Vacanze iniziate e complice la bella stagione dare libero sfogo alla nostra passione è a dir poco automatico.
E quindi tutti a pesca … ma attenzione alle regole.
Regole nuove o regole vecchie è bene fare attenzione a quelle che sono le norme nazionali e soprattutto alle ordinanze locali.
Perché le autorità competenti possono apportare modifiche, purtroppo solo restrittive, ai regolamenti nazionali, cosa che quindi può significare che a distanza di pochi chilometri, possano cambiare drasticamente.
Ad esempio possono essere diversi gli orari in cui è permessa la pesca o le distanze dalla spiaggia, tanto per dirne una.
Vediamo allora di fare una piccola ricognizione sulle cose più importanti a cui fare attenzione.
Per chi ne vuole sapere di più: https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/comunicazione-di-pesca-sportiva-e-ricreativa
Prima di tutto
Chiunque vada a pesca, con qualsiasi tecnica, è obbligato a effettuare una comunicazione preventiva gratuita al Ministero dell’Agricoltura (MASAF) accedendo al portale SIAN: https://www.sian.it/portale/
Chi invece pratica la pesca da un mezzo nautico o la pesca subacquea è obbligato a scaricare anche l’applicazione RecFishing, sul proprio telefonino.
Fino a tutto il 2026 ne sarà obbligatorio l’uso solo in caso di cattura di uno dei pesci delle quattro specie attenzionate: alalunga, tonno, lampuga e spada.
Ma attenzione ReFishing rilascia un codice identificativo che DOVRA’ ESSERE OBBLIGATORIAMENTE INSERITO nel form di registrazione della comunicazione al Masaf, senza il quale sarà impossibile completare l’operazione.

Autorizzazioni
Ricordiamo che, per pescare tonno e pesce spada è necessario un “permesso” che si ottiene gratuitamente presso gli uffici della Guardia Costiera.
Scarica qui modulo richiesta TONNO ROSSO
Scarica qui modulo richiesta PESCE SPADA
Anche per pescare con i palamiti, esclusi i derivanti che sono vietati, bisogna avere un’autorizzazione che viene sempre rilasciata dalla Guarda Costiera.
Scarica qui modulo richiesta PALAMITI
Ricordiamo anche che l’uso di RecFishing, in caso di cattura del tonno, non esclude la prassi di denuncia presso la Guardia Costiera.

Misure & quantità
E’ importante per non incorrere in bruttissime sorprese documentarsi sulle misure minime dei pesci.
Prendiamo nota che in Italia ci sono due regolamentazioni diverse.
Infatti la regione Sardegna ha misure dei pesci più restrittive rispetto al continente.
Così come è molto importante rispettare il limite massimo di prelievo giornaliero che è di 5kg a pescatore.
Le multe sono salatissime ed i controlli, in questa stagione, molto più assidui.
Ma c’è anche il limite di una sola cernia, di qualsiasi genere, a pescatore e di un solo tonno al giorno ad imbarcazione
Attenzione perché i 5 kg non si intendono, “a persona presente a bordo”, ma a pescatore, ovvero colui che è dotato di comunicazione al MASAF ed eventuale applicazione RecFishing attiva.
C’è da tenere anche presente che, questi limiti, se si pesca in aree marine protette, con regolare permesso, possono essere fortemente ristretti e può essere anche modificato il numero delle attrezzature presenti a bordo e le tecniche di pesca.
E’ bene fare attenzione perché le sanzioni sono molto ma molto elevate.

Tempo e distanza
Per chi pesca da terra, su tutto il litorale balneabile, anche quelli “liberi” ci sono degli orari standard che vietano l’attività alieutica dalle 20 alle 8.
Orari che possono subire variazioni restrittive imposte localmente.
Quindi informarsi sempre per non avere brutte sorprese.
Ci sono anche distanze minime da rispettare durante gli orari di balneazione oltre le quali si può pescare: 200 mt dalla spiaggia e 100 mt dalle scogliere a picco o assimilabili.
Questo vale anche per chi pesca dalla barca.

Attrezzi da pesca
Anche per le attrezzature e le loro quantità esiste un preciso regolamento nazionale che, ribadiamo, può variare a seconda di disposizioni locali.
Niente di meglio per questo argomento che consultare un utile documento che è la guida rapida pubblicata dal ministero.
Qui è riassunto e ben descritto tutto ciò che bisogna sapere.
La pulizia del pescato
Un argomento poco conosciuto quello della pulizia del pescato a bordo.
Pulire il pesce, prima di sbarcarlo, e gettare i rifiuti in mare è vietato.
I rifiuti organici vanno conferiti nei punti di raccolta dedicati.
Ma il problema è anche un altro.
L’eviscerazione del pescato, sebbene pratica utile a scongiurare l’infestazione da anisakis, potrebbe essere oggetto di contestazione durante un controllo.
Infatti, in caso di pesi al limite, la diminuzione ponderale di un pesce eviscerato potrebbe rendere problematica la stima complessiva del peso del pescato.
Prudenzialmente dovremmo conservare gli scarti.
Però conoscere le regole, oltre che rispettarle, evita di trasformare una bella giornata di pesca in una da non ricordare





















