Dopo tanto rumore intorno a Rec Fishing, l’applicazione europea, e dopo tante fragorose polemiche riguardo la “comunicazione di esercizio all’attività di pesca sportiva e ricreativa in mare” ora tutto tace.
Tutti i complottisti dell’ultima ora e tutti i reazionari della pesca sono svaniti nel nulla come se tutti i problemi fossero spariti.
E’ vero anche che il problema ora interessa definitivamente solo subacquei e pescatori dalla barca e quindi i pescatori da terra hanno placato i loro animi.
E poi sicuramente quando abbandonata la tastiera si prende la canna in mano ansia, stress e tensioni si attenuano e sembrano allontanarsi complice il fatto che l’uso obbligatorio dell’applicazione, al momento è limitato solo a coloro che avranno l’occasione e la fortuna di imbattersi nelle quattro specie attenzionate in Italia.
Per i meno attenti ricordiamo che stiamo parlando di tonno, pesce spada, lampuga e alalunga.
Ma i problemi, quelli reali ed operativi e non quelli “dei complotti” comunque in parte rimangono.
Rimane in sospeso il fatto che chi pesca dalla barca, non possiede un telefonino smart e non è particolarmente informatizzato non potrà rinnovare il permesso gratuito.
Infatti per ottenere il rinnovo, pescando dalla barca, è obbligatorio inserire il numero identificativo che ci viene attribuito scaricando Rec Fishing.
Un bel problema, la cui soluzione non c’è.
Contrariamente a quel che si possa pensare, non parliamo di pochi pescatori e già nella cerchia dei miei conoscenti ne ho contati di più di quanti potessi immaginare, che così facendo hanno visto trasformarsi lo svago di una pescata in qualcosa di complicato col terrore delle multe.
Mi sono preso la briga di porre il quesito, riguardo questo ed altri argomenti, alla nostra amministrazione, presso le sedi preposte ed anche ai rispettivi uffici di competenza degli stati membri aderenti al protocollo RecFishing.
(NdR: Gli altri stati hanno già sistemi autonomi e quindi per loro non è stato obbligatorio aderirvi)
Ebbene l’ufficio preposto del nostro ministero ha ignorato totalmente ogni mia richiesta malgrado due invii, mentre degli altri 12 stati membri ho avuto risposta concreta solo da due uffici, Irlanda e Svezia, mentre la Francia ha aperto un ticket che non ha avuto seguito e la Spagna mi ha rimandato alla consultazione di inutili FAQ.
Il quadro non è fantastico e mi sembra che una conclusione legittima da fare sia quella che dei pescatori ricreativi e dei loro problemi interessi proprio poco a nessuno.
Diversa è stata la risposta di Irlanda e Svezia che ad oggi non hanno reso operativa Rec Fishing perché appunto ancora non hanno pianificato in modo chiaro e concreto per tutti come rendere attuabile tutta l’operazione
E devo aggiungere che chi mi ha risposto, molto amichevolmente, mi ha fatto capire che la pesca nella loro nazione è una risorsa e proprio per questo il governo ci sta pensando su.
Anzi il funzionario Irlandese, sicuramente simpatico ed entusiasta, non solo non ha mancato di reclamizzare la pesca alla spigola che nelle loro acque si può andare a praticare pagando una licenza ma mi ha invitato ad andare.
E mentre aspetto la risposta dell’ufficio del ministero, mi sa che un pensierino ce lo farò.




















