di Celeste Di Maio
Il pane è sicuramente l’esca più antica e più comune che si possa adoperare.
Ognuno di noi all’inizio della propria passione è andato a pescare con il pane, con il pane e formaggio o addirittura con l’impasto del pane stesso, procurato dopo aver messo in croce il fornaio.
Il pane è un’esca a cui non resiste la maggior parte dei pesci, soprattutto di quelli insidiabili in bolognese o in canna fissa.
Dal cefalo alla salpa, fino all’orata, alla spigola, al sarago e all’occhiata, il pane spesso è il protagonista di grandi pescate.
Nel tempo ci si è specializzati nella realizzazione di pani specifici che meglio si adattassero alle necessità dell’innesco, della tenuta ed al fatto di presentarsi meglio in acqua.

Uno tra tutti è il pane francese, reperibile in commercio, per uso non umano, in tutti i negozi di pesca.
Di fatto è un impasto a base di latte che si presta bene alla conservazione e all’innesco.
Il gusto del fai da te
Quello disponibile in commercio è validissimo e i risultati che se ne possono ottenere veramente ideali, ma il fascino di preparare il pane esca da soli, anche con qualche piccola personalizzazione non ha pari.
Non pretendiamo di proporre un pane francese, come quello in commercio, ma sicuramente una validissima alternativa che non teme confronti
La ricetta è semplicissima, come lo è la preparazione, dove basta osservare solo alcune piccole attenzioni.
Ingredienti:
1 kg di farina
500 gr di latte
30 gr di sale
25 gr di lievito di birra
20 gr di zucchero
Con questo quantitativo riusciremo a confezionare due o addirittura tre pani.
Il procedimento è semplice e nel tutorial che segue abbiamo illustrato tutti i passaggi.
Come si adopera e come si conserva
Per utilizzarlo correttamente e riuscire a comporre un innesco con il ”fiocco” di pane, caratteristica peculiare di questo pane, bisognerà preventivamente ammollare in acqua il quantitativo desiderato e riporlo poi in un panno di cotone inumidito.
Questo processo farà si che la mollica del pane si possa “sfilare” e innescare con un effetto fluttuante in acqua che richiamerà i pesci per odore, sapore e movimento.

Quello che non adopereremo potrà essere comodamente conservato in frigo nel vano dei surgelati, meglio se sottovuoto.
La conservazione in assenza d’aria lo preserverà a lungo ed eviterà la disidratazione che avviene in frigorifero.



















