Drifting Magazine

Tutti pronti per il tonno ?

di Umberto Simonelli

Inizia il conto alla rovescia per la pesca al tonno rosso …

Il drifting al tonno è la febbre che ha contagiato, negli ultimi anni moltissimi pescatori dalla barca.

Il fascino del big game è a dir poco irresistibile e le emozioni che può scatenare un tonno in canna sono indelebili.

Una partenza e l’urlo della cicala scatenano un’overdose di adrenalina che genera dipendenza.

Pescare il tonno rosso però prevede il rispetto di alcune regole e un percorso semplicissimo ma importante per rimanere sempre nella legalità.

Le sanzioni per un prelievo non in regola possono essere molto importanti ed è bene quindi essere pronti e con le carte in regola.

Prima di tutto

Come tutti dovrebbero sapere, sebbene la pesca in mare non sia sottoposta all’obbligo di nessuna “licenza di pesca” è invece indispensabile avere con se la “RICEVUTA” della registrazione che deve essere fatta presso l’apposita sezione del MIPAAF, il ministero delle politiche agricole e forestali nelle cui competenze c’è la pesca in mare.

 

Cliccando sulla foto si accede al portale di registrazione

 

Questo documento è il punto zero per qualsivoglia attività di pesca in mare per pescatori dai 16 anni in su e deve essere sempre con noi durante l’esercizio dell’attività di pesca.

Roba da tonni

Una volta effettuata la registrazione sarà necessario ottenere il vero e proprio permesso di pesca al tonno.

In realtà è una semplice registrazione, ma obbligatoria, da fare presso gli uffici della Capitaneria di Porto, dove prevalentemente sosterà l’imbarcazione.

E’ un documento che NON COSTA e necessita solo di un po’ di pazienza e di un po’ di tempo.

Di fatto è un modello da riempire e qualche documento di base da allegare in fotocopia, a fronte del quale ci verrà rilasciata la nostra autorizzazione, che avrà una durata di tre anni.

 

Cliccando sulla foto si può scaricare il documento, sebbene ogni sede della Guardia Costiera ne metta a disposizione  uno personalizzato scaricabile o da ritirare

In realtà il documento non è nominativo, ma è associato alla barca, imbarcazione o natante che sia.

Quindi potremo pescare solo ed unicamente a bordo della nostra barca o a bordo di qualsiasi altra  abilitata con il proprietario a bordo; ciò significa che se ci recheremo in vacanza senza barca autonomamente non potremo pescare.

Come ogni “abilitazione” ci vengono conferite delle possibilità, ma al tempo stesso ci vengono imposti dei doveri, ovvero il rispetto di poche regole legate al prelievo del tonno rosso, a prescindere dalla tecnica di pesca

Intanto parliamo di dimensioni minime che non saranno mai inferiori a 115 cm o 30 kg, sotto le quali è obbligatorio il rilascio del pesce vivo o morto.

 

Dovremo misurare dalla forca caudale alla mascella inferiore per misurare la lunghezza esatta di un tonno; per il peso oltre ad una bilancia, si può ricorrere ad una formuletta. Bisogna misurare la circonferenza massima del pesce ed elevarla al quadrato e moltiplicarla per la lunghezza. Il risultato va diviso per 0,032 e si ottiene un valore di ottima approssimazione. 

                       CIRCONFERENA AL QUADRATO X LUNGHEZZA / 0.032 = PESO IN KG

 

Anche se i tonni faranno a gara per abboccare il prelievo è limitato ad un pesce a barca al giorno, se si vuole continuare a pescare è obbligatorio il rilascio.

E’ vietato pescare un tonno e portarselo a casa, già bello sfilettato…perché è obbligatorio comunicare la cattura in capitaneria prima del rientro a terra ed entro le 24 ore successive è obbligatorio consegnare la dichiarazione di cattura.

Non è escluso che, dopo la comunicazione, possa intervenire qualcuno della guardia costiera per le verifiche allo sbarco e prendere nota di peso e misure.

Procedure, a dire il vero, un po’ complesse e laboriose, che sarebbero facilmente semplificabili; ma  esistono e che fin che non verranno, speriamo presto, modificate bisogna tenersele …

Una furbizia potrebbe essere quella di recarsi presso la sede della Capitaneria locale, e farsi spiegare le procedure che sono state adottate localmente: questo sdrammatizzerà le operazioni

Quanto tonno si può pescare?

In primo luogo il prelievo giornaliero è di un solo tonno a imbarcazione  e non c’è limite ai giorni di pesca praticabile alla ricerca di questo pesce.

Però in realtà, ed è cosa nota, c’è un limite al prelievo totale di tonni rappresentato dalla quota di pesci pescabili da tutti pescatori ricreativi, che per la stagione 2022 è di 21,45 tonnellate, pari allo 0,452% della quota tonno assegnata all’Italia

 

Ogni anno questo quantitativo viene modificato e non è sempre uguale, per motivi complessi che vengono decisi in sede governativa.

La dichiarazione di cattura ha proprio lo scopo di “contabilizzare” quanto tonno si pesca e quindi non oltrepassare le quantità massime previste.

Purtroppo la “quota tonno” non soddisfa mai tutti i pescatori, perché è molto limitata e premia i più fortunati e tempestivi, lasciando a bocca asciutta chi arriva più tardi.

E questo è uno dei motivi per cui molti appassionati  non comunicano le catture nella convinzione di allontanare il più possibile lo stop.

La stagione del tonno

Il tonno si può imbarcare dal 16 giugno al 14 ottobre salvo non vengano raggiunte le quote, cosa che accade generalmente in pochissimo tempo.

Però si può praticare il catch&release, fino al 31 dicembre, salvo che non si pratichi la tecnica per motivi “SPORTIVI”, ovvero legati a competizioni legate alla Fipsas, consentendoci di esercitare il C&R anche oltre queste date.

La pesca al tonno esercitata in ogni sua forma concessa, escluso il palamito derivante vietato ai ricreativi, può essere svolta dal 16 giugno al 14 ottobre con la possibilità di prelievo ma fino ad esaurimento delle quote; dopo tale termine è permesso il C&R ma solo fino al 31 DICEMBRE 2022

Chi si domanda il perché di una data limite per una pesca no kill, pensiamo che il quesito rimarrà senza risposta per molto tempo …

Le sanzioni del tonno  

Pescare un tonno sotto misura, senza autorizzazione, quando non è permesso o pescarne più del dovuto, costa molto, ma molto caro perché le sanzioni possono essere stellari e veramente quando si è colti in flagrante può essere uno scherzo difficile da superare.

Vendere il pescato è altrettanto vietato …