Editoriale

L’editoriale di gennaio

Ed eccoci nuovamente qui, proiettati nel nuovo anno nella speranza che i prossimi dodici mesi ci riservino sempre qualcosa di meglio, di quelli passati.

Quindi non mi resta che unire il mio augurio a quello di tutti nella speranza che il fato sia più prodigo per ognuno di noi.

Sebbene la mia convinzione sia quella che, a parte le congiunture in cui siamo obbligatoriamente spettatori passivi, molta parte della nostra fortuna possa venire prima di tutto da noi stessi.

La pesca ce lo insegna, perché parecchi dei migliori cappotti sono il frutto di azioni di pesca poco incisive.

Se portare un pesce a casa lo riteniamo prima merito della fortuna e poi del pescatore, allora è certo che abbiamo una visione della pesca abbastanza distorta.

E a proposito di pesca e di idee poco chiare (e un po’ distorte) vorrei fare il punto sull’esperienza che abbiamo avuto e stiamo avendo in questi giorni, dopo aver postato sulla pagina Facebook di Globalfishing magazine, un pro memoria sulla necessità di aggiornare, con il nuovo anno, la COMUNICAZIONE DI ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ DI PESCA SPORTIVA .

Il post ha avuto un successo a dir poco straordinario, che neanche quelli sponsorizzati (quelli a pagamento per chiarezza) hanno mai ottenuto … 676.476 letture … 20.863 interazioni e una valanga di post di commento, che voglio aggettivare come “folcloristici”, ma che definirei meglio come “vespaio

Ma facciamo un passo indietro… circa 13 anni fa fu istituito l’obbligo di eseguire una registrazione on line per rispondere ad un censimento che consentisse di contare i pescatori di mare e fino al 2022, il rinnovo del relativo documento era praticamente automatico.

Dallo scorso anno il governo ha deciso che ogni anno ciascun pescatore da riva, da barca o subacqueo doveva rinnovare il documento.

Malgrado il censimento abbia computato circa un milione di pescatori, numero fortemente in difetto, complice la poca comunicazione, la memoria breve dei pescatori, la poca incisività dei controlli e, soprattutto, l’incertezza di una pena ha fatto si che questo adempimento, chiamato licenza gratuita, sia finito nel dimenticatoio.

Ma quel che ci ha fatto veramente stupire, anzi diciamola tutta, cadere le braccia a terra, sono stati i commenti, le domande e le osservazioni di chi in qualche modo, cascando dal pero, svegliato da un lungo letargo, si è cimentato nel “rinnovo” o addirittura non ne era a conoscenza.

La registrazione on line, diciamola tutta, è tutt’altro che intuitiva e l’obbligo dello spid ha creato uno scompiglio davvero inimmaginabile.

Ma a farla breve ci siamo trovati, e parlo al plurale perché includo chi collabora con me, di fronte ad un panorama di “utenza” inquietante.

Da persone spaesate che ne ignoravano l’esistenza, che confondevano il documento con la licenza in acque interne o con la licenza professionale, ai complottisti dell’ultima ora che temevano chissà quale uso dei propri dati sensibili (ma che comprano on line anche le uova), fino ai rivoltosi e molti altri colorati esempi.

A questo aggiungiamo un accesso informatico poco user friendly e quelli che non hanno lo spid e non intendono spendere per ottenerlo.

Da mettersi le mani nei capelli sul serio.

Non solo per questo quadro grottesco che può strapparci anche un sorriso, ma soprattutto per come sono i pescatori e com’è il mondo della pesca.

Pesca dimenticata dalle istituzioni, che quando se ne ricordano non fanno gran bene, con un’utenza molto menefreghista più attenta ai pesci nel sacco che a tutelare il mare e i propri interessi.

Un pezzo di carta, oltretutto gratis, sembra, nella testa di molti, ledere la libertà, perché il mare è di tutti.

O peggio inutile perchè la”costituzione” non lo prevede e averlo o non averlo non cambia perchè la multa non te la possono fare .

E che se poi “sanno” quanti siamo “ci faranno” pagare una tassa

Quando invece dovrebbe essere un gran vantaggio non essere costretti a pagare una licenza di pesca in mare, ma soprattutto sentirsi una categoria riconosciuta .

Senza pensare che tutte le attività di prelievo, ovunque, sono subordinate ad una licenza …

Ma come diceva mio nonno, tutto ciò che non sa di rame ……