Leaderboard Raymarine

I Piu' Visti

Slow Pitch il colore degli artificiali, come sceglierli

corrazziere slow pitch

Il colore degli artificiali 

di Marco Rasicci

Quando si usano le esche artificiali in genere, quasi mai la scelta dei colori è affidata al caso e anche nello slow pitch il concetto non cambia. Sarà soprattutto l’esperienza a fornirci le linee guida migliori; e bisognerà annotare con cura quel che succede, per capire quali cromie abbiano maggiori potenzialità, in funzione del momento, della profondità, della velatura dell’acqua, fino alla presenza di pesce foraggio e alle prede che vorremo insidiare.

esche da slow pitch

E’ bene disporre sempre di una buona scelta di artificiali, di forme e colorazioni diverse

Le livree naturali sono quelle generalmente più utilizzate in quanto, secondo l’immaginario collettivo, sono imitative della maggior parte dei pesci foraggio presenti nei nostri spot. Mai escludere però, a priori, varianti con colori che non hanno nulla a vedere con le cromie della natura.

 

Pertanto, nella nostra cassetta non mancheranno mai ferri anche dai colori sgargianti e apparentemente improbabili, perché a volte sono proprio questi a sovvertire le sorti di una giornata di pesca in cui il mare sembrava privo dei suoi abitanti.

Le livree naturali imitano i pesci veri, oltre che per i colori, anche per l’effetto squama e per i bagliori che la “blatta” riproduce, sfarfallando in discesa come un pesce ferito o in difficolta. Ed è proprio la sinergia tra colori e movimento che scatena il predatore all’attacco dell’esca, tanto per motivi legati alla territorialità che per motivi alimentari. L’uso delle colorazioni naturali è consigliato sui fondali fino agli 80-90 metri. Oltre, le precarie condizioni di luce richiedono soluzioni cromatiche diverse.

 

artificiali slow pitch

Livree zebrate: ideali per insidiare pesci profondi

Le livree zebrate ad esempio, sono una variante classica, nate negli anni 90, in uso per il Vertical Jigging e subito adottate dallo slow pitch. La colorazione alterna verniciature sgargianti a strisce di vernice Glow, capace di immagazzinare luce e dare un effetto fosforescente. Il loro uso specifico è consigliato solitamente su fondali profondi, ma in quelle giornate dove il “cappotto” è in agguato, possono essere risolutive anche su fondali medio bassi, quando i pesci hanno bisogno di uno stimolo in più.

Pertanto, quando affrontiamo una battuta di pesca, non dobbiamo mai dare nulla per scontato. La bag deve essere ben fornita perché possiamo avere ottimi risultati sia con colori naturali che con colori e forme di “fantasia”…;  infatti la parola d’ordine sarà sempre  “sovvertire le regole”! Nella pesca, e in quella verticale ancor di più, nulla è scontato e sollecitare il pesce a reagire è la mission vincente.

esche da slow pitch

Un corazziere non ha resistito ad un “ferro” zebrato

Concludiamo con un ultimo consiglio: quando vediamo sullo strumento marcature importanti e facciamo scendere le nostre “blatte”, ma i pesci non hanno nessuna voglia di aggredire l’esca, dovremo effettuare un cambio di strategia. Oltre a passare ad esche dai colori più “provocanti”, dovremo cambiare il ritmo, passando dal tipico “slow pitch” a movimenti frenetici e irregolari, per stimolare l’istinto di territorialità del pesce.

arrow