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Tonni a drifting, terminali lunghi o corti? ?

terminale drifting

Insidiando il tonno in drifting, è consigliabile usare la montatura classica, con doppiatura, bimini e terminal in fluorcarbon connesso da un moschettone con girella o piuttosto usare terminali lunghi, in nylon o in fluorcarbon, montando ami con girella?

Da molto tempo abbiamo privilegiato l’uso di terminali lunghi e morbidi, eliminando definitivamente la doppiatura e il terminale classico con girella e moschettone, spesso scatenando le critiche di altri pescatori. Per l’esperienza sul campo e per quella di altri amici con i quali condividiamo le informazioni, non posso certificare la supremazia di una soluzione rispetto ad un’altra.  Sebbene, nel tempo, l’ago della bilancia tenda a favore della morbidezza e dell’assetto naturale dell’esca in corrente. Piuttosto, quello che reputiamo il vero valore aggiunto di una montatura lunga connessa alla madre con il dacron con la logica del wind-on è, soprattutto, la presenza di un solo nodo, quello sull’amo e la possibilità di riavvolgere tutta la lenza nel mulinello; comodo in combattimento e nel trasporto delle canne. Oltretutto, l’uso di una connessione dritta e di ami circle consente di adoperare terminali più sottili; e la sezione contenuta del terminale fa veramente la differenza, garantendo all’innesco una presentazione più naturale.  In caso di cambio del terminale, il lavoro è apparentemente più complesso ma, in anni, solo una volta, e per una disattenzione, ho avuto bisogno di sostituire il terminale. Consiglio la scelta del nylon soprattutto se dicroico. Ottimo e durevole il New Kuro della Yamashita, che, al contrario del fluorcarbon, non si opacizza anche dopo ore di immersione ad alte profondità.

Umberto Simonelli

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