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Lo Scirocco, il vento del deserto … il vento del surf !

apertura

Lo scirocco, il vento del surf ….

di Domenico Craveli

Caldo, asfissiante, a volte persino capace di alzare onde imponenti in Tirreno e in Adriatico. Lo Scirocco è uno dei venti tipici dei mari italiani nei cambi di stagione.

Preceduto da una calma inusuale e da un mare liscio come l’olio irrompe in maniera superba mutando le condizioni del mare nel giro di poche decine di minuti. Temuto a giusta causa da chi va per mare, ma atteso e amato dai surfcaster, lo scirocco è in grado di generare invitanti e violente mareggiate, regalando spesso prede indimenticabili, che ricambiano  chi osa sfidare le onde nei modi e nei tempi giusti.

Calda accoglienza… ma con attenzione

Vento caldo da Sud Est, proviene dai deserti del Nord Africa, è generato da una depressione che si sposta attraverso tutta la parte meridionale del bacino Mediterraneo. Quando il vento abbandona la costa africana è molto secco ma, data la sua alta temperatura, si carica rapidamente di una grande quantità di umidità frutto della forte evaporazione dell’acqua del mare e ne prende tanta di più quanto più bassa è la sua velocità e quanto maggiore è il tratto di mare percorso. Questa sua caratteristica è evidenziata dalle nubi dense,basse e stratiformi che si depositano imponenti all’orizzonte sul fronte del vento.

Portatore d’oro 

orata

Questo vento è in grado di  sollevare molta sabbia e polvere dorata dalle regioni desertiche, che, in condizioni particolari, vengono trasportate anche fino alle regioni più settentrionali dell’ Italia.Ma l’oro non arriva solo dal cielo… le mareggiate causate dallo scirocco portano in attività molti pesci, ma soprattutto le orate. Il ricercatissimo sparide infatti, sembra trovare in queste condizioni la situazione ideale per le sue abitudini alimentari ed essere presenti in spiaggia, in pieno giorno, con le esche giuste, potrà valere qualche preda veramente da ricordare. Non ci sono limiti alla taglia dei pesci se non quelli raggiungibili dalla specie.

Tattica a tutto campo

La lettura della spiaggia per la scelta della postazione non è delle più semplici. Le onde ritmiche e successive, tipiche dello scirocco, non permettono in maniera chiara l’individuazione dei canaloni, dovremo quindi alternare lunghi lanci a ricerche nel sottoriva finchè non incontreremo la zona di pascolo che potrebbe essere svelata dall’attività di altri pesci. Sicuramente nella zona in cui le orate scorrazzano l’attività dei granchi sarà ridotta al lumicino e quindi già l’integrità delle esche, messe in evidenza dai controlli, potrebbe essere un segno rivelatore. Importantissimo è anche saggiare con il piombo la consistenza del fondo, le orate e altri interessanti grufolatori amano stazionare dove quest’ultimo è soffice, specialmente nelle adiacenze di roccia, posidonia o formazioni detritiche. I predatori più grossi poi… saranno dietro a questo foraggio.

Gli sparidi che non ti aspetti e non solo ..

serra

Non solo orate comunque, anche le mormore si sono dimostrate nuotatrici di tutto rispetto, dimostrandosi meno sospettose e ben propense ad abboccare ai grossi bocconi, specialmente bibi e americano, destinati alle auree cugine. Carnieri di tutto rispetto, con prede di taglia, lasciano seri dubbi del fatto che si tratti solo di eccezioni. Anche i grossi saraghi  arricchiranno i nostri carnieri con esemplari veramente belli e inediti. Vicino agli sbocchi d’acqua dolce, potranno capitare anche grosse spigole o serra davvero importanti.

Terminali polivalenti

Il long arm, montato su piombo scorrevole sarebbe da sconsigliare, ma spesso è insostituibile anche a costo di rischiare qualche groviglio. Magari lanciando obliquamente alla direzione delle onde si può tentare di fare delle prove sulla tenuta, altrimenti non resta che accorciare il bracciolo fin quando è possibile. Solo dopo aver constatato che non è possibile il suo utilizzo si dovrà passare a terminali classici da turbolenza come lo short o come il pater noster. Il bracciolo sarà mediamente intorno allo 0.22/0.25 sulla sabbia fino ad arrivare allo 0.30 sul misto. L’amo … sarà ottimo un 6 per i compromessi (rischio rottura però con le oratone), meglio un 4, un due per le prede  over. Per i predatori, se sono in zona,il discorso è diverso, e quindi, sarà tassativo ricorrere a terminali metallici o a un buon 0,45,  a seconda delle situazioni.

Le esche?

surf

Proteiche, invitanti, praticamente perfette. Bibi e americano su tutti, ma anche il cannolicchio non è da trascurare. Ottimo il verme di rimini, anche se la minutaglia lo sciupa velocemente. Ricordarsi sempre di portarsi dietro una borsa frigo, indispensabile per la corretta conservazione dei nostri bocconi. Per serra e spigole si può optare per il vivo, anche se il famelico, mangia bene anche sui tranci di pesce opportunamente innescati a salsicciotto.

 

 

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