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Surf : il Re dell’onda …. i terminali per il sarago

Asso Fishing Fili per la Pesca Sportiva
di Dario Limone

Il sarago, in tutte le tecniche di pesca, rappresenta una preda di prestigio, e nel surf forse lo è ancor di più.

Infatti possiamo insidiare con successo questo sparide, con mare mosso , anche dalla spiaggia, perché si sposta dalle secche poco distanti dalla costa per partecipare ad un banchetto a basso costo.

Cosa che accade grazie al rimescolamento del fondo generato dalle onde e che espone tutte le sostanze organiche ( anellidi, bivalvi, crostacei, etc.) di cui va ghiotto

Però e’ possibile insidiare i saraghi anche con mare poco mosso o calmo all’interno di piccole baie incastonate tra le rocce.

In questo caso è fondamentale individuare delle chiazze di sabbia sul fondo, che si aprono tra rocce e posidonia, dove lanciare , per evitare  che il terminale si incagli, con molta probabilità.

 

 

Parliamo di terminali

Il classico calamento nel surf casting per insidiare il sarago a mare mosso è il “ pater noster “.

Si tratta di un trave, realizzato con due snodi posti a 50 cm l’uno dall’altro e quello inferiore dista 5 cm dal piombo.

I terminali sono lunghi circa 20 cm, con un diametro dallo 0,25 in poi equipaggiati di ami  del tipo beak   (  a becco d’aquila) dal n°8 al n°4.

 

Generalmente in questa condizione di mare il sarago nuota, alla ricerca del cibo, a ridosso della battigia, dove c’è tanta schiuma.

La scelta dell’amo di tipo beak è dovuta  grazie alla particolare capacità di penetrazione che consente di allamare rapidamente il pesce.

Infatti nell’estrema turbolenza il sarago, quando vede l’esca l’aggredisce subito, perché sa che non ha un’altra possibilità di ritrovarla, in quanto l’eccessiva corrente la porterebbe via.

Se si usano anellidi come esca, sono sempre da preferire gli ami con attacco a occhiello, perché rendono più facile lo scorrimento dell’esca sulla lenza, con il vantaggio preservarne l’integrità.

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Un altro calamento storico, ma sempre valido è lo short rovesciato.

Questo trave porta un solo snodo, che dista 1m dal piombo con un finale lungo 80 cm.

Lo short trova indicazione nella fase di scaduta della mareggiata, quando il moto ondoso assume una maggiore regolarità.

Un’altra condizione di utilizzo è quella di mare poco mosso o calmo e in questo caso possiamo allungare i finale fino ai 2m.

Il terzo calamento ideali per i saraghi con “la laurea”,  è il “ long arm “.

Realizzato con un solo snodo, che può essere inserito sul trave, da pochi cm al di sopra del piombo fino ai 50 cm e più ed è ideale in condizioni di mare calmo.

Si possono usare terminali lunghi anche  2m e più.

 

Infatti per rendere il movimento delle esche naturale, soprattutto in acque calme,  dobbiamo evitare di trattenerle eccessivamente con terminali troppo corti, perché in questa condizione di “tranquillità , il pesce ha tutto il tempo per analizzare l’esca.

Un’attenzione indispensabile quando si usa questo complesso pescante , soprattutto su fondal misto, è quello di effettuare recuperi veloci dopo lo strike.

Un’azione repentina impedisce al pesce di reagire al vincolo intanandosi.

Il calamento del tipo long può essere armato nella sua parte finale con due ami ottenendo quella che viene denominata “ forcina “o “ vipera “; questa soluzione ci consente di poter pescare contemporaneamente con due esche differenti.

 

Una opportunità ideale per verificare il gradimento delle esche.

 

Assetto di pesca

Generalmente la pesca del sarago non richiede lanci lunghi, per cui il nostro assetto in pesca deve mirare più alla robustezza dell’insieme che alle performance .

Gli attrezzi consigliati sono canne ad azione parabolica progressiva con range tra i 150 gr ed i 250 gr per condizione di mare mosso e con range tra gli 80 gr ed i 120 gr per mare poco mosso.

Arriveremo anche a range tra i 30 gr e gli 80 gr  con il mare calmo.

Per il mulinello andrà benissimo un modello tra 7.000 e 10.000, caricato con dello 0,25.

Lo shock leader consigliato è tra lo di 0,50 e lo 0,60 e la sua  lunghezza, se la turbolenza è tanta con onda di risacca lunga, sarà bene realizzarlo di una lunghezza almeno 15 m.

Con questo assetto, nel recupero di una preda importante, la lenza madre non lavorerà sulla battigia, ma sarà lo shock leader a farsene carico.

Se si valuta la possibilità di poter catturare pesci  extra large è più opportuno usare lenza madre diretta del diametro dello 0,40, senza interporre lo shock leader.

In ultimo è importante suggerire la realizzazione dei finali in fluorocarbon.

Le sue indiscusse qualità meccaniche riducono il rischio di ingarbugliamenti mentre aumentano la resistenza alle abrasioni.

Il diametro dei terminali dovrà essere un ottimo compromesso, raggiunto dopo qualche prova,  tra leggerezza e robustezza tanto garantire  correttamente la permanenza in pesca e escludere la possibilità di garbugli .

 

 

Le esche consigliate, per il “re dell’onda” sono i bivalvi, gli anellidi, la striscetta di calamaro e il filettino di sarda.

Le esche morbide debbono essere compattate  con qualche giro di leggero filo di lycra.

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