La grande Ricciola …. sulle rotte dei giganti: tecniche e strategie

La grande Ricciola …. sulle rotte dei giganti: tecniche e strategie

Di Domenico Craveli

 

Un pesce maestoso, scaltro, sfuggente tanto da sembrare inarrivabile. Invece, la sua cattura può essere mirata, non di certo scontata; seguendo degli schemi precisi, è possibile incontrare i grandi carangidi più spesso di quanto si possa immaginare. Pescare il “jolly” della vita si può… basta ricordare che il mare rappresenta un mazzo di carte… non un mazzo di jolly, quindi sacrificio, pazienza… e traina senza compromessi, mettendo in conto numerosi cappotti .…. Prima o poi però, lei arriva!

Ogni trainista , nella sua carriera piscatoria, ha almeno una storia da raccontare, da vinto o da vincitore, che ha a che fare con una grande “lola”. Chi scrive ha impiegato ben dieci anni, dopo una big persa, ad arrivare ad una seconda opportunità. Quell’esperienza mi ha fatto capire una cosa importante:  il caso e la sorte giocano sì un ruolo, ma marginale. Perché se si punta in alto, non si può stare ad aspettare una vita che qualcosa accada per forza, che un pesce XXL scelga tra mille la nostra esca. Così è iniziato un percorso  analitico, quasi scientifico, nel capire abitudini e pazzie della grande Ricciola.

Spot da ricciole

ricciole in caccia 

Anche se lo scandaglio non è di ultimissima generazione, gli ecogrammi dei grossi pesci sono inequivocabili

Gli “scogli da ricciola” sono atavici, settori di mare dove le generazioni vecchie e nuove di ricciole ci ritornano con disarmante regolarità; lo sanno bene i professionisti della circuizione che con i ciancioli ne azzerano interi banchi in tutto il Mediterraneo sfruttando proprio questa abitudine. Questo ci deve portare ad intensificare i nostri tentativi proprio in questi settori di mare dove la loro presenza è pressoché accertata, senza tentare di inventarsi nulla. Ottimizzare i tempi di traina è fondamentale per tentare i grandi pesci, perché spesso utilizzeremo bocconi la cui vitalità è breve. La capacità di affrontare correttamente uno spot, ossia sfruttando bene le correnti dominanti per far navigare al meglio l’esca e farla passare nei “corridoi” più promettenti, sta alla base del successo. Calare un pesce esca e girare a casaccio ha poco senso, specialmente se nella stessa sessione miriamo anche al dentice per salvarci da un possibile cappotto. Infatti, si corre il rischio di impostare un’azione poco incisiva sia per il dentice che per un grande carangide. Le ricciole giganti fanno vita pelagica e spesso si uniscono a branchi di ricciole più piccole. Quando colonizzano una secca, gli animali più imponenti, però, sono quasi sempre defilati dalla massa, spesso ferme a mezz’acqua, nel taglio termico. Quindi, quando cerchiamo la big, allontanarsi dalla frenesia delle piccole (5/10 kg) non sarebbe male. Ma chi lo farebbe?… Questione di coraggio!

Solo importante?

 palamita

Un’esca esagerata è fondamentale per avere la “ quasi” certezza che una grossa ricciola attacchi

Se la zona è da ricciola, l’esca non è solo importante: è l’unica cosa che conta davvero. Mettiamo da parte sugheri, anche in tandem, sgombretti, calamari anche grossi, aguglie… e affini; tutti surrogati, validi ma non validissimi. Potrebbe andare bene la leccia stella, ma forse neanche. Scordiamo le storie che raccontano di pesci enormi presi con una boga grande quanto un accendino. Può capitare, e ricapiterà, ma per avere la certezza assoluta che, passando davanti ad un grosso pesce, questo attacchi la nostra insidia, serve un qualcosa di irrinunciabile, quello che chi vi scrive chiama il “biscotto della fortuna”; ossia un tunnide più vicino ai due chili che ad uno, naturalmente innescato con amo singolo di dimensioni appropriate, almeno un 9/0 e passa la paura! Altre soluzioni, sebbene funzionali, non danno garanzie.

alletterato

La ricciola si è accorta dell’inganno ed ha maltrattato l’innesco senza affondare l’aggressione

L’esca andrà calata nel taglio termico, ed ogni momento stagionale ha una quota che dovremo individuare. Sbagliarla potrebbe significare far morire l’esca nell’acqua fredda in pochi minuti, rendendo vano ogni tentativo. La velocità di trolling sarà compresa tra 1,5 e 2,2 nodi.  Mettiamoci in testa che la capacità di procurarsi esche giganti è fondamentale. Chi è abituato a comprarsi le seppie, o a portare calamari a spasso radenti al fondo, raccattando qualunque cosa abbocchi, si troverà spaesato. Quando parlavamo di sacrifici… si intendeva anche questo.

Come attrezzarsi

 combattimento

Le ultime fasi di un combattimento con una grande ricciola, quando manca davvero poco al momento in cui la sua sagoma inconfondibile irrompe dal blu …..

Un corredo canna-mulo da 20lbs mette al riparo da qualunque incontro “alieno”, l’importante è che la canna stessa non sia di azione eccessivamente “tip”, ma partecipi con una curvatura progressiva fino al manico, per garantire un contatto con la preda più diretto, in modo tale da permetterci di prevedere le sue reazioni con quell’istante di anticipo che agevola le nostre contromosse sui fondali complicati. In bobina una treccia da 40/45 lbs è un ottimo compromesso tra resistenza e diametro. Un braided più grosso vibra e fischia in acqua in modo eccessivo, e le ricciole pare risentano di questa anomalia acustica. Come pre-terminale un robusto nylon del 55/57, almeno 25 metri, poi una girella da 135 lbs tipo reflex a barilotto (più che il carico è la dimensione equilibrata a orientarci su questo size), e 2 metri di terminale del 57/62. Il fluorocarbon in queste sessioni, per esperienza, non sembra più giocare un ruolo determinante, ma qui si entra nell’ambito dei punti di vista personali. Un affidabile e affilatissimo amo circle, 8/0 o 9/0 completerà la nostra dotazione minimale. Guardiano… come solito, ossia 350/500 gr. e siamo pronti!

Ci siamo!

 ricciola

I grandi pesci arrivano dopo tanti sacrifici e tante ore di mare. La cattura casuale, seppur gratificante, non riuscirà ad equivalere alle sensazioni che si provano quando invece la preda è cercata e dichiarata

L’esca si agita più del dovuto, la vetta della canna balla all’impazzata… e il cuore arriva in gola! Il grande predone è dietro la nostra grande esca… la smusa, ma non conclude. Poi la canna non vibra più, l’esca è scappata in avanti, ancora pochi secondi e la canna si inarca, e la frizione stride. La missione è compiuta!