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Drifting: ritorno alle armi … prepariamo l’attrezzatura!

sessione di drifting

Di Umberto Simonelli 

 

La stagione del tonno è alle porte e per molti è tempo di cominciare a rispolverare le attrezzature e procedere con una revisione mirata.

Ma quali sono le cose da fare ed i punti da esaminare per avere un’attrezzatura, accessori compresi, sempre al top?

Quali sono i punti nevralgici, gli elementi chiave da tenere sempre sotto controllo? Vediamo insieme le cose importanti.

Iniziamo dalle canne

Se le canne sono equipaggiate con passanti roller è basilare controllare con assoluto scrupolo che la rotazione delle micro carrucole interne sia perfetta. Se l’ossido e la salsedine rendono difficile la rotazione o, peggio, la bloccano in fase di combattimento, il rischio di rottura è altissimo.

Se abbiamo canne con passanti in pietra, la verifica della loro integrità sarà fatta sia a vista che al tatto, controllando che non ci siano scheggiature e che gli anelli siano ben fissi nelle loro sedi.

manutenzione canne

Controllare roller e passanti deve essere una abitudine frequente: gli attriti compromettono irrimediabilmente le lenze con inevitabili rotture

Fili in bobina

Il filo in bobina è sempre un punto critico e la sua durata ha un tempo definito.

Un filato di ottima qualità è affidabile, se ben tenuto e con un uso medio, per un anno; naturalmente è importante sostituirlo più spesso se in una stagione con quel filo vengono effettuate diverse catture, dopo di che sarà necessario sostituirlo.

Se il filo è recente, un controllo a vista della sua integrità, sebbene sia un fatto noioso, vale la pena di farlo.

Un’intaccatura, per una spira mal sovrapposta e sottoposta ad un combattimento serio, può compromettere il nylon. Quindi è bene verificarne l’integrità almeno per il tratto mediamente più usato, assicurandoci poi che il riavvolgimento sia ben ordinato.

Se abbiamo canne armate con multifibra, una passata al filo non fa male e dopo un paio di stagioni è caldamente consigliabile svuotare la bobina e avvolgere il trecciato al contrario. Un occhio al baking, neanche a dirlo, viene da sé.

mulinelli drifting

Ami e fili …. Sono purtroppo materiali di consumo e vanno sostituiti regolarmente

Terminali

Nel concetto di sicurezza dell’attrezzatura pescante non si deve intendere solo quella di portare il pesce in barca, ma anche quello di non mandare pesci a spasso con spezzoni di lenza al seguito.

In genere, un pesce con uno “svolazzo” di svariati metri di lenza non sopravvive a lungo, perché il rischio è che si leghi sulla coda provocandone un lento incaprettamento con la conseguenza di un inutile e triste epilogo.

Per cui la terminalistica è bene sia sempre al top. I fluorcarbon in genere vanno sostituiti a prescindere, perché perdono le loro caratteristiche peculiari, rispetto a trasparenza e visibilità, con la permanenza in acqua.

Per chi usa il nylon, invece, visto il costo relativamente contenuto dei fili, il consiglio è quello di non esitare a sostituirli, a prescindere.

Le giunzioni

Le connessioni è bene che vengano rifatte con frequenza, così come i nodi che, se hanno già sopportato qualche strike, è proprio il caso vengano rifatti di nuovo: la sostituzione delle giunzioni, nodi piuttosto che sleevers e wind on, dovrebbe essere una pratica frequente anche dopo ogni strike e dopo qualche pescata.

combattimento drifting

Quando tutto il sistema è in forte tensione, ogni elemento sopporta sollecitazioni molto importanti e tutto deve essere perfetto

Gli ami

Gli ami, con l’uso o semplicemente per l’atmosfera salina che inevitabilmente attacca anche quelli di scorta che abbiamo nella bag o, peggio, in barca, hanno vita breve, soprattutto, come sarebbe auspicabile, adoperando quelli degradabili.

Quindi è bene provvedere a metodiche sostituzioni e a riporre gli ami di ricambio sempre nelle loro confezioni e nelle scatolette provviste di guarnizione. Saremo, così facendo, sicuri che gli agenti atmosferici risulteranno meno aggressivi nei confronti del metallo.

La prova della funzionalità di un amo non è l’aspetto lucido, ma il fatto che conservi una punta affilatissima, senza la quale la penetrazione non solo è difficile ma a volte impossibile.

E un amo che stenta ad entrare oltre a essere a rischio rottura sollecita fili e nodi.

tonno allamato con circle

Un amo ben affilato, penetrando perfettamente, non stressa inutilmente nodi e lenza, perché si posiziona nel modo più opportuno, facendo lavorare il tutto al meglio

Dulcis in fundo

In ultimo, ma non per importanza, ci occuperemo del mulinello. Sarebbe bene riporlo sempre pulito e lubrificato e con la frizione in free spool, per evitare di tenere le molle compresse.

E’ consigliato, anche, smontare periodicamente i ponticelli di blocco sulla canna, pulendoli dall’ossido, applicando appena un po’ di grasso di quello che resista all’acqua.

Lavare canne e mulinelli con acqua calda aiuta a rimuovere a fondo il sale e solo dopo una leggera spruzzata di CRC completerà sul serio il lavoro.

Un controllo alla frizione, al preset e alla relative funzionalità è prassi scontata, con la raccomandazione, se si riscontrano problemi, di non smanettare sulla meccanica se non si ha una buona dimestichezza: è meglio rivolgersi all’assistenza autorizzata per essere sicuri di avere di ritorno un prodotto pari al nuovo.

Umberto Simonelli

La manutenzione e la lubrificazione sono importanti. E’ bene prevenire formazioni di ossido che alla lunga rendono impossibile lo smontaggio dei vari componenti, fino a renderli inutilizzabili: Ma, soprattutto, c’è da considerare che un prodotto di qualità è la migliore garanzia

Il manico

Se non si smonta mai il pedone della canna dal fusto, le parti in alluminio con l’ossido diventano molto difficili da disassemblare.

L’ossido, per poco che se ne possa creare, impasta le filettature delle ghiere e, nei casi peggiori, si genera anche all’interno dell’innesto, bloccando seriamente i due pezzi.

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