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Trofeo dello Stretto 2026 …. L’EVENTO DELL’ANNO!

Di gare di pesca di “Big Game” in Italia se ne fanno tantissime e sicuramente tutte di grandissimo livello.

Se entriamo nello specifico e parliamo di “Traina d’altura” il cerchio si restringe, soprattutto perché quello che fa interessante ogni confronto è la presenza di pesce e le potenzialità di cattura che il campo gara offre.

 

 

Il Tirreno non è più così generoso come una volta e la presenza delle prede iconiche di questa tecnica, come le alalunghe, le grandi lampughe ed i rostrati sono sicuramente più rarefatti.

Nel campo gara del Trofeo dello Stretto, il tempo pare si sia fermato e malgrado il tratto di mare dove correnti, vento e forza della marea ne fanno un areale di pesca complesso da leggere e soprattutto da navigare, il pesce è presente con una densità che un pescatore abituato ad altri mari difficilmente può immaginare.

 

Attenzione, non bisogna pensare che sia una pesca facile e che i pesci saltino in barca, anzi è una pesca dove saper leggere il mare e conoscerne i segreti è basilare, insomma è una gara per gente che sa pescare.

Ma è un mare che può dare immense soddisfazioni.

 

Tre giorni indimenticabili

Questa del 18, 19 e 20 Settembre è stata la sesta edizione e la terza per me dove ho partecipato come stampa di settore, ma non con minor divertimento.

Due giornate vere di pesca, durante le quali il mare ha messo a dura prova le capacità marinare dei ventotto equipaggi in gara, con onde di oltre due metri ed anche un bel po’ di pioggia battente.

Ma questo non ha impedito ai team di portare a terra, per entrambe le giornate, un carniere di alalunghe davvero di grande rispetto.

 

 

Immaginate che la gara si svolge nel tratto di mare compreso tra Sicilia e Calabria, dove le profondità sono abissali e le correnti impetuose.

Insomma lo stretto è la comunicazione tra due mari, due enormi masse d’acqua che si muovono dal Tirreno allo Ionio alternativamente facendo si che lo stretto diventi un enorme tubo venturi in cui i flussi accelerano in modo impressionante.

 

Ed è questo il segreto che rende questo tratto di mare così ricco di biodiversità.

Un confronto emozionante non solo come avventura di pesca ma anche per la coreografia dell’accoglienza, del lungomare tappezzato di bandiere e il lancio di fuochi che hanno caratterizzato la partenza ad ogni giornata.

Una formula particolare

 

Due le giornate con orari diversi per le lunghe ore di gara, il sabato dalle 11 alle 19 e la domenica dalle 6 alle 14.

Condizioni di pesca mozzafiato tra tramonto e alba nel contesto già magico della Sicilia che fronteggia la Calabria.

Durante le due giornate si sono confrontai i migliori equipaggi del Big Game, provenienti dalla Calabria dalla Sicilia e dal Lazio, che hanno messo in campo le migliori strategie per avere ragione delle grandi alalunghe presenti in zona.

 

 

Una pesca non facile, prevalentemente basata su una profonda conoscenza degli spot e delle abitudini dei pesci.

Infatti l’elevata profondità del campo gara impone una pesca che intercetti i pelagici nel momento dell’assommata e non con una ricerca lungo le batimetriche come accade altrove.

Si sono registrate alalunghe di straordinaria grandezza e  con una sola aguglia imperiale ed una sola lampuga.

Non solo pesca

Che nelle gare di pesca si peschi, sebbene non sempre, è cosa nota, ma quello che succede durante il Trofeo dello Stretto è un’altra storia.

Qui si parla di pesca vera ma anche di una fantastica festa del mare dove la passione alieutica si fonde con l’accoglienza, l’aggregazione e il territorio nella cornice davvero incredibile del mare e della Città di Reggio Calabria.

 

Una organizzazione quella della ASD CH69 impeccabile attenta ad ogni particolare e soprattutto proiettata verso l’identità territoriale.

Non a caso è “IL TROFEO DELLO STRETTO” dove la pesca si identifica con il territorio rafforzando il concetto basilare dove anche i pesci ne sono una risorsa.

Un evento in crescita il cui eco si è propagato in tutta la penisola e la cui importanza è certificata dagli sponsor tra cui primeggiano aziende come Honda Italia, Raymarine Teledyne, Mustad e molte altre.

La conclusione

 

Una elegantissima cena di Gala ha posto il sugello alle fatiche alieutiche dei pescatori, durante la quale hanno avuto luogo le premiazioni, con un monte premi davvero ragguardevole.

 

Nel corso della serata ho avuto il piacere ma anche l’onore di promuovere la prima edizione di un riconoscimento che il nostro magazine ha istituito per tutti coloro i quali tramite la pesca e l’organizzazione di eventi portano un contributo di visibilità al mondo alieutico e al proprio territorio.

 

Per cui il primo Fishing&Territory Award è stato consegnato al Presidente dell’ASD CH 69 Roberto Malara, per lavoro svolto con la sua associazione.

 

Si chiude così il sipario su questa sesta edizione e non nego che un pò di nostalgia per queste belle giornate  già si fa sentire  e allora … non ci resta che iniziare a contare i giorni che ci separano dall’edizione 2027 che sicuramente ci riserverà ancora nuove sorprese.

U.S.