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Surf casting: un trancio per il serra, tutti i segreti…

di Dario Limone

 

La pesca al pesce serra è diventata una vera e propria branca a sé del surfcasting.

E sono sempre di più gli appassionati alle prime armi che si appassionano alla sua pesca, ecco quindi un articolo dedicato proprio a loro.

Questo predone, inizialmente insidiato quasi esclusivamente con il vivo, gradisce in egual misura, e a volte anche di più, i tranci di pesce.

Vediamo insieme quali sono gli accorgimenti di base, e non solo, per realizzare un trancio perfetto e come proporlo.

REALIZZIAMO IL  TERMINALE

 

Molte sono le soluzioni che portano ad un buon terminale da serra. Tutte devono avere  in comune una grande affidabilità  per garantire ferrate sicure e resistenti ai temibili denti . Nella foto alcuni realizzati dall’autore

La realizzazione del terminale per il pesce serra, deve necessariamente prevedere una parte in nylon/fluorocarbon e l’altra in cavetto d’acciaio.

La lunghezza totale del bracciolo sarà di circa 1,20 mt/1,50 mt, di cui gli ultimi 40 cm dovranno essere tassativamente in cavetto d’acciaio.

La variabilità della lunghezza è determinata dalla presenza di correnti, dal moto ondoso e dalla profondità dei fondali in cui pescheremo. 

Tutte variabili che possono concorrere ad ingarbugliare un terminale non correttamente realizzato .

Con mare mosso/poco mosso, profondità medio-bassa e corrente sostenuta useremo ovviamente un lenza più corta.

Il diametro della parte in nylon deve oscillare tra lo 0,35mm e lo 0,50mm.

Il cavetto d’acciaio dovrà avere un carico di rottura di circa 30 lb. Anche se gli esemplari più grossi, non di rado riescono a tranciarlo ugualmente.

Il nodo migliore per legare nylon e cavetto è l’Albright special, molto usato dai surfisti per unire lenza madre e shock leader.

Gli ami saranno beack, con l’occhiello storto. L’amo scorrevole sul cavetto, è trattenuto  da una legatura fatta con un elastico chiuso con nodo uni.

L’amo all’estremità, se è un modello ad artiglio d’acquila verrà bloccato in modo da non basculare, generalmente si usa un rivetto; se è un circle invece, dovremo alloggiarlo in una comoda asola, per farlo ruotare e quindi assolvere al suo compito di ferrare il labbro del pesce.

IL CARRIER

Un terminale per serra da “due cifre”, con ami circle montati su un carrier in acciaio inossidabile

Questa parola tradotta significa “ trasportatore “, al quale si aggiungono gli ami.

Il carrier è uno spezzone di acciaio, sagomato per ospitare ami e girelle.

Ci da l’opportunità di usare 1 o 2 ami, senza dover rifare il terminale.

Generalmente dopo l’attacco del serra il cavetto si deforma e dobbiamo usarne un altro; tutto questo col carrier non avviene.

Il carrier non è deformabile dai denti del pesce, possiamo sostituirlo rapidamente con tranci già pre-montati e variare il numero di ami su di esso, senza difficoltà.

Tutto questo, si traduce in un risparmio di tempo e di costi, oltre a offrirci maggiori garanzie per avere ragione del pesce.

LA REALIZZAZIONE DEL TRANCIO

Il trancio, per disperdere meglio il suo aroma, deve essere montato con la polpa all’esterno.

Il più delle volte, per evitare, che si adagi sul fondo, e diventare cibo per le pulci di mare, viene flotterato; in tal caso si usano pezzi di polistirolo, ricavabili  dai contenitori dell’esca o disponibili in commercio , che disporremo all’interno del salsicciotto e che lo renderanno flottante, ovvero neutro e quindi libero di muoversi in corrente.

Un flotter opportunamente dimensionato garantirà grande mobilità al boccone

Se la polpa è molto abbondante e non ci consente un arrotolamento ottimale del trancio, possiamo eliminare l’eccesso con le forbici, in tal modo miglioriamo la presentazione dell’esca.

Tutto il complesso sarà contenuto e fermato con dei giri di filo di lycra che conosciamo tutti come filo  elastico.

DOVE LANCIARE

Crepuscolo in una mite serata invernale con buona onda di scaduta: il momento dei serra… sul trancio!

I momenti migliori per pescare sono durante le variazioni di luce, alba e tramonto, ma anche la notte “porta consiglio” …..

In una condizione di alta visibilità, conviene indirizzare ii lanci, dove pascola il pesce foraggio, come cefali, aguglie, sauri, etc. 

Di notte invece, meglio lavorare sulla corta distanza a ridosso del gradino di risacca.

La foce, hot spot per eccellenza per i serra, ci offre ottime opportunità, soprattutto durante il variare della marea, grazie ad una presenza quasi certa di questi predatori e soprattutto delle loro prede naturali.

Il cefalo è il pesce d’elezione per la realizzazione del trancio; ma possono andare bene lo sgombro e addirittura la spigola

COME LIMITARE LE ABBOCCATE  A  VUOTO

La punta degli ami deve essere molto acuminata e deve uscire bene al di fuori del trancio.

La consistenza del trancio non deve essere durissima, ma avere quella morbidezza giusta, che risulterà fondamentale quando il serra affonderà i denti.

Frizioni ben serrate, e fili non eccessivamente sottili in bobina, aiuteranno la penetrazione degli ami stessi.

        L’autore con questo video tutor ci illustra la tecnica di realizzazione del trancio

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