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Un’esca per l’estate: quali scegliere e come reperirle

 

Di Umberto Simonelli

La pesca presto riempirà le nostre giornate di vacanza. Gli appassionati di traina con il vivo avranno come target principale il reperimento delle esche, cosa non sempre così agevole come ci si augura.

Come bisogna attrezzarsi e quali pesci esca possiamo insidiare per sedurre le nostre amate prede?

 Le esche estive possono essere tantissime, tutte ottime per tentare il colpaccio con i predatori di pregio.

Pesci di galla o di fondo tutti insidiabili con una trainetta leggera.

Le maciude sono un’esca artificiale a dir poco geniale per catturare le aguglie

Per catturare le aguglie  possiamo usare le maciude , matassine di uno speciale filato, che trainate a galla, vengono aggredite dal piccolo belonide che  rimane impigliato con il becco nelle fibre, senza ferirsi,  mantenendo così la massima vitalità.

I sugheri possono essere pescati con piccoli cucchiaini, piccoli raglou trainati a mezz’acqua o con il più classico sabiky.

Anche i piccoli minnov, da 5 cm possono essere un ottimo sistema, trainati a galla o leggermente affondati, riescono a convincere sgombri, sugheri, occhiate e lecce stella.

I sugheri sono pesci molto aggressivi e, quando sono in caccia, sono molto voraci

Un sistema “polivalente”, in grado di insidiare tanto le aguglie che tutti gli altri predatori, occhiate in testa, è quello della classica piumetta, meglio se lunga e filante, di colore bianco, armata con un sottile amo Aberdeen arricchito da un coreano lasciato scodinzolante.

I raglou di tutti i colori, montati singolarmente o a trenino, possono essere un’altra inesauribile risorsa.

Le piccole filose sono un richiamo irresistibile, per molto predatori costieri

Tra le esche artificiali più classiche i cucchiani rimangono sempre un must ineguagliato; tra tutti il “granpescatore” prodotto in più misure è uno dei più catturanti.

Ma tornando alle esche ci sentiamo di consigliare le menole, i pesci lucertola, ideali per i dentici e i lucci di mare, le cavalle, gli sgombri fino ai piccoli tunnidi, ottimi per le ricciole e per le lecce amia.

Il gran pescatore è uno dei cucchiaini più catturanti in assoluto

L’assetto che consigliamo è quello di allontanare gli artificiali a 30/40 metri dalla barca tenendo una velocità compresa tra i due e i tre nodi.

Quando si traina a galla, è bene aver cura di controllare che le esche non si sporchino con materiali che galleggiano.

Le cavalle, molto simili agli sgombri sono esche micidiali

Un ottimo sistema è di far navigare il tutto sotto il pelo dell’acqua applicando a 20 metri dall’artificiale un piombo a sgancio da 50gr.

Un buon consiglio è quello di interporre tra lenza e terminale una girella tripla per scaricare ogni possibile torsione.

Quando invece l’attività a galla è scarsa è bene affondare le esche e ricorrere ad un affondatore idrodinamico può essere risolutivo.

Ovviamente dovremo sostituire le canne leggere con una da traina di buon libraggio.

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