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Traina con artificiali: la filosa

di Umberto Simonelli

 

La traina costiera con gli artificiali è una tecnica fantastica con la quale è possibile insidiare molti predatori stanziali e pelagici che frequentano le acque prospicienti la costa.

Oltretutto è una disciplina relativamente semplice dal punto di vista tecnico, perchè con una canna, un mulinello ed una manciata di artificiali ci si può divertire davvero molto  oltre a portare a casa un bel pesce per la cena.

Per rendere più adescanti gli artificiali che traineremo  si possono usare tante piccole astuzie.

 

Una filosa realizzata con un mitico testa rossa e tre raglout: affondato di qualche metro è ideale per le palamite

 

Sostanzialmente sono tutti metodi studiati come “attrattori”; sistemi per attirare l’attenzione dei pesci e stimolare la loro attività predatoria.

Infatti questi ultimi sono allertati da vibrazioni e segnali visivi che simulino la presenza di pesce foraggio

Tra le tante soluzioni una che ci piace davvero molto è la filosa.

Di fatto imita un branchetto di pesci in fuga,  mettendo in allerta i predoni .

 

Scappa … scappa!

La capacità attrattiva della filosa si esalta quando si applica  in coda un pesciolino inseguitore.

In pratica mettiamo in scena una perfetta simulazione di un’azione di caccia, dove il minnow “reciterà” la parte del predatore e la “filosa” quella dei pesciolini predati.

 

Lo sgombro insegue le sue prede che scappano : ecco l’inganno perfetto

 

La filosa è uno strumento  che non può mancare nel corredo di un buon trainista, soprattutto perchè la sua costruzione è decisamente semplice e può essere realizzata in molte versioni.

 

 

Se ne possono preparare diverse, utilizzando esche di varia tipologia, dai piccoli siliconici, ai raglout fino ai piccoli polipetti in  vinile; anche le piume possono essere adatte allo scopo, ma possiamo sfruttare, per una versione ultra light anche i sabiki.

 

Le esche piccole a volte sono molto catturanti e convincono anche pesci importanti

 

La costruzione

A seconda delle esche artificiali in uso sceglieremo le sezioni di filo adeguate, ma il consiglio è di partire da uno 0,25 per le versioni più leggere per arrivare anche ad uno 0,50 per quelle più robuste.

In considerazione sia della grandezza delle prede possibili ed anche dell’opportunità di effettuare catture multiple.

 

 

Un ruolo importante lo rivestono gli ami, che dovranno essere tutti a gambo lungo, ben proporzionati alle esche che vanno ad armare e centrati rispetto all’esca

 

 

Il nodo dei braccioli

La realizzazione è intuitiva, ma quello che lo è meno è l’applicazione dei braccioli al trave che deve essere realizzata con un nodo specifico.

Oltre che garantire la tenuta il nodo deve far divergere il più possibile il bracciolo per far lavorare al meglio l’esca.

 

 

 

Nella spaziatura tra un bracciolo ed un altro è importante lasciare una giusta distanza che impedisca che le estremità si tocchino

L’uso

La filosa è fortemente attrattiva in ogni assetto di traina, tanto in superficie quanto affondata.

Può essere realizzata anche piombando internamente i singoli pesciolini , per farla navigare sotto il pelo dell’acqua o favorirne l’affondamento.

 

I piccoli squid in vinilico sono ideali per essere resi affondanti: un piombo forato a sfera da pochi grammi risolve il problema

A seconda delle dimensioni le velocità di traina possono variare dai 2, 5 nodi ai 6 ed oltre.

 

 

 

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