Tecnica

Pescastriscetta… l’inganno micidiale

di Umberto Simonelli

E’ straordinario come tutte le tecniche di pesca, e la traina non è da meno, abbiano qualcosa in comune tra loro.

Anche se non ci si sofferma a pensarlo, insidiare i pesci in bolognese piuttosto che a traina o a spinning, ha un comun denominatore … ingannare i pesci.

E le regole dell’inganno, sono basate su tre elementi chiave: la sollecitazione alimentare, il movimento e la curiosità.

Sicuramente non c’è una divisione così precisa tra le tre cose, ma immaginiamo il concetto in questo modo per semplicità e come spunto di riflessione.

I risultati in pesca, secondo il nostro personalissimo punto di vista, si ottengono più con l’osservazione che per le grandi attrezzature e le soluzioni tecniche

Probabilmente penserete che l’abbiamo presa un po’ alla lontana per parlare di una tecnica semplice come la pesca con la striscetta di cefalopode, calamaro, seppia o totano che sia.

In realtà è una pesca ibrida, ma estremamente catturante che riesce a ingannare quasi tutti i predatori di fondo e di superficie.

Di fatto questo sistema, perché di un “sistema” si tratta, mette in gioco tutte le componenti di cui parlavamo prima, animando una striscia più o meno importante di un cefalopode.

Di fatto è un ibrido tra artificiale e naturale: un vero inganno !

Oltretutto questa tecnica è una valida alternativa al vivo, praticabile con quel che si trova in pescheria e che ci regalerà non poche sorprese, soprattutto in vacanza, magari alla scoperta di poste sconosciute.

Ne vivo ne morto

 

Le tanute possono essere un obiettivo mirato di questa pesca

 

La nostra bella striscetta o strisciona, di fatto è un vero killer.

I suoi punti di forza sono il colore, il bianco, la sinuosità scomposta del movimento e gli effluvi che lascia in acqua.

Certamente di imitativo nel senso classico del termine c’è poco, ma comunque non c’è pesce che vi resista.

In traina veloce, sebbene scarsamente praticata, c’è l’usanza di guarnire una piuma o altri artificiali di superficie con una striscia di cefalopode anche di generose dimensioni.

Di fatto, e questo è il segreto, come si muove il materiale biologico è un fatto inimitabile anche dalle più sofisticate e morbide mescole.

E quello che il materiale organico rilascia oltre alla credibilità che offre all’assaggio di un pesce, rendono l’inganno perfetto.

Come fare

Intanto c’è da realizzare la montatura.

Può essere a due o a tre ami, più grande o più piccola a seconda delle prede da insidiare e non c’è una misura standard.

 

Montatura semplice a tre ami per prede medio piccole, in fluoro carbon, 0,35 …

 

Di fatto possiamo realizzare una montatura fissa o anche una scorrevole con fili e ami di diversa grandezza a seconda dei destinatari ….

I calamari sono il materiale di elezione e, neanche a dirlo, se sono freschi sono il massimo.

Anche surgelati vanno bene, sebbene il rendimento sia più scarso, a patto che siano scongelati correttamente e non diventino gommosi prima del tempo a causa di uno scongelamento troppo veloce.

Batterli con un batticarne e ammorbidirne la fibra migliorerà la mobilità del trancio.

La forma sarà a losanga, ma lavorando di fantasia potremo creare più movimento facendo due code finali o aggiungendo sulla punta uno squid in vinile colo chiaro che aggiunga volume e visibilità.

 

Terminale con ami più importanti, sempre in f.c., dello 0.40 per pesci più grandi

La montatura

L’assetto sarà quello di una traina col vivo light e ci serviranno canne con un cimino sensibile, e piombi guardiani più leggeri

 

La striscella così innescata imiterà il nuoto sinuoso di un pesce e lo squid in vinile oltre a migliorarne l’idrodinamicità aumenta l’effetto attrattivo

 

Il fluorcarbon è consigliato per meglio resistere ai denti, soprattutto su montature piccole, ad esempio dedicate alle tanute.

Il consiglio è quello di realizzare il terminalino con un’ottima girellina all’inizio; infatti non è escluso che la strisciolina giri, cosa che migliora anche l’attrattività, ma che potrebbe generare delle torsioni dannose.

 

Una soluzione più corposa, per catture più ambiziose …

 

Non faremo montature lunghe, non servono e dal piombo guardiano non ci allontaneremo mai più di 5… 10 metri al massimo, quando useremo esche grandi.

Le prede

Si potrebbe cavarsela con la parola “tutto” … perché nessuno resiste alla striscia, che potremo adoperare dai 20 ai 100 mt.

Pagelli, saraghi, prai, dentici, tanute, ricciole di branco, orate …. cernie e labridi ovviamente senza escludere le tracine e le insaziabili perchie.

 

La striscetta risveglia l’istinto predatorio anche nei saraghi e nelle orate … provare per credere

 

Insomma una tecnica a tutto campo, in tutto e per tutto e non solo un’alternativa alle esche vive, che vi darà soddisfazioni inaspettate, in tutti sensi …