Traina col Vivo

Fishing tips ….qualche consiglio di pesca

Sicuramente la pesca non si può schematizzare e tanto meno riassumere in punti.

Però, diciamo che alcuni concetti possono essere in qualche modo “concentrati” in maniera tale che rimangano impressi e presenti nel nostro DNA alieutico.

Ribadiamo sempre un altro aspetto che vogliamo raccomandare ai meno esperti e a coloro che si impegnano per ottenere risultati.

Nella pesca è più importante sapere il perché delle cose piuttosto che solo il come si fa.

Sapere il perché ci libera e ci rende autonomi, anche di sperimentare e variare, forse anche di sbagliare, ma ci concede il beneficio del ragionamento e di trovare soluzioni.

Sapere solo come si fa ci vincola a degli schemi ripetitivi che non ci aiuteranno al cambiare delle situazioni cosa che può accadere più volte durante la stessa sessione di pesca.

 

Molto spesso insidiare un pesce significa improvvisare soluzioni, diversificare e non seguire schemi ripetitivi

Le misure

I pesci non usano il metro.

Quindi non ossessioniamoci sulla ricerca della misura perfetta, perché non esiste o nella realizzazione maniacale di certe montature.

Un terminale di 12mt non sarà meno efficace di uno di 15.

Le misure contano e tanto, quando il fatto è tecnico, ovvero parliamo di un carico di rottura o di quanto una sezione più sottile possa influenzare meno l’andatura dell’esca.

Nel caso dei pre-terminali da traina, ad esempio, si usa allungarli molto per far uscire l’inganno fuori dalla zona dell’influenza della barca; e se ad esempio si consiglia una lunghezza di 25 metri, 28 o 24 metri non faranno alcuna differenza.

 

Le cernie sono estremamente voraci ed anche se aggrediscono esche morte rimangono pur sempre selettive .. ed è la presentazione che conta!

Pesci pigri

Non esistono pesci pigri

Pensare che i pesci possano essere affetti da pigrizia è solo un’idea colorita per giustificare, umanizzandoli, il disinteresse dei pesci alle esche perchè non sono in attività alimentare.

I pesci non sono come le galline che mangiano continuamente; ma anche le galline quando sono sazie smettono.

I pesci si alimentano secondo schemi molto precisi e la loro attività alimentare è legata a schemi biologici molto cadenzati legati spesso alle condizioni ambientali.

 

Le ricciole spesso sembrano giocare svogliatamente con le nostre esche … o l’inganno non è sufficientemente convincente o non è ora di mangiare

L’invisibilità fa la differenza?

Questa è l’eterna diatriba tra gli ami nascosti nell’esca, il nylon e il fluor carbon.

Ma analizziamo bene le cose

E’ vero il fluor carbon propaga la luce in modo diverso, ma davvero non è  invisibile.

Quello riesce a farlo solo Harry Potter …

Così come a poco conta che l’amo si possa vedere o meno nell’innesco.

Oltretutto un amo troppo nascosto rischia di infiggersi con difficoltà.

Se la visibilità fosse un problema pensiamo ai long liner o ai palamiti o alle esche in drifting appese ad un filo da 50 lb, che tutto è piuttosto che invisibile.

Quel che fa la differenza sono i diametri, che più sottili sono e meno influenzano i movimenti delle esche.

E’ tutta una questione di attriti e nel caso di un’esca viva, soprattutto se è un pesce, tanto è più credibile quanto più è mobile e meno influenzata dal filo.

 

Le esche morte più efficaci sono sicuramente i cefalopodi e se ben conservate in grado di mantenere un buon assetto in pesca, non sono inferiori al vivo … anzi …

Quando mangiano i pesci?

La risposta che verrebbe più spontanea è “quando hanno fame”

Ed in effetti è la verità perché il metabolismo dei pesci è alquanto complesso ed è regolato da molti fattori legati ad aspetti sconosciuti ai comuni mortali.

Ci sono casi in cui si scatenano momenti di frenesia alimentare alternati a momenti, anche lunghi, di assoluto disinteresse per qualsiasi tipo di sollecitazione alimentare.

E questo lo abbiamo documentato più e più volte grazie alle riprese subacquee dove le nostre esche attraversavano banchi di pesce totalmente disinteressato ad esche comunemente considerate irresistibili.

Ci sono molte situazioni che individuano i “momenti” più propizi.

Le maree sono uno di quelli, la fase montante e quella calante sono i periodi che corrispondono allo spostamento di masse d’acqua importanti e più produttive, perché spostano i nutrienti attivando la catena alimentare.

Anche la luna influenza l’attività dei pesci sia per l’intensità delle maree che, quando la luminosità notturna è forte, prolunga di fatto il fotoperiodo

A volte anche i cambiamenti di vento sono buoni soprattutto quando dalla bonaccia questo gira provenendo da sud.

Sta di fatto però che a fare un momento migliore di un altro, concorrono una molteplicità di fattori e da qui a farne regole certe ce ne passa.

Però è un punto di partenza su cui fare statistica.

 

I cefalopodi  morti sono ottimi per tutti i pesci demersali, ovvero  quelli che vivono prossimi al fondo, come dentici, cernie , scorfani ..

Vivo o morto?

Parliamo ovviamente di traina.

Quando si insidiano i predatori l’esca è fondamentale e non a caso si parla di traina con il “vivo”, ma si parla anche di traina con esche “naturali” vive o morte

Se parliamo di predatori pelagici come ricciola e leccia, la probabilità di ingannarli con esche morte è molto bassa, sebbene le eccezioni siano sempre possibili.

Quindi è bene dire che con questi predatori un buon vivo soprattutto usando esche legate alla presenza stagionale è d’obbligo.

Al contrario i predatori come dentici, cernie e orate (si anche le orate possono essere prede della traina con successo) possono essere insidiate con più che ottime possibilità con cefalopodi morti.

Anzi possiamo dire che in alcuni casi possano essere ancora più produttive.