Leaderboard Alutecnos

I Piu' Visti

Leaderboard Raymarine

Traina con il vivo: tutto ciò che fa la differenza….. facciamo il punto

apertura 5



Di Domenico Craveli



Questo articolo è dedicato a coloro che si deprimono per la scarsità di risultati e che pensano che mai potranno riuscire a pescare come quelli bravi.

In fin dei conti, questo è un pezzo profondamente didattico, ma anche un po’ provocatorio, una pulce nell’orecchio che deve indurci a fare le giuste considerazioni.

Perché, c’è poco da fare: chi cattura mediamente di più, a prescindere dal numero di uscite, evidentemente una marcia in più ce l’ha! Vediamo insieme di capire cosa succede.

traina con il vivo

I risultati passano spesso per strade meno complesse di quello che potrebbe sembrare. Chi prende più pesci adotta schemi semplici e lineari, senza eccedere nelle sofisticazioni che servono a poco.

Storie di un giorno ordinario


Una giornata come tante, nel nostro mare: tantissime barche, forse troppe, una miriade di trainisti che portano a spasso, tutti nello stesso modo, spesso con le stesse attrezzature, le stesse esche.

Poi arriva il fortunato di turno e, nello stupore di tutti, in mezzo a tutti, dopo pochi minuti ha già il pesce in canna, spesso un pesce grosso. Se questo capita una volta tanto, l’evento si mette a carico del fattore “C”; ma se la cosa avviene sistematicamente, i dubbi che quel pescatore possa fare qualcosa di “magico” incominciano a prendere forma.

E poco servirà chiedere a lui, perché quasi sicuramente ci racconterà quel che già sappiamo…. Sincero? Bugiardo? … Magari ci sta dicendo sul serio la verità? Ed allora dov’è la differenza?


Pensiero fisso

traina con il vivo, dentice

Esistono prede che, in alcuni periodi dell’anno, sono facili da catturare, come i dentici, usando come esche le seppie o i calamari, facendoci illudere sulle nostre reali capacità piscatorie.


Uno degli errori più comuni, è quello di attribuire alla qualità delle attrezzature l’esito di una pescata.

Canna e mulinello sono fondamentali in situazioni al limite, ma nella quasi totalità delle circostanze anche una lenza a mano basterebbe. Ed allora, quale è il primo fattore ad incidere sulla riuscita della pescata?

Nella traina è fondamentale la conoscenza dello spot e, soprattutto, avere il coraggio di non passare proprio sulle rocce, ma gestire passaggi radenti ad esse, specialmente per i dentici (cernie brune a parte naturalmente).

Uno degli sbagli che facciamo, infatti, è quello di reiterare le rotte di traina passando sulla sommità delle scogliere sommerse, quando sarebbe più opportuno dedicare maggiore tempo a trainare le esche nel fango adiacente alle rocce, anche se l’eco non segna nulla.

Quante volte avete notato che il fortunato di turno ferra i pesci vicino a voi, ma leggermente spostato o verso il largo o verso terra? E magari sulla vostra esca giunge soltanto qualche cerniotta o qualche tanuta?

Arare il fondo

come pescare  a traina con il vivo


Uno dei crucci che affliggono maggiormente il trainista è sul perché taluni catturano ricciole con relativa facilità, mentre egli stesso non riesce a farle mangiare anche se le vede nitidamente sull’eco.

E qui si entra nella paranoia. Le grandi ricciole sono pesci che hanno imparato a distinguere le insidie e non di rado, una volta individuate, più ci si gira sopra, e più diventano imprendibili.

Quasi sempre non vogliamo accettare il fatto che un pesce che sta proprio sotto la nostra barca, nonostante attrezzature ed esche al top, potrebbe non mangiare.

In questi casi converrebbe andare via e tornare in una condizione di marea differente. Insistere… diventa frustrante e non porta a nessun risultato. Per quel che riguarda, invece, il complesso pescante, continuiamo a trainare con l’assetto classico da guardiano, quando magari una spezzata ben fatta, o l’affondatore, con lenza lontano da poppa ed andatura più allegra, potrebbero risolvere la situazione.

Tutti lo sanno… ma pochi credono davvero che un cambio di atteggiamento possa davvero risolvere la cosa.

Tanto che, per pigrizia o per la paura di affrontare nuove strade, si rimane ancorati alla soluzione “guardiano da 500 gr + mediano da 18 metri + terminale classico da 2 metri a 1,2 nodi”: ma non sempre ciò paga….

Pigrizia

dentice a traina con il vivo

La testardaggine, che ci porta ad insistere fino all’ultimo istante, è quella sorta di consapevolezza che qualcosa può accadere da un momento all’altro e sistemare la giornata… o l’intera stagione!


Il pescatore che solitamente ottiene più risultati rispetto agli altri è un soggetto positivo in quello che fa, dinamico, e soprattutto che non demorde e che non depone le armi fino alla fine della battuta.

  Infatti, quasi sempre a determinare il risultato è l’atteggiamento complessivo nei confronti della disciplina.

Naturalmente la materia prima ci deve essere, perché niente e nessuno potrà far materializzare un pesce che non c’è, ma tra questo aspetto e i cappotti cronici c’è una differenza, motivata da specifiche ragioni.

E poi, ricordiamo che nel conto va messo che, ogni zona ha le sue potenzialità alieutiche, che vanno sapute cogliere e sfruttare

arrow