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Nautica : Ancora Elettrica .. tutto sui verricelli

Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica

 

di Umberto Simonelli

Per fermarsi in mare si usano le ancore.

E, detta così, sembrerebbe una affermazione talmente scontata da rasentare l’imbecillità.

Ma, in fondo, è nella sua scontatezza che scatta la provocazione per affrontare l’ argomento.

Fermarsi in modo sicuro e durevole, con la barca, non è proprio una cosa semplicissima.

E, se si vuole rimanere ormeggiati in modo affidabile su bassi e medi fondali, a lungo, anche in presenza di un po’ di mare e vento, l’utilizzo di un’ancora adeguata dovrà essere corroborato dall’uso di una buona catena che la colleghi alla barca.

Come vedremo di seguito, la catena non ha solo il pregio della robustezza, ma collabora in modo determinante alla tenuta dell’ancora.

Il difetto importante della catena è il suo peso e, di conseguenza, le serie difficoltà che si incontrano nel salparla a mano.

Non resta quindi che installare un buon salpa ancore elettrico, che sarà anche un ottimo contributo alla sicurezza.

 

I vantaggi della catena

 

La catena che si usa con i verricelli  è di un tipo speciale e viene definita “calibrata”, ovvero con caratteristiche dimensionali tali da poter essere perfettamente agganciata dal barbutin del salpa ancora

 

La catena, come dicevamo prima, non solo offre la garanzia di una robustezza allo sfregamento e all’usura impensabile per una cima (cosa che garantisce una sicura tenuta anche con mare mosso e scogli affilati) ma, soprattutto, assicura che l’ancora lavori sul fondo nella condizione ideale.

Il peso della catena, infatti, costringe l’ancora a lavorare orizzontalmente, massimizzandone la capacità di tenuta sul fondo.

Quando si ormeggia, per far sì che l’ancora lavori il più possibile in orizzontale anche in presenza di onda, è bene mollare molta cima in modo che l’angolo tra cima e fondo sia il più acuto possibile.

Usando la catena, grazie al suo stesso peso abbastanza elevato, è necessario filarne in mare di meno, rispetto alla cima, con garanzie decisamente superiori.

La catena tenderà il più possibile a scendere in verticale sotto alla barca e ad adagiarsi sul fondo, funzionando egregiamente da parastrappi.

Il moto ondoso, sollevando lo scafo, solleverà anche la catena e ciò determinerà un movimento più lento e morbido, limitando gli strappi, evitando sollecitazioni sull’ancora ed aumentando il comfort a bordo.

 

L’azione della catena contribuisce al lavoro dell’ancora aumentando la sicurezza dell’ancoraggio

 

Scelta inevitabile

Va da se che il montaggio di un salpa ancora elettrico è un’ottima soluzione per agevolare l’azione di ancoraggio.

Offre molti vantaggi, primo tra tutti l’autonomia.

Infatti, l’operazione di cala può essere gestita da soli, senza spostarsi dalla postazione di guida e con molta precisione rispetto al punto in cui ci si vuol fermare.

Ci si risparmia un sacco di fatica e, inoltre, si diminuisce il rischio di non riuscire a salpare in caso di incaglio.

La possibilità di manovrare la barca e gestire l’ancora contemporaneamente garantiscono molta più sicurezza.

 

Cosa montare

 

Un modello verticale, in grado di salpare solo la catena

I prodotti attualmente in commercio sono molto efficienti, grazie a motori evoluti ad elevato rendimento e sono, quindi, installabili anche su scafi di piccole e medie dimensioni.

Anche pesi e dimensioni sono contenuti, permettendo installazioni tutto sommato molto semplici.

Per scafi entro i 5/7 metri attrezzi da 500 W sono più che sufficienti per gestire anche 50 metri di catena e quindi ormeggi fino a 20 e più metri di profondità.

Se si sale di lunghezza, superando i 7 metri e i 5/7 kg di peso di ancora, si deve passare ad almeno 700 W.

 

Un modello sempre del tipo verticale, capace di salpare oltre alla catena anche la cima

 

I modelli

Senza considerare i modelli orizzontali, retaggio degli scafi più grandi e montati tutti esternamente, i modelli più usati sono quelli così detti “verticali”.

Ne esistono sostanzialmente di due tipi.

Uno in grado di salpare tanto la catena che la cima ed uno predisposto solo per la catena.

Per chi va a pesca, i modelli equipaggiati anche di campana sono ideali perché possono aiutarci nel recuperare senza sforzo calume molto lunghe quando si fanno ancoraggi profondi, pescando a bolentino.

Infatti, basta dare due giri alla cima intorno alla campana, dopo aver sbloccato il barbotin (la speciale ruota che aggancia la catena), per salpare la cima in scioltezza.

 

Questo è un modello orizzontale adatto a cima e catena, destinato a imbarcazioni più grandi

 

Il montaggio

Per montare un verricello serve che la barca possegga la cava dove recuperare la catena; poi il montaggio vero e proprio generalmente non trova difficoltà, grazie al fatto che il motore viene installato internamente nel vano della catena, senza occupare spazio a prua.

 

Un semplice schema in sezione che ci fa capire come è montato un verricello

 

Più attenzione deve essere fatta per l’impianto elettrico, che dovrà essere realizzato con cavi di sezione adeguata e connessi direttamente alla batteria del motore.

 

 

Il motore elettrico e il relativo cablaggio elettrico. Un impianto da eseguire con cura visto l’elevato amperaggio necessario al funzionamento

 

Infatti, le manovre dovranno essere sempre svolte a motore in moto, per disporre della massima potenza elettrica.

I comandi potranno essere tanto in consolle che a prua; esistono dei piccoli quadri predisposti per essere montati ad incasso in plancia con il comando “up & down” o pulsanti specifici, azionabili con la pressione dei piedi, montati ad incasso in prossimità del verricello.

In alternativa, esistono anche dei telecomandi a filo o addirittura via radio.  

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