di Umberto Simonelli
Con l’inverno anche il mare cambia e cambiano le abitudini dei pesci.
Muteranno così anche le nostre tecniche di ricerca delle prede e del dentice in particolare, che è un pesce insidiabile con successo anche con il freddo.
Il grande sparide nella stagione invernale cambia le sue abitudini, soprattutto in funzione del raffreddamento degli strati più superficiali del mare ed anche delle prede di cui si nutre.
Quindi per garantirci delle buone possibilità di incontro dovremo attivare la “ modalità invernale”
A fondo
I pesci, per la loro natura, tendono a preferire acque a temperatura costante e il rimescolamento superficiale, generato dai venti e dalle correnti invernali, fa raffreddare gli strati più alti.
Questo fa si che anche i dentici vadano a cercarsi acque con temperature più costanti.
Perché in alcuni casi le profondità risultano più calde della superficie.
Ecco quindi che dovremo portare le nostre esche a sondare profondità elevate, inusuali per la pratica dei mesi più temperati.
Sarà necessario quindi “giocarsela fine” per andare a esplorare profondità importanti.

Non è raro che la profondità ci regali pesci di taglia. Situazione da non sottovalutare e che ci deve trovare preparati perché un pescione può avere reazioni serie, complicate da gestire a 80 metri
Infatti la ricerca invernale si effettuerà anche a 70, 80 metri e sarà impegnativo controllare le esche a queste quote.
Tutto si giocherà cercando il minore attrito possibile all’affondamento usando trecciati super sottili; consigliamo quindi di non superare le 40 lb, ma anche la scelta di fili da 30 potrebbe essere una scelta condivisibile.
Perché meno piombo utilizzeremo e maggiore sarà la sensibilità del sistema pescante.
Anche la canna dovrà essere in grado di gestire una situazione così estrema, con piombi anche di 500 gr e oltre; quindi sarà necessario avvalersi di attrezzi capaci di leggere le tocche e allo stesso tempo sostenere la zavorra.

Attrezziamoci bene: Pescare fondi non è poi semplicissimo e l’attrezzatura è fondamentale, perché ogni azione che effettuiamo arriva sul fondo con molto ritardo e, oltretutto, c’è molto filo in acqua
Terminali
Nulla di particolarmente differente rispetto alle azioni “al caldo” salvo il fatto che potremmo contenere le lunghezze, in una misura compresa tra i 5 e i 12 metri al massimo.
Sia la corrente che la conformazione del fondo imporranno la scelta.
Se il fondale è uniforme, con poca corrente, otterremo un buon controllo dell’esca anche con lunghezze maggiori, mentre in presenza di fondo movimentato e corrente stare corti è meglio.
L’importante è che l’esca sia sempre radente il fondo.
Lavorando fondi, la quantità di multi fibra in acqua sarà tantissima e l’esca si allontanerà naturalmente dalla barca e questo farà si che, grazie anche alla profondità, il disturbo della nostra presenza sia inavvertibile, rendendo Inutili i terminali lunghi.

Il calamaro è il re dell’inverno e sopporta al meglio le grandi profondità
Esche e velocità
Per la nostra esperienza, i cefalopodi sono le esche migliori.
Riscuotono successo per l’elevato valore nutritivo che hanno e ben si adattano alle profondità, soprattutto morti.
Quindi calamari e seppie saranno i nostri inganni ufficiali per l’inverno.
Ovviamente trainati lentissimi, perché la velocità non va d’accordo con l profondità e con i ritmi rallentati del freddo.

Anche la seppia è un’esca che non teme confronti ed anche morta è un’assoluta garanzia
Orari invernali
Sebbene su batimetriche rilevanti i giochi siano un po’ diversi da solito, l’esperienza ci ha insegnato in inverno che le prime ore del mattino sono le più proficue.
Anche perché in questi momenti i pesci disturbatori sono meno attivi e potremo gestire le esche al meglio che, spesso , sono veramente contate.
Il movimento del mattino dal cambio di luce fino alle 10, ci hanno regalato il più delle volte degli strike da ricordare.
Un po’ di sacrificio che viene ripagato dalla possibilità di rientrare presto o di divertirsi ancora dedicandosi a tecniche diverse.

Il mattino ha sempre l’oro in bocca, come recita il proverbio; ma l’inverno … ne ha di più ..
Luce lunare
In inverno il foto periodo è minore e questo rallenta l’attività dei pesci , perché la luce è calore anche ad alte profondità.
Ma è anche opportunità di caccia.
E anche la luce lunare in qualche modo ha i suoi effetti, maggiormente in inverno in cui le giornate sono brevi.
Ecco che man mano che la luna cresce l’attività diurna si protrae nella giornata e qualche strike arriva anche più tardi.
Mentre in quei periodi dove non c’è luna, la pesca invernale è più difficile e i pesci bisogna sudarseli e insistere.
Ma la luna gioca un ruolo non solo per la sua luce ma anche per le maree …



















