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Piombo guardiano : consigli e rimedi per non perderlo

Uno dei crucci degli appassionati di traina con il vivo, soprattutto se alle prime armi, è la perdita del piombo per un incaglio sul fondo. Perdita che è un handicap tecnico che ci costringe ad interrompere l’azione di pesca oltre a rappresentare un concreto esborso economico.

Allora, come fare per limitare i danni?

Il piombo guardiano, lo dice il nome stesso, è preposto oltre che a portare sul fondo l’inganno ad avvisarci quando, durante la traina lo stiamo toccando.

Ciò è possibile grazie al fatto di essere sospeso ad un lungo bracciolo e di precedere l’esca, evitando così che quest’ultima possa urtare sul fondo incagliandosi o rovinandosi.

Facciamo una premessa importante. Le esche vive, in quanto tali, soprattutto se ben innescate e quindi vitali, mantengono la loro capacità di regolare l’assetto idrostatico e quindi molto spesso sono più in alto di quanto si trovi il piombo, cosa che rende ininfluente il  fare “tocca e non tocca” col fondo; tecnica che molti praticano ma che ha come risultato più frequente, soprattutto agli esordi della nostra carriera di trainisti, di aumentare il rischio di incaglio.

Quindi una volta giunti sul fondo un recupero fatto con un paio di giri di manovella in più non renderà meno efficace l’azione di pesca, ma ci metterà al sicuro da eventi spiacevoli.

E’ vero che se il piombo incaglia è necessario che il carico di rottura del filo che sostiene il piombo sia nettamente inferiore a quello della lenza madre, per far si che si rompa per primo.

Ma oltre al carico di rottura c’è da considerare anche la resistenza meccanica del filo rispetto a taglio e abrasione.

Ovvio che un filo sottile, se da una parte rompe prima, proteggendo il complesso pescante , è anche vero che si taglia molto in fretta.

Una porzione di filo più robusta previene il taglio e l’usura

Quindi un filo di connessione buono e robusto, male non fa. Uno 0,40, ad esempio, consente di forzare e molto spesso riuscire a svincolare il piombo dall’incaglio, senza danni, pur cedendo in caso di necessità.

Un ulteriore soluzione migliorativa è quella di connettere il piombo al nylon, interponendo uno spezzone di dacron da 100 lb o un cordino robusto.

Questo espediente farà si che sarà il cordino ad aver a che fare con gli scogli senza incorrere in tagli e rotture.

Lo spessore maggiore dell’ultimo pezzo della connessione non avrà un attrito apprezzabile e non influirà sull’affondamento, ma rimarrà indenne al confronto con scogli che tagliano come lamette.

L’ultima astuzia è quella di non distrarsi e tenere sempre sotto controllo scandaglio, velocità e cimino della canna.  In curva il piombo rallenta e scende verso il fondo e si può arroccare con facilità, così come bisogna imparare a capire il tempo che intercorre (e quindi lo spazio), tra un possibile incaglio che vediamo sullo scandaglio e il momento in cui il piombo vi passerà sopra.

In ogni caso la prudenza consiglia di recuperare e salire di qualche metro.

I dentici sono sempre in agguato e un minimo scatto dell’esca li fa scatenare

Anche accelerare un po’, può aiutare a far alzare il piombo da possibili incagli e un guizzo dell’esca, in prossimità di un salto di roccia o di una asperità, a  volte regala ottime sorprese.

Umberto Simonelli

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