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Sei punti per l’inverno …

di Umberto Simonelli

Ci siamo, il giro di boa è quasi compiuto e per molti, i primi freddi decretano la fine delle attività nautiche.

E’arrivato il momento di rimboccare le coperte alle nostre barche e consegnarle al giusto riposo, ma con alcune attenzioni molto importanti.

Prenderemo in considerazione in questo articolo i motori fuoribordo prendendo in esame gli aspetti più importanti della procedura di invernaggio, che è possibile anche svolgere da soli.

Meglio prevenire

I motori marini, fuoribordo in testa, sono realizzati con metodi e materiali adatti al mare; ma inevitabilmente il salino, con il tempo, riesce sempre a avere la meglio su ogni precauzione generando ossido e corrosione.

E il periodo di fermo invernale è sicuramente un momento molto delicato ed è indispensabile, per mantenere al massimo l’efficienza del nostro propulsore, rimessarlo correttamente, eseguendo controlli e lavorazioni inerenti i punti più soggetti ad usura.

Un motore ben pulito e protetto è garanzia di durata

 

Puliti è bello

La prima cosa da fare, che non va assolutamente trascurata, è un buon lavaggio del motore.

Con un buon sgrassatore, anche il famoso Chanteclair può andare benissimo, rimuoveremo, a fondo,  sporco e grasso sia esternamente che sul gruppo termico.

Ebbene si è importante che grasso e depositi salini vengano eliminati con un buon lavaggio a fondo, magari con l’ausilio di un pennello a pipa per raggiungere i posti più difficili.

Dovremo risciacquare con acqua, facendo attenzione a carburatori e aspirazione aria e poi far asciugare.

A motore perfettamente asciutto spruzzeremo un’abbondante velo di CRC Long Life e saremo a posto

Il CRC è di gran lunga uno dei migliori prodotti per uso nautico presente sul mercato

 

Desalinizzare

Quasi tutti i motori sono dotati di una presa specifica per il lavaggio delle camere interne preposte alla circolazione dell’acqua di raffreddamento, a cui applicare con un comunissimo raccordo da giardino una manichetta.

Questa operazione ha la prerogativa di essere svolta a motore spento e contro flusso, ovvero l’acqua effettuerà il percorso al contrario, rispetto al normale funzionamento, in modo da rimuovere tutti i depositi di sale e calcare che si sono formati.

Se non esistesse, potremo rimediare facendolo girare con acqua dolce con delle cuffie o in un bidone di adeguate dimensioni.

Una precauzione che è fondamentale, perché il sale continua la sua corrosione, soprattutto elettrolitica sempre, e i danni a lungo andare possono essere molto gravi.

 

L’alimentazione è alla base

Come per noi umani, anche per i motori una “buona alimentazione” è fondamentale; e ovviamente ci riferiamo ai circuiti benzina.

Prima di mettere a secco la barca far girare il motore con specifici additivi aggiunti al carburante previene molti problemi derivanti dalla sua ossidazione e dal suo invecchiamento.

 

Gli stabilizzatori sono additivi specifici per i motori in rimessaggio

Così facendo si attua un processo di protezione di tutti i componenti oltre a stabilizzare gli eventuali residui di carburante che rimarranno nel motore insieme a quello presente nel serbatoio, se fisso in barca.

 

L’olio del piede

Un altro punto nevralgico è l’invertitore, ovvero quel gruppo ingranaggi contenuti nel piede del fuoribordo.

La loro lubrificazione avviene in bagno d’olio ed è proprio lui che dovremmo verificare e controllare, perché a lungo andare con l’uso o anche a causa di urti, sul mozzo dell’elica possono verificarsi delle vie d’acqua.

Ecco dell’olio emulsionato, appena estratto da un piede che ha perso la tenuta. Il colore bianco è il segnale dell’emulsione. Bisogna intervenire sostituendo le tenute usurate

Se questo accade durante l’uso acqua e olio si emulsionano e non succede nulla, a patto che il fenomeno sia contenuto; con il fermo però l’acqua salina, può ossidare le parti metalliche con conseguenze molto gravi.

E’ bene controllare e se necessario intervenire con la massima tempestività.

 

L’elica

Il mozzo dell’elica deve essere sempre ben ingrassato 

 

Smontare l’elica è una manutenzione importante perché, oltre a verificare che non sia bloccata sull’asse e procedere poi ad una eccellente lubrificazione, si può verificare che sul mozzo non si sia avvolta della lenza presa in acqua.

Il filo non solo si arrotola, ma tende ad entrare sotto l’elica rovinando il paraolio

 

E’ un fatto pericolosissimo per l’integrità del paraolio, che capita più spesso di quanto si pensi, malgrado su molti siano installati a protezione dei sistemi taglia lenza.

Rotazione

 I punti caldi di ogni motore sono il canotto del ribaltamento e quello sul quale il motore ruota.

Essendo punti sempre bagnati la formazione di ossido interno è molto comune con la conseguenza della tendenza a bloccarsi.

Una manutenzione scadente complice il fermo invernale può rendere difficile o addirittura bloccare il ribaltamento del motore

 

Durante il fermo invernale il formarsi di ossido può continuare ed essere fatale; allora il consiglio è quello di procedere con un ingrassaggio accurato tramite gli appositi ingrassatori a pressione.

Questa manovra effettuata ad ogni rimessaggio preverrà il blocco della rotazione

 

Ingrassare i punti di rotazione è un’operazione da fare frequentemente

Concludendo

I motori si guastano più da fermi che per l’uso continuo; uno stop prolungato senza le dovute precauzioni può portare un sacco di problemi …

E un invernaggio accurato è la soluzione migliore !

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