• I Piu' Visti

    I nodi … quando si rompono ?

    di Umberto Simonelli

     

    La rottura di un terminale è un’evenienza che deve essere sempre messa in conto, quando si ha a che fare con pesci potenti, le cui reazioni possono essere immediate e violente o prolungate nel tempo costringendoci a sfiancanti prove di forza.

    In ogni caso tutto il sistema pescante, quando gli strike sono di una certa importanza, è chiamato a sostenere un lavoro che non va sottovalutato.

    La testata di un grosso dentice, la rapida fuga di una cernia, o la partenza di una ricciola,  generano forze veramente importanti frutto della massa del pesce e della grande velocità con cui vengono generati.

    In sostanza, una situazione paragonabile ad un colpo di karatè capace di rompere inspiegabilmente grandi spessori, malgrado sferrato a mani nude.

     

    La testata di un bel dentice può essere distruttiva per un nodo mal fatto ….

     

    Altresì un lungo tira e molla con un grande pesce mette sotto stress dagli ami alle frizioni, creando sollecitazioni continuate nel tempo estremamente pericolose.

    Nel primo caso “lo strattone” improvviso che il pesce assesta è talmente veloce che trova come prima resistenza l’inerzia del filo in acqua e quella del guardiano senza arrivare all’effetto ammortizzante della canna e della frizione.

    Va da sè che tutta l’energia si scarica sul filo e sui nodi e potrebbe avvicinarsi ad un carico pericoloso per la loro resistenza.

     

    La qualità dei fili rimane comunque un elemento fondamentale: con un buon filo è più semplice fare buoni nodi

     

    Quando invece il combattimento si protrae nel tempo, filo e nodi sono sottoposti a stiramento con il rischio di snervarli.

    Ricordiamoci che per tutti i carichi di rottura in genere si indica il carico massimo e per quanto tempo può essere applicato, senza generare deformazioni irreversibili.

    In ogni caso per metterci ai ripari da questi problemi si adoperano filati con carichi di rottura che garantiscono un buon margine di sicurezza.

    Ma questo può non bastare perché le rotture sono sempre in agguato e, escludendo quelle imponderabili dovute allo sfregamento su punti taglienti del fondo, le ragioni trovano origine nella costruzione.

     

    La cernia è un pesce capace di partenze potenti e istantanee con accelerazioni da formula1, capaci di mettere in crisi terminali mal realizzati

     

    In ogni caso un filo si rompe perché viene meno la sua sezione.

    Si assottiglia su uno stiramento o sotto la pressione che si genera nell’assuccamento esagerato di un nodo.

    Escludendo anche la bassa qualità del filato che rappresenta un fatto a cui non c’è rimedio una delle cause più frequenti è la cattiva esecuzione dei nodi, o l’uso di nodi inadeguati.

    I nodi,nella stragrande maggioranza di quelli in uso, soprattutto nella traina con il vivo, hanno come metodo di serraggio il blocco dello scorrimento grazie al bloccaggio del filo su se stesso.

    Quindi in primo luogo è bene curarne al massimo la realizzazione, assicurandosi che non ci siano spire sovrapposte e che il nodo si presenti “bello a vedersi”: questo in genere è garanzia di corretta realizzazione.

     

    Un combattimento lungo, protratto nel tempo corre il rischio di stressare nodi e filati e nulla deve essere lasciato al caso 

     

    Non è bene esagerare nelle spire, perché non tutti i nodi tollerano, soprattutto con i diametri maggiori, troppi loop

    E’ importante lubrificare il filo prima del serraggio, perché l’attrito da sfregamento deforma il filo che perde la sua rotondità.

    Mai stringere un nodo con troppa forza o peggio fino al carico di rottura del filato, perchè non si fa altro che stressare il filo che, nel punto in cui il nodo si blocca è sottoposto ad un effetto ghigliottina.

    In ultimo c’è da ricordare che la tenuta di un filo diminuisce con l’uso, l’esposizione alla luce, all’acqua di mare e all’ossidazione dell’anello dell’amo o della girella.

     

    Gli ami sono un elemento importante e devono essere sempre ben affilati per penetrare rapidamente

     

    Senza eccedere però è bene avere cura dei particolari, come quello di usare filati buoni, impratichirsi nella realizzazione dei nodi, controllare che non ci siano punti di sfregamento pericolosi.

    Non ultimo è importante assicurarsi di avere ami sempre ben affilati, perché un amo che non penetra immediatamente crea ulteriori sollecitazioni al terminale.

     

     

     

    Evo Fishing Accessori per la pesca di Alta Qualità
    Back to top