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Terminali da calamari … considerazioni tecniche

a cura della Redazione

Quando si realizza un terminale, soprattutto se caratterizzato da una geometria articolata, con snodi, bracciolli destinati a essere sottoposti a trazioni e torsioni, la qualità del filo è determinante.

Non parliamo solo di resistenza lineare alla trazione, ma parliamo di un complesso di caratterisiche meccaniche che lo possono rendere  più idoneo all’uso richiesto.

In particolare, visto il periodo e la nostra passione per la traina ai calamari,  ci riferiamo alle montature dedicate a questa disciplina.

Usando spesso montature complesse a più pesciolini è necessario avere travi lunghi con molti braccioli e relativi snodi.

E’ vero che gli snodi debbono essere congegnati per offrire il minimo attrito, ma è anche vero che le torsioni che possono generarsi  sul filo, quando il complesso è in trazione non è detto che riescano a scaricarsi.

 

 

Infatti il filo se troppo sottile o troppo morbido accumula le torsioni senza trasmetterle sugli snodi, scaricandole.

Gli snodi che meccanicamente offrono meno attrito, sono quelli realizzati con le tecnosfere e le perline di vetro  o anche  con le microgirelle bloccate tra due perline in vetro.

 

 

Le perline debbono essere di massima qualità perchè la sfericità è importante, ma anche le microsfere non debbono presentare imperfezioni di finitura.

Così come le girelle migliori sono quelle più piccole, magari ad elevato carico e quelle a trenino.

Le girelle piccole hanno superfici di contatto tra anelli e barilotto, molto contenute e di conseguenza gli attriti risultano ridotti.

 

Ma il tutto deve essere completato da filati di qualità.

L’uso di fluorcarbon di buona fattura,  riesce a scaricare meglio, grazie  ad una maggiore rigidità  rispetto al nylon, soprattutto assiale.

Nelle montature per i calamari, che si usano soprattutto di notte al buio, evitare garbugli è fondamentale ed anche la maggiore resistenza all’abrasione del fluor carbon può esserci di aiuto, soprattutto in caso di arroccamento.

L’incaglio in traina al calamaro è tutt’altro che una evenienza rara e contare su un buon filo può fare la differenza.