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Arrivano le lecce : una traina con le esche vive tutta particolare …

leccia amia

Arrivano le lecce!

Di Umberto Simonelli

Anche per le lecce amia l’inizio dell’estate vuol dire spostare il proprio territorio di caccia dalle profondità del mare aperto ai bassi fondi del sottocosta, con particolare preferenza per quelle zone in cui ci sono sbocchi di acqua dolce o per le zone portuali: ambiti entrambi caratterizzati da una importante presenza di pesce foraggio, soprattutto di cefali. La leccia è un predatore forte e potente, molto scaltro ed attento, difficile da insidiare tanto per la sua innata diffidenza quanto per un apparato boccale dalla conformazione molto particolare.

Un pesce particolare

La leccia amia è un carangide dalle abitudini pelagiche, caratterizzato da una forma del corpo estremamente particolare. Il suo aspetto, se visto di lato, potrebbe essere definito quasi romboidale, dal profilo molto appiattito, costituzione che ne fa un nuotatore velocissimo e molto potente. Lo si può insidiare anche a spinning, ma il modo migliore per averne ragione è con le esche vive e, soprattutto, con la tecnica della traina. Nella stragrande maggioranza dei casi lo scenario di pesca sarà strettamente a ridosso della costa, presso la foce dei fiumi, gli sbocchi a mare di acqua dolce e le zone prospicienti i porti. Comunque caccia in fondali bassi, che non superano i 10/15 metri, salvo qualche rarissimo caso dove si sono registrati strike su batimetriche profonde. Ma si sa che la pesca è fatta anche di grandi eccezioni che a volte sembrano sconfessare le più consolidate certezze.

leccia amia

La reazione della leccia è sempre molto forte. La sua coda potente ed il profilo idrodinamico le conferiscono una potenza incredibile. Quando raggiunge taglie importanti è veramente un treno … 

Caccia alla leccia

Le lecce arrivano sottocosta in più ondate. La prima è nel mese di luglio, fatta di esemplari di taglia che arrivano alla spicciolata per poi andarsene e successivamente riaccostare. Già nella seconda metà di agosto gli arrivi sono più omogenei, fatti di branchi importanti, costituiti da animali di taglia simile e molto affamati, anche perché la riproduzione li prova fisicamente e hanno bisogno di ricaricarsi. La competizione alimentare che si genera da questa situazione rende la pesca più semplice e meno tecnica; e un’esca ben presentata non passerà inosservata. Se nei periodi “caldi” si possono avere strike multipli, la situazione è ben diversa sugli esemplari che arrivano ad inizio estate, che rimangono più a largo su fondali più alti, perché lì trovano le loro prede.

leccia amia

Un “ pesciotto” di taglia media appena catturato , viene misurato sul regolo IGFA per poi essere rilasciato

La tecnica

In genere le lecce dividono la loro area di caccia con i serra. E’ quasi una legge matematica. In fondo, entrambi prediligono le stesse prede, in particolare i cefali. Non di rado, infatti, le esche dedicate alla leccia sono aggredite dai serra, che le uccidono e recidono i terminali e buona notte ai suonatori. Però, l’uso di cavetti di acciaio, secondo la nostra esperienza, penalizza le esche e di questo le lecce se ne accorgono, con la conseguenza che le osservano, le studiano ma lo strike non si conclude mai. Affronteremo il discorso terminali più avanti, per adesso ci soffermiamo sulla tecnica di pesca di questo pesce. Opereremo secondo i dettami classici della traina con il vivo, facendo lavorare uno o due lenze a galla o affondate di uno o due metri al massimo. Al mattino, fino a che il sole è basso, le esche sotto il pelo dell’acqua hanno registrato maggiori attenzioni mentre in seguito quelle a galla sono state più gradite. La tecnica è quella di sondare le aree più frequentate con metodo, pazienza e determinazione. Caleremo le esche a media e lunga distanza, e faremo in modo, specie durante le virate (che eseguiremo spesso) e grazie all’ andata in bando della lenza, di farle nuotare senza apparente vincolo  per poi, rimesso in trazione il complesso pescante, quasi simulare una fuga che spesso stimola il predatore. Anche durante le rotte lineari, è bene aprire ogni tanto la frizione e “liberare” l’esca per concedergli un nuoto autonomo, molto attrattivo.

leccia stella

La leccia stella anche con le lecce amia si è dimostrata un’esca vincente

Le esche

Le esche più usate sono i cefali, possibilmente di taglia XXL, perché molto graditi e meno bersagliati dai serra, oltre che, grazie alla maggior vitalità, con reazioni più credibili. Abbiamo registrato ottimi risultati con le lecce stella e le cavalle, anche con gli alletterati e meno con aguglie e sugheri; sebbene, quando le lecce arrivano affamate e competitive, molto spesso vanno poco per il sottile.

cefalosgombro

Il cefalo è l’esca più adoperata e, a volte, anche  inflazionata. E in questi casi la cavalla rappresenta un’ottima soluzione alternativa

La terminalistica

Molti sono usi avvalersi di terminali scorrevoli classici a due ami, soluzione che si addice ai pesci esca molto grandi, che meno soffrono il vincolo. Per i pesci medi e piccoli consigliamo la soluzione circle monoamo, pratica, veloce e assolutamente catturante, anche per la bocca della leccia che sia per conformazione che per durezza è una bocca “difficile”. Quindi, a prescindere dalle soluzioni, l’importante è che gli ami siano affilatissimi. Oltretutto, usando i circle, si può scendere di sezione perché quasi mai il filo potrà sfregare sulla bocca del pesce con possibile rottura. Per quanto concerne la lunghezza noi abbiamo standardizzato i 5 metri, per una semplice praticità realizzativa, con sezioni tra lo 0,52 e lo 0,60, scendendo anche un pò se le taglie sono medio piccole.

leccia amia

La reazione dopo lo strike è veramente “tosta”, il pesce si oppone sfruttando la sua grande superficie laterale e la spinta della coda possente

Dopo lo strike

Il combattimento con una leccia importante è una cosa da brivido. Le partenze sono fulminee e lunghe. Sarà necessario sangue freddo e un controllo della frizione molto attento. La particolare conformazione del corpo del pesce la porterà a fare fughe laterali che potranno sopravanzare la barca, lateralizzando. Ci confronteremo con la potenza pura. In poco fondo il tutto si svolgerà a galla, ma se la incontreremo su fondali più impegnativi, potrà anche affondare, decidendo una strategia di difesa molto strenua. Sarà difficile staccarla dal fondo. Divertimento puro … che sicuramente diventerà indimenticabile se coronato da un bel rilascio.

leccia

Pronta per riprendere il mare ….

 

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