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Traina costiera: pesca in profondità con gli affondatori idrodinamici

Palamita

 

Di Michele Prezioso

La traina costiera si svolge usando artificiali che navigano a pelo d’acqua, o poco sotto, o minnow che, grazie alla loro caratteristica affondante, riescono a scendere qualche metro, alla ricerca di prede che cacciano nelle prime fasce d’acqua.

Quando inizia la frenesia alimentare e le mangianze esplodono, anche le esche vengono aggredite con facilità.

Ma capita spesso che i pesci non aggallano e nuotano in attività di ricerca negli strati più profondi, o stazionano presso il fondo; e allora saranno le nostre esche a dover scendere.

Se non sali io scendo

Quando il pesce foraggio non è presente, quando le condizioni non sono ideali o quando alcuni pesci tendono a stazionare sul fondo, fare in modo che risalgano verso l’alto per aggredire delle esche artificiali, perfette imitazioni e credibili quanto si vuole, è molto difficile.

L’unica alternativa per poter tentare è quella di far scendere le esche il più possibile: cosa complicata perché la velocità di traina genera un forte attrito che, malgrado piombature e capacità affondanti proprie delle esche, vince, limitando l’affondamento a pochi metri.

cavalla

Quando le prede del sottocosta non cacciano in superficie, l’unica opportunità è di portare le esche in profondità ….

La velocità che fa scendere

Una soluzione per porre rimedio alla incompatibilità tra velocità e profondità, che trova proprio nelle leggi della fisica la soluzione, è l’affondatore idrodinamico: sistema che, grazie alla sua forma, riesce a generare, quando trainato, una portanza negativa tale da trascinare sotto acqua le esche per moltissimi metri.

Ne esistono di tutte le grandezze, dagli enormi planner, capaci di sprofondare decine di metri, esercitando una trazione bestiale, fino a modelli molto più piccoli, adatti alla piccola traina, semplici, economici e molto affidabili.

stimdip

In alto lo STIM ed in basso il DIP; il primo affonda per idrodinamicità e peso, mentre il secondo solo per idrodinamicità e gode di un assetto statico positivo perché è vuoto e galleggia

Tutti i modelli    

In commercio esistono almeno una decina di modelli di affondatori, ognuno con  le sue peculiarità, ma, per la forte esperienza maturata, ci sentiamo di restringere a due il numero di quelli consigliabili, soprattutto per funzionalità e semplicità d’uso

 Il Dip, ormai fuori produzione nella versione originale, ma ancora disponibile in commercio in buone soluzioni imitative, in grado di scendere anche fino a 20 metri alla velocità di tre nodi, lo Stim, forse il più conosciuto che viene costruito in 2 grandezze, capace di raggiungere anche 15 metri di profondità

Come funziona

dipstim

Grazie alla forma e all’assetto che assumono quando vengono trainati, affondano; da notare il particolare montaggio, che per chiarezza è stato realizzato con del dacron. I moschettoni sono fissi sull’affondatore e si inseriscono su asole presenti sulla lenza. Così, dopo lo strike, è possibile rimuoverli velocemente e continuare il recupero con la canna. Entrambi i prodotti segnalano l’abboccata risalendo a galla

Ciascuno dei sistemi, per forma e o per assetto statico che assume in acqua, quando viene trainato tende a scendere in profondità, esercitando una consistente trazione sulla lenza che lo vincola.

Tutti hanno la peculiarità di segnalare l’abboccata. Infatti, il peso esercitato dal pesce che ha abboccato sposta il baricentro dell’affondatore che così punta verso l’alto aggallando.

Il dip ha il vantaggio di essere vuoto e galleggiare, quindi, se ci si ferma, viene a galla; l’altro invece è negativo, con le conseguenze del caso.

Tutti possono essere montati per dare loro un po’ di divergenza e farli navigare a dx o a sx della barca.

Infatti, come si vede dalle foto a corredo, la presenza dei forellini serve proprio a modulare la trazione laterale. Anche i fori del punto di aggancio della lenza hanno lo scopo di tarare l’affondamento.   

sughero

Questi affondatori, risalgono quando il pesce abbocca, perché il suo peso  ne cambia l’assetto. Quindi non è possibile usare artificiali di grandi dimensioni. I pins da 5 cm sono ideali e molto catturanti

Le nostre scelte

Per le esperienze acquisite in anni di gare di traina costiera, la pratica ci ha fatto preferire lo stim e il dip; tanto che l’assetto  in pesca che preferiamo è quello un dip centrale e di due stim laterali.

Useremo canne “morbide” da 8 libbre per gli stim e da 12, più nervose, per il dip, corredate di muli del 16 e 20 lbs, meglio se doppia velocità, caricati con del multi dello 0,19.

Lo steam genera quasi 1,5 kg di trazione, mentre il deep raggiunge anche i 2,5 kg.

Scendere troppo di diametro con la lenza non è conveniente perché i rischi di rottura possono essere elevati; mentre è consigliabile usare del multifibra a colori diversi ogni 10 mt, caricandone non più di una cinquantina di metri, in considerazione che gli affondatori, una volta filati in mare trenta metri di lenza, non affondano oltre ma si allontanano solamente.

alletterato

Le esche siliconiche e i cucchiaini sono fantastici per l’uso con gli affondatori; fanno pochissima resistenza, vibrano moltissimo e seducono tutte le possibili prede

Esche & prede

Le esche che utilizzeremo dovranno avere la precisa caratteristica di fare poco attrito in acqua, perché si corre il rischio di far aggallare impropriamente l’affondatore.

Pertanto, andranno alla grande le esche siliconiche, i vermoni, i raglou, i pesciolini non più lunghi di 5 cm e i cucchiaini, uno tra tutti il “granpescatore” che è davvero un’arma letale, in questa configurazione. Consigliamo l’utilizzo di terminali lunghi una quindicina di metri e anche più.

Il target della traina fatta in mare aperto saranno i sugheri, le lecce stella, le piccole palamite , gli sgombri, gli alletterati ed anche le aguglie, quelle grandi.

Ma a seconda della profondità e del fondale le sorprese possono essere molte.

Su fondali misti di sabbia e scoglio, con le esche a qualche metro dal fondo, potremo insidiare dalle occhiate ai lucci di mare ai barracuda … e non solo!   

 

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