Ed eccoci al giro di boa che con il Natale e le festività, ci traghetta verso il nuovo anno.
Tempo di auguri, nuovi propositi ma anche tempo di bilanci.
Bilanci che non risparmiano neanche il mondo della pesca ricreativa.
Diciamo che i pesci per i più assidui e per i più determinati non sono mancati anche se con vicende alterne per tutti, segno che le condizioni generali dei nostri mari, ad eccezione fatta per gli spot “benedetti” dal dio Nettuno, non sono proprio generosissime.
Lo sfruttamento intensivo delle nostre acque non è davvero un mistero e, tra over fishing della pesca industriale e quello della pesca pseudo ricreativa, non c’è davvero da stare allegri.
A questo aggiungiamo anche un indiscutibile modifica delle condizioni meteomarine che condizionano non poco l’attività dei pesci e, ritrovarsi con un mare all’apparenza privo di vita è fatto assai comune.
Ma è nella nostra indole di pescatori essere convinti che sicuramente il futuro ci regalerà giornate migliori e questo ci fa essere fiduciosi per il tempo che verrà.
Sebbene il prossimo anno già ci riserva una sorpresa che proviene dal passato e parliamo della nuova legge europea sulla pesca.
Una novità di cui poco si sa e ancor meno si parla, approvata nel 2023 e pubblicata nel 2024 che introduce nuovi obblighi di registrazione e tracciamento del pescato.
Con l’obbiettivo di proteggere alcuni stock ittici e soprattutto valutare l’impatto della pesca sportivo-ricreativa, dal 10 gennaio 2026 saremo obbligati, tutti, a servirci di un’app, che si chiama “RECFISHING” e che ognuno di noi dovrà scaricare sul proprio smartphone, tramite la quale dovranno essere registrate le catture, di cinque specie al momento sensibili, secondo gli studi dei tecnici europei.
Parliamo del merluzzo giallo, specie per noi sconosciuta, della spigola, del tonno rosso, dell’orata e e della lampuga.
Le registrazioni dovranno essere in tempo reale e non escluderanno neanche i pesci rilasciati perché, si sa, non tutti sopravvivono e quindi è bene tenerne conto.
Alcuni stati europei hanno già ampliato il numero delle specie integrandole con salmone, spada e anguilla europea.
Ma all’orizzonte già appaiono merluzzi e alalunghe, altri pesci ritenuti a rischio.
Nell’APP però, state tranquilli, saranno indicate dettagliatamente tutte le specie e non ci si potrà sbagliare.
Ma non finisce qui.
Perché chi pesca con attrezzi passivi, come nasse, palangari, trappole e piccole reti da posta, dovrà registrarle ed identificarle.
Una nuova norma, che ha come obbiettivo il nobile scopo di attuare una politica di tutela e di sostenibilità con regole che consentano una concreta conservazione dello stock ittico.
Peccato che non tutti i ricreativi/sportivi europei pescano nello stesso modo e non ovunque tutti i pesci sono in sofferenza.
E peccato anche che l’obbligo di stare col telefonino in mano, per segnare in tempo reale quel che combiniamo, abbia più l’aspetto di un delirio da digitalizzazione compulsiva piuttosto che di una semplificazione.
Non tutti i pescatori sono giovani, non tutti informatizzati e non sempre il territorio è coperto dal segnale telefonico.
Per fortuna che ogni paese europeo manterrà le proprie regole ma per sfortuna ne dovrà aggiungere di nuove così tanto per rendere un po’ più “divertenti” le cose e mi viene da ridere già a pensare ai futuri controlli…
Controlli con carte e telefonini che passano da una barca all’altra … oltre a tutti quei pescatori che non solo non conoscono le regole attuali ma che neanche riconoscono i pesci che pescano…
Mi sa che anche in questo caso l’UE non ha tenuto conto che, almeno nel caso dei pescatori (ma non solo), non siamo tutti uguali, non peschiamo tutti la stessa cosa e non tutti i pesci sono in sofferenza ovunque e soprattutto non solo non abbiamo tutti le stesse regole ma non abbiamo neanche le stesse tradizioni.
Per non parlare delle tecniche.
Se tra le mie aspettative nel futuro del nuovo anno ci fosse mai stata quella di vedere la pesca ricreativa finalmente entrare a far parte della blu-economy e assumere una posizione diversa e più importante, ho paura che ancor una volta dovremo aspettare.
Perché qui la situazione si complica e neanche poco….
Ma ne parleremo il nuovo anno….
Un sincero augurio di Buon Natale e Buon 2026 !




















