scogliera ideale come tecnica light da mettere in pratica durante le ferie

Oltretutto può essere un ottimo sistema per procurarsi delle esche vive e ma è anche un ottimo sistema per procurarsi una cena coi fiocchi.

Cos’è

La bombarda non è altro che un vettore, ovvero un sistema per lanciare l’esca  lontano  e metterla in pesca con un’azione di recupero più o meno veloce.

In sostanza la “bombarda” vera e propria è un particolarissimo galleggiante, generalmente realizzato in materia plastica trasparente (ma ne esistono modelli totalmente opachi), dalla forma particolarmente aerodinamica e di discreta massa, studiato appositamente per essere lanciata, ma allo stesso tempo, navigare quando viene recuperata.

 

In commercio ce ne sono di moltissimi modelli; eccone qualcuna, da una piccolissima a sinistra a quella super galleggiante a destra

 

A prima vista si dubita del loro galleggiamento, perché il peso ci inganna, ma a seconda della taglia, possono avere assetti differenti che passano dal molto galleggiante a neutro fino all’affondante.

Il peso, infatti, serve per creare una massa che consenta un agevole lancio e nel caso di quelle affondanti, anche a portare l’esca sotto il pelo dell’acqua ed anche più in profondità .

 

Tecnica ideale anche dalla barca, prevede che l’azione di recupero sia morbida e continua, con piccoli stop&go

 

Come si usa

La possibilità di essere lanciata serve per proiettare l’esca che, così, può essere gettata lontano e poi recuperata in una sorta di trainetta che, conferendo movimento all’inganno, lo rende molto più attrattivo.

Da qui la forma affusolata che consente, oltre che effettuare il volo, di generare anche poco attrito al recupero pur lasciando una leggera scia che svolge l’effetto di un piccolo effetto teaser.

 

L’aguglia è una dei predatori classici della scogliera ed del sottocosta; con la bombarda è la sua pesca è molto redditizia

 

Lo schema

La bombarda va montata in linea sulla lenza madre, seguita da una serie di perline, meglio se in vetro, e da una in gomma salvanodo a battuta su una micro girella tripla alla quale viene legato il terminale vero e proprio, costituito da nylon dallo 0,10 allo 0,14 per esche piccole e leggere, fino ad uno 0,20 per esche più grandi o artificiali.

 

 

La sua lunghezza dovrà essere proporzionata alla lunghezza della canna, tanto per il lancio che per il recupero della preda.

L’uso della girella multipla è essenziale perché le esche tenderanno a girare e, quando usiamo quelle come il bigattino o la camola del miele, è proprio la rotazione che scatena le aggressioni.

Quindi è essenziale assicurare che lo svolazzo non si attorcigli, durante il recupero.

 

Ecco un montaggio classico e ben eseguito: perline, salvanodo, girella multipla e terminale …

 

Canne, esche & prede

Se siamo in barca, potremo usare una piccola canna da spinning da 3 metri, che sarà l’ideale, mentre da terra potremo sfruttare delle inglesi leggere e delle bolognesi fino a 5 metri.

La gamma di esche è molto varia: potremo innescare dal coreano al verme di terra, dal bigattino alla camola del miele fino ai raglout della taglia più piccola.

Le prede che potremo insidiare sono moltissime: aguglie, occhiate, lecce stella, sugheri ed altri predatori del sottocosta, come la spigola.

 

 Oltre alle esche naturali, come il coreano, il verme di terra, il bigattino e la camola del miele anche le piccole esche siliconiche sono molto catturanti

 

Il movimento

Il recupero lento è la migliore animazione delle esche, fatto salvo il fatto che brevi stop seguiti da una ripartenza sono sempre una buona soluzione.

Avendone la possibilità, pasturare con del brumeggio liquido può creare la giusta frenesia alimentare per mettere in attività i predatori.