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Surfcasting: Non solo fortuna

di Rosario Palumbo

Quando si va a pesca tutti ci interroghiamo se conti più la fortuna, la tecnica o lo spot .

Bisogna ammetterlo, quanti di noi quando vedono una foto di un pescatore che è riuscito a catturare qualche bella preda, iniziano a porsi diverse domande …?

E se quella cattura poi, è avvenuta in un posto che conosciamo bene le domande iniziano ad aumentare e a farsi incalzanti.

E per la nostra testa allora iniziano a girare mille congetture, ma che esche avrà usato, che montature, a che distanza avrà lanciato o sarà stata la solita botta di c……

E’ chiaro che come in ogni cosa nella vita un pizzico di fortuna serve sempre, ma come si dice la fortuna aiuta gli audaci e sicuramente un po’ di audacia c’è sempre.

E quindi come aiutare la dea bendata a raggiungere un buon risultato?

 

Pianificazione

Ogni azione di pesca deve basarsi su una strategia precisa.

Partiamo quindi col pianificare il nostro target: cosa vogliamo pescare?

In che periodo e con quali condizioni metereologiche?

Molte volte mi capita di sentir dire “a fine mese andiamo a pescare”: a fine mese … ma siamo sicuri?

Ma veramente programmare una pescata tutti questi giorni prima è una buona strategia?

Se la nostra intenzione è rilassarci, allora qualsiasi momento è quello giusto, ma se invece siamo determinati a perseguire un risultato, una bella cattura che lasci il segno nel nostro calendario di pesca, allora tutto cambia.

 

Facciamo il punto

Uno dei migliori momenti, se non il migliore in assoluto, per pescare dalla spiaggia è segnato dalle scadute, quel momento in cui, dopo una mareggiata, il mare inizia a calmare, ma i nutrienti sono ancora esposti ed i pesci iniziano ad approfittarne.

Siamo in assenza di scaduta?

Allora puntiamo all’alba o al tramonto, periodi in cui l’attività dei pesci è sempre maggiore e possiamo aumentare le possibilità di cattura.

Se il mare è calmo da troppi giorni, le difficoltà aumenteranno considerevolmente, e forse invece di un sonoro cappotto sarà meglio restare a casa.

 

Prima valutare

A questi aspetti va aggiunto ancora qualcosa.

Oltre ai pesci target ed al momento individuare il posto giusto è fondamentale.

Dobbiamo cercare quel “pezzetto di spiaggia” dove montare la nostra attrezzatura, perché lanciare dove capita è sbagliato ed individuare il punto ideale farà la differenza.

Canaloni, buche e perché no, tentare anche nei primi metri dove c’è schiuma.

La presenza di uno scalino, una rientranza, un cumulo di alghe e detriti che creano nutrimento sono tutti aspetti del fondale che sono graditi ai pesci in pascolo.

Ovviamente per i meno esperti questo può sembrare complicato da studiare all’inizio, ma la pesca si nutre di esperienza, di sperimentazioni, di condivisioni e confronti.

Ho visto pescatori riuscire a prendere spigole in posti di cui nessuno aveva fiducia solo perché tutti gli altri sbagliavano esca, momento e terminali.

 

Portare a terra cefali di misura sulla media distanza con terminali lunghi oltre 2 metri, quando la maggior parte dei secchi dei presenti sulla spiaggia erano praticamente vuoti per alcuni è solo fortuna.

Ma la verità è ben altra, perché, come dicevamo prima la fortuna aiuta chi osa.

Ed il discorso è ancora da approfondire.