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Obbiettivo cefalo: tutte le tecniche e le astuzie per divertenti catture

cefalo a bolognese

Obbiettivo cefalo

Di Michele Prezioso

 

Una delle prede più difficili in assoluto con cui confrontarsi, quando si pesca in bolognese, è il cefalo. Diffidente oltre ogni immaginazione, potente e reattivo, rappresenta il massimo del divertimento soprattutto quando si pesca leggeri.

La sospettosità di questo pesce e il suo ingaggio con le esche fanno sì che insidiarlo con regolarità sia una vera e propria specializzazione.

Il re del porto

Insieme alla spigola, il cefalo è la preda istituzionale delle zone portuali o ad esse limitrofe. In alcune zone, questi pesci raggiungono taglie di tutto rispetto, trasformandosi in potenza pura appena si sentono trattenuti, con reazioni violente, veloci e scomposte che mettono in seria difficoltà il pescatore anche esperto, perché, proprio per ingannare i cefali, fili e ami dovranno essere sottili e piccolissimi. Il cefalo ci vede benissimo e, essendo cacciato da molti predatori, vive in perenne allarme e ogni piccolo movimento, ombra, rumore o increspatura dell’acqua lo fanno defilare molto velocemente. La sua migliore difesa è la fuga, strategia che mette in pratica con successo grazie ad una coda potente che gli permette partenze istantanee.

La scelta della posta

Oltre al posto buono, perché frequentato dai cefali, dovremo scegliere una collocazione che ci consenta di essere visti dai pesci il meno possibile, valutando la posizione del sole e l’estensione della proiezione delle ombre. Se riusciremo a pescare senza interferire con lo specchio d’acqua visivamente e acusticamente già saremo a metà dell’opera. Questo vale soprattutto se ci confronteremo con cefali di passo.

innesco bigattino

Il bigattino è un’ottima esca per il cefalo, molto attrattiva se innescata in modo che la larva si muova. Una valida alternativa al classico fiocco di pane

Le condizioni meteoLe condizioni migliori son quelle con venti dal quadrante sud, che creano un bel po’ di turbolenza, generando correnti sul fondo che rendono le acque più torbide. Il cielo plumbeo e le batimetriche dai 5 ai 9 metri offrono le chances migliori.

 Prepariamo le lenze

terminale da cefalo

Ecco il terminale specifico per l’uso con il fiocco di pane

La paratura giusta, si potrebbe dire parafrasando un proverbio, è già metà dell’opera. Quindi sarà opportuno andare preparati con qualche calamento pronto diversificando sezioni e ami o geometria della lenza stessa. E’ bene solitamente avere a disposizione due tipi di parature, una che useremo per il fiocco di pane e la sarda e una che useremo per il bigattino. La prima sarà realizzata a forchetta, con due braccioli di diversa lunghezza, rispettivamente di 40 e 50 cm. Lo congiungeremo alla lenza in bobina, del nylon dello 0,16, con una connessione loop to loop.  Ami consigliati tipo 1 b della Tubertini n 12-14-16 o 120 n della Gamakatsu delle stesse misure

terminale per bigattino

Quando invece la nostra esca sarà la larva di mosca carnaria, utilizzeremo un terminale, mono amo, molto semplice

La seconda, invece, sarà più semplice, costituita da un terminale lungo circa 80 cm. che pescherà a fondo, equipaggiato con ami tipo i Tubertini serie 10-n 16-18 o serie 50 del 18, dove innescheremo due o tre larve appena appuntate o una a calza ed una seconda appuntata.

galleggianti da bolognese

I galleggianti consigliati sono a del tipo a goccia se c’è presenza di corrente o a penna  con acqua calma

Esche e attrezzature

Il pancarrè o il pane francese andranno benissimo ma anche i tocchetti di filetto di sarda, sughero e sgombro compiono alla grande il loro compito, purché freschi ed in buono stato.

bolognese

L’azione della canna è importante con prede serie come i cefali

Useremo una bolognese da 7 metri leggera ma potente, un casting da 10/15 gr va benissimo, equipaggiata con un mulinello da 2500 a 3500, caricato con del nylon dello 0,16 possibilmente colore neutro o del tipo fluorine da imbobinare.

Entriamo in pesca

E’ consigliabile scegliere postazioni con fondali più profondi e con spazi a disposizione abbastanza larghi, perché tenere in canna cefali grandi, anche superiori al kg, mette a dura prova pescatore, fili, nodi, canne e ami e ci vuole spazio per brandeggiare la canna.

bolognese

Un’ottima collocazione, comoda e stabile

Arrivati sul posto, prima di tutto posizioneremo bene il panchetto e prepareremo una pastura dai 3 ai 5 kg per una pescata che vada da 5 a 8 ore, mescolando sfarinati di sarda semi umida da 3 kg, 1 kg di pane grattugiato, mezzo litro di latte e 500 grammi di sale grosso. Nel caso volessimo usare come esca solo i bigattini, impiegheremo, al posto del sale, circa 400 grammi di larve nell’impasto e aggiungeremo ancora dei bigattini pressati sulle palle di pastura. Inizieremo con il controllo della corrente e poi con il controllo dello scioglimento della pastura, che dovrà avere una compattezza tale da arrivare bene sul fondo per poi sfaldarsi solo al suo contatto. Appena pronti inizieremo a pasturare con 1 kg di composto diviso in cinque palle da circa 200 grammi per preparare il fondo; poi continueremo con una pallina da 50-70 gr lanciata ogni due cale, con un intervallo mai superiore ai  5 minuti, tra l’una e l’altra.

cefalo

https://vimeo.com/204656923

Un breve video, dove l’autore è alle prese con un bel cefalo da oltre un kilo

Ricordiamo che la postazione deve essere perfettamente organizzata e, quindi, posizioneremo il panchetto in modo ben stabile,  il guadino a portata di mano, prepareremo la sonda per misurare il fondo, e le esche e la pastura pronte per l’uso. Non dovremo scordare un secchio con acqua per sciacquarci le mani ad ogni innesco e ad ogni lancio, uno straccetto e forbicina, la fionda e gli elastici di riserva, uno slamatore e ami di ricambio.

E che il gioco abbia inizio !

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