di Gianmarco Sansone
Il mondo del kayak fishing con tutto ciò che ne deriva, sta subendo una continua evoluzione e una sempre più sentita esigenza di perfezionismo, in termini di comodità, performance e tecnologia.
La pesca in Kayak ormai non è più una disciplina di nicchia, bensì un mondo emergente che sta appassionando tantissimi pescatori, a tal punto da riscuotere già da qualche anno un buon riscontro nello sport agonistico riconosciuto dagli enti sportivi di competenza.
Un indispensabile compagno di pesca
Un kayak dedicato alla pesca, ovviamente viene progettato, concepito e realizzato per soddisfare delle esigenze ben precise che sono legate esclusivamente a quel che concerne la pesca, in mare o in acqua dolce.
A tal proposito, in una visione a 360 gradi, su un kayak da pesca non può di certo mancare un buon ecoscandaglio che ci garantisce, soprattutto in alcune tecniche di pesca, un’altissima percentuale di successo.

L’utilizzo dell’ecoscandaglio è ormai di routine per qualsiasi kayaker ed in qualsiasi tecnica di pesca perché rappresenta una fonte di informazioni che non avremmo mai potuto conoscere senza di esso.
L’indispensabile aiuto di una tecnologia del genere, ci permette di conoscere la profondità della colonna d’acqua, la morfologia del fondale, distinguendo rocce, sabbia, strutture e tanto altro ed in fine mette in evidenza i piccoli ed i grandi pesci.
Come scegliere l’ecoscandaglio ideale
Prima ancora di parlare di modelli, funzioni e caratteristiche, la prima cosa da valutare, ovviamente, è il budget economico a disposizione.
Quindi prima di decidere cosa acquistare, la scelta deve essere ponderata innanzitutto in base alla fascia qualitativa in cui vogliamo posizionarci, entry level, medium level o top level.
C’è da dire che se il budget è limitato, ci si deve accontentare di prestazioni molto contenute perché non esiste un ecoscandaglio dd 100 euro che consenta di pescare su profondità elevate o di avere una discriminazione dei dettagli perfetta.
Bisogna considerare che il kayak è una piccolissima imbarcazione con la quale, per legge, non ci si può spingere a largo più di un miglio dalla costa, quindi si presume che i fondali mediamente frequentati durante le sessioni di pesca, saranno compresi tra i 5 ei 100 metri di profondità.

Attualmente sul mercato esistono strumenti entry level come il Lowrance Hook Reveal, con delle potenzialità notevoli a costi contenuti, una famiglia di scandagli, capaci di prestazioni extra grazie a software e tecnologie, installate fino a qualche anno fa solo su apparati gli di fascia alta.
Si parla di tecnologie come il SideScan che permette attraverso delle frequenze particolari ed un cono larghissimo, di scandagliare il fondale ai lati dell’imbarcazione anche a 100 metri circa verso destra e rispettivamente a sinistra.
Poi c’è il DownScan per delineare meglio le strutture presenti sul fondale e il Sonar Chirp per avere dettagli più definiti sia del fondo ma soprattutto dei pesci.
Tutto questo compreso anche di GPS, con la possibilità di inserire una cartografia e ancor di più con la tecnologia Genesis Live di Lowrance si possono creare mappe batimetriche altamente dettagliate e personalizzate per implementare la cartografia di base.
Maggiori prestazioni
Ovviamente quanto maggiori diventano le aspettative, l’esperienza e le esigenze, tanto maggiore sarà la necessità di un ecoscandaglio performante per poterlo abbinare a trasduttori altrettanto potenti e precisi.

In questo caso la scelta potrebbe ricadere su modelli di fascia media o alta come i Lowrance Elite FS oppure HDS Live considerando che le misure ideali per il kayak fishing sono il 7” e il 9” così da avere la comodità di dividere in due la schermata e consultare nello stesso momento differenti funzioni.



















