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Drone Fishing ? NO FLY!

di U. Simonelli

Oramai si può dire che sia diventata una vera e propria tecnica di pesca .

Infatti il drone fishing è la modalità emergente che sta rivoluzionando la pesca dalla spiaggia.

Invece di lanciare lontano, il più lontano possibile con tecniche di lancio esasperate ecco che con l’ausilio di un drone è possibile trasportare esche ben oltre il limite del lancio più performante e quindi andare ad intercettare il pascolo di pesci lontanissimi.

Per fare ciò il drone deve essere specificatamente equipaggiato di una accessorio in grado di trattenere esca e zavorra per poi rilasciarla a comando nel punto prescelto.

In gergo questa attività si chiama dropping ed è una delle peculiarità dei droni che possono consegnare pacchi , medicinali ed altri carichi risolvendo così problemi di non semplice soluzione, soprattutto nelle situazioni di emergenza.

Però questa attività di trasporto e rilascio è severamente vietata in tutto l’ambito europeo per ovvi motivi di sicurezza e può diventare un reato di estrema gravità anche se ad essere trasportata è una banale, semplice ed innocua esca.

L’attività di trasporto e rilascio è propria di droni il cui uso è subordinato ad autorizzazioni specifiche e uso professionale e quindi riservato ad aziende ed enti e piloti di grado superiore.

I nostri droni, quelli amatoriali, hanno una legislazione completamente diversa ed il loro uso è limitato al volo modellistico piuttosto che alla video fotografia e alla ricognizione aerea.

Comunque per pilotare un drone serve una specifica assicurazione contro gli infortuni e se supera i 250 grammi deve essere registrato o si deve essere in possesso di un patentino se si svolgono attività commerciali.

Oltretutto i droni non possono volare ovunque e sono sottoposti a restrizioni che dipendono dalla presenza entro certe distanze di aeroporti, obiettivi sensibili e zone in cui il sorvolo è vietato.

Il drone è in tutto e per tutto un aeromobile e  come tale sottoposto a regole precise stabilite dall’ENAC, che è l’acronimo di ENTE NAZIONALE AVIAZIONE CIVILE, la cui non osservanza può assumere rilevanza anche penale.

 

Per chiarire meglio questa situazione che sicuramente metterà in difficoltà molti appassionati, ma anche un piccolo indotto economico, abbiamo interpellato proprio l’ENAC che ci ha fornito questa risposta.

“In qualità di Autorità competente per l’aviazione civile, teniamo a precisare alcuni punti fondamentali che regolano l’impiego dei droni (in gergo tecnico UAS –Unmanned Aircraft Systems) nel territorio nazionale ed europeo.

Per quanto riguarda il rilascio di carichi o di materiale in volo, vi confermiamo che tale pratica è vietata dalla normativa vigente (art. 819 del Codice della Navigazione).

Il rilascio di qualsiasi tipo di materiale non è una attività contemplata per le operazioni con droni in ambito ricreativo.

In assenza di una specifica autorizzazione dell’ENAC, l’effettuazione di tali operazioni rappresenta una violazione delle regole del volo preposte a tutela della sicurezza del traffico aereo e di terze persone a terra.

In merito alla vostra osservazione sulle caratteristiche tecniche di alcuni droni presenti sul mercato (in particolare la mancanza di sistemi di “geo-fencing”) è necessario fare una considerazione importante: l’assenza di limitazioni software o blocchi automatici sul dispositivo non esonera in alcun modo il pilota remoto dalle proprie responsabilità. 

È obbligo inderogabile del pilota conoscere lo spazio aereo in cui opera e accertarsi che il volo sia consentito in quella determinata area, utilizzando gli strumenti ufficiali (come la piattaforma D-Flight) per verificare eventuali restrizioni.

L’impiego di droni senza le necessarie autorizzazioni, espone l’operatore a serie responsabilità, anche di carattere penale.

L’attività alieutica non può essere svolta al di fuori delle norme di sicurezza del volo.

Pertanto, incoraggiamo vivamente la vostra testata a promuovere un uso responsabile e legale degli UAS, ricordando ai vostri appassionati che la sicurezza deve sempre prevalere su qualsiasi finalità ludica.”

Non ci resta quindi che confidare nel buon senso di ciascuno per sospendere, almeno fino a quando non ci saranno regolamentazioni diverse l’uso del dropping con i droni.
Per chi poi si stupisse di questo divieto applicato alla pesca c’è da ricordare che il momento storico desta già validi motivi per alzare il livello di sicurezza e che poi già questa capacità di trasporto da parte dei droni è in uso per attività illegali che vanno dal trasporto di oggetti e cose proibite, ad esempio nelle carceri , ma anche a quello di materiali per attentati.
E alla fine non c’è pesce che valga di incorrere in situazioni complicate come queste. .