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Surf casting: La mormora, l’icona della pesca dalla spiaggia.

Mormora

 

Di Dario Limone

La mormora, primo amore del pescatore italico dalla spiaggia. Questo striato pesce e’ tra gli sparidi più ricercati dai pescatori sportivi.

Lo si può insidiare tutto l’anno, anche se la frequenza delle catture è maggiore in primavera inoltrata. Vediamo insieme quali sono le nozioni fondamentali per cimentarci con successo nella sua pesca

Dove…

mormora

La mormora predilige il fondo sabbioso con acqua non molto profonda, ma non disdegna aree miste a roccia.

E’ leggermente eurialina, per tale motivo la foce dei fiumi potrebbe essere uno spot alternativo per la sua cattura.

Si nutre di anellidi, di molluschi e di crostacei, che trova grufolando nella sabbia col suo muso allungato.

Gli esemplari di piccola taglia sono gregari, mentre gli adulti di taglia tendono ad essere solitari od a vivere con altri pochi simili.

Un pesce … particolare

Mormora

Un grosso esemplare di mormora catturata in una “fresca” notte primaverile

Possiamo dire, che e’ un pesce stanziale, essendo presente lungo le nostre coste tutto l’anno. Le catture XXL si effettuano proprio in questo periodo, quando gli esemplari più belli si spingono nel sotto riva; probabilmente i pesci più grandi resistono meglio agli sbalzi termici e si mettono in pascolo sul bassissimo fondale.

Il mese di riproduzione è l’estate. Generalmente gli individui della famiglia nascono maschi, per poi divenire femmine, anche se una minoranza nasce direttamente femmina.

Negli ultimi anni le mormore, che avevano come predatore naturale principalmente la spigola, devono guardarsi da un predone più temibile ed invasivo: il pesce serra.

Spesso capita, durante il recupero, di avere un attacco del serra e lo spettacolo che ne consegue è raccapricciante; recuperiamo solo mezzo pesce agonizzante. La mormora a tavola, non è seconda a nessun altro pesce.

Condizioni da mormora

mormora

Mare calmo o poco mosso sono le condizioni ideali. Ma non sono mancate catture abbondanti anche nelle calde mareggiate di primavera

E’ doveroso fare una premessa, la mormora si nutre di micro-organismi presenti al di sotto del substrato del fondo. Infatti d’estate, durante il bagno in mare, se con i piedi alziamo un po’ di sabbia, i primi pesci ad accorrere saranno le mormore.

Questo comportamento, non dimentichiamolo, farà la differenza per adeguare precise azioni di pesca per incrementare il carniere.

Calma piatta

mormora

 

Col mare calmo non abbiamo sabbia che si alza, per tale motivo, la mormora per nutrirsi dovrà grufolare scavando con il muso.

In assenza di corrente gli spot migliori sono le buche sul fondo perché c’è una migliore esposizione dei nutrienti e c’è un accumulo di sostanze trasportate dalla corrente, alghe comprese, che fanno da habitat a tanti microrganismi tra cui anellidi, crostacei e molluschi che, come dicevamo prima, sono la dieta standard di questi pesci.

Quando il mare si muove

mormora

 

Vanno sempre ricercate le fosse ed i canaloni, come abbiamo descritto prima. L’azione di scavo sulla battigia, anche se lieve, porta il branco delle mormore ad accostarsi al sotto riva, per nutrirsi delle sostanze organiche esposte.

Nelle onde

Ai margini esterni della potente azione di scavo dell’onda e grazie alla corrente secondaria, possiamo trovare le mormore a banchettare. Se il mare è molto mosso, potremmo incappare in esemplari XXL, anche oltre il chilogrammo di peso.

Travi e terminali

Generalmente, il garista usa travi lunghi tra 1,80 mt e 2,50 mt a tre snodi, con terminali a bandiera lunghi tra i 50 cm e gli 80 cm. I travi variano da un diametro che va dallo 0,25 allo 0,50, mentre i terminali vanno dallo 0,12 allo 0,20.  

Gli ami saranno ad occhiello, perché’ danneggiano di meno l’anellide al passaggio dall’ago. I modelli a gambo lungo o medio sono da preferire.

Un altro sistema efficace è quello di usare un mini-trave in acciaio, su cui è inserito uno snodo. A quest’utile minuteria si può legare un unico terminale lungo tra gli 80 cm fino ai 5 mt, che può supportare da 1 a 3 ami; in realtà’ è una ” linea longa “.

Bocconi da mormoramormora

L’Arenicola è l’esca di elezione per la mormora

 

La piu’ gradita tra gli anellidi è l’arenicola; seguono l’americano ed il muriddu. Col freddo un’altra esca gradita, ad alto contenuto proteico, è il bibi.

Tra i bivalvi, un succulento cannolicchio, avvolto sapientemente col filo di lycra e’ la scelta giusta. I piccoli e teneri granchietti di sabbia, quando tutto manca, vanno bene; specie per gli esemplari più grossi. Tra le esche alternative e non comuni citiamo la polpa di gambero, il bianchetto e la polpa di sarda

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