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Surf : Esche in viaggio, ovvero come conservarle al meglio …

 

Di Dario Limone

Conservazione e trasporto delle esche, sono fattori congiunti che condizionano il successo della battuta di pesca.

Innescare un boccone improponibile per qualità può inesorabilmente allontanarci dalla bramata preda: un’ arenicola spezzata o in salamoia non è nemmeno da considerare, come magari dei bibi putriscenti.

Sicuramente ci sono pescatori che hanno storie da raccontare di pesci enormi presi con esche in condizioni pietose, ma l’eccezione… rimane tale.

Vediamo insieme, come in un piccolo vademecum, quali sono le accortezze da adottare per mantenere in buone condizioni le nostre esche più delicate e … costose, in un periodo così complicato come quello estivo.

ARENICOLA
arenicola

L’arenicola è generalmente contenuta in uno scatolino di polistirolo, che ha lo scopo di evitare gli sbalzi termici.

La sabbia dove si sotterra l’anellide, deve essere ben bagnata, ma non deve esserci esuberanza di acqua al di sopra di essa.

Nel trasporto gli scatolini delle esche ricevono sollecitazioni in tutti i sensi e se c’è tanta acqua, questa diseppellirà l’anellide, inducendone la rottura e la morte.

La sua temperatura ideale per la conservazione è di 12°C. E se in inverno anche nella nostra cantina ci saranno le condizioni ideali, in estate, è bene metterla in un frigo portatile con del ghiaccio sintetico che andremo a sostituire ogni 12 ore circa.

Tale soluzione ci agevolerà anche nel trasporto e nel mantenimento durante la pescata ed il viaggio.

AMERICANO, BIBI & CO
Americano e bibi

Americano, bibi, coreano e muriddu, sono esche che si conservano bene in frigo, a temperatura verdure, ossia 5/7°.

Importante è mantenere un tasso di umidità notevole nelle confezioni. Spesso basta spruzzare con un erogatore un po’ di acqua dolce per ripristinare il giusto livello.

Non si usa acqua di mare, perché l’acqua che evapora o si asciuga dalle confezioni lascia la salinità nel terriccio o nella spugnetta.

In particolare, per rinvigorire il bibi e l’americano, quando si è in spiaggia, basterà invece immergerli in un secchio pieno d’acqua, e lasciarli fino a fine battuta.

QUALCHE DRITTA…
Spigola
Un americano in condizioni eccellenti ha ingannato una bella spigola. Si noti la turgidità dell’esca anche a fine recupero dopo la mangiata del serranide

Esistono in commercio molte tipologie di frigo portatili rigidi e di borse frigo morbide, ma attenzione alla bontà del loro isolamento interno.

Un consiglio è quello di rivestire gli interni aggiungendo quelle buste isolanti nate per il trasporto dei congelati, dal supermercato a casa.

Non mettete mai a contatto diretto le esche con i panetti di ghiaccio, ma interponete sempre della carta o degli stracci.

Quando il trasferimento è lungo, per aumentarne il potere refrigerante, potete congelare delle bottiglie d’acqua , avendo cura di tenerle nel freezer per almeno 5 giorni.

Il tempo di scongelamento è direttamente proporzionale a quello di congelamento.

Evitate l’esposizione diretta delle esche al sole.

Richiudete sempre le scatoline di polistirolo di contenimento

IN ULTIMO

Anche se non è in perfetto tema con l’argomento non ci possiamo esimere dal ricordare a tutti gli appassionati di lasciare pulite le postazioni di pesca. Oltre alla cura delle esche quella del mare è importantissima.

 

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